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12mag/19Off

Accadde oggi: il referendum sul divorzio

12 maggio

1974 – 37 milioni d’italiani sono chiamati alle urne per votare quello che sarebbe stato il secondo referendum dopo la scelta tra monarchia e repubblica. Si vota per mantenere o meno la legge Fortuna – Baslini, approvata tre anni prima dal parlamento italiano, che aveva introdotto il divorzio nell’ordinamento giuridico italiano.
Dopo una intensissima campagna elettorale, con la CEI e la Democrazia Cristiana guidata da Fanfani fortemente impegnati per il SI all’abrogazione, partecipa al voto l’87,7% degli aventi diritto, votano NO il 59,3%, mentre i SI sono il 40,7%.
(In fondo potrai vedere un filmato sul referendum e uno spot a favore del NO con Nino Manfredi)
Quando, nel dicembre del 1970, nonostante l’opposizione della Democrazia Cristiana, il divorzio veniva introdotto nell’ordinamento giuridico italiano con la legge n. 898, nello stesso anno il Parlamento approvava le norme che istituivano il referendum con la legge n.352 del 1970, proprio in corrispondenza con le ampie polemiche che circondavano l’introduzione del divorzio.
Gli antidivorzisti quindi si organizzarono per abrogare la legge attraverso il ricorso al referendum: nel gennaio del 1971 veniva depositata in Corte di Cassazione la richiesta di referendum da parte del «Comitato nazionale per il referendum sul divorzio», presieduto dal giurista cattolico Gabrio Lombardi. La richiesta del referendum aveva ottenuto subito l’adesione del Movimento Sociale e del Vaticano; la maggior parte dei vescovi, non tutti, si schierarono apertamente, violando in qualche modo il concordato di non ingerenza della chiesa con lo stato, mentre nella Democrazia Cristiana le voci dissidenti, all’interno del partito stesso, furono più di una poiché si paventava una vittoria dei NO ed una conseguente perdita di prestigio del partito che deteneva la maggioranza. Vennero raccolte e depositate presso la Corte di Cassazione oltre 1.300.000 firme e il referendum fu indetto.
Nella sinistra il Partito Comunista tentò a più riprese di trovare un accordo parlamentare con la Democrazia Cristiana che portasse ad una modifica della legge e alla conseguente sospensione del referendum, mentre il Partito Socialista e soprattutto il Partito Radicale erano schierati per la tenuta del referendum. La trattativa comunque fallì, di fronte all’intransigenza della Chiesa e di Amintore Fanfani che portò la DC alla sconfitta nel referendum.

Per approfondire puoi leggere questo documento approfondimento

 

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