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13mag/19Off

Accadde oggi: promulgata la Legge Basaglia

13 maggio

1978 – Il Parlamento italiano vara la Legge 180, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, meglio nota come Legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia). La legge impone la chiusura dei manicomi e regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.
Prima della Legge 180 i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive o l’elettroshock. Le intenzioni della legge sono quelle di ridurre le terapie farmacologiche ed il contenimento fisico, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati da ambulatori territoriali. (In fondo potrai vedere un tributo a Franco Basaglia con le foto e la testimonianza di Carla Cerati)
L’impulso maggiore all’approvazione della Legge 180 è venuto dalle esperienze di Franco Basaglia iniziate già nel 1962 nell’ospedale psichiatrico di Gorizia. Qui Basaglia avvia la prima esperienza anti-istituzionale nell’ambito della cura dei malati di mente. In particolare, egli tenta di trasferire il modello della comunità terapeutica all’interno dell’ospedale e inizia una vera e propria rivoluzione. Si eliminano tutti i tipi di contenzione fisica e le terapie elettroconvulsivanti (elettroshock), vengono aperti i cancelli dei reparti. Non più solo terapie farmacologiche, ma anche rapporti umani rinnovati con il personale. I pazienti devono essere trattati come uomini, persone in crisi.
E’ l’inizio di una riflessione sociopolitica sulla trasformazione dell’ospedale psichiatrico e di ulteriori esperienze di rinnovamento nel trattamento della follia.
Nel 1969 pubblica “Morire di classe” un reportage fotografico, dove appaiono toccanti foto prese in vari manicomi italiani, realizzato con la collaborazione dei fotografi Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin.
Il lavoro di Basaglia prosegue poi a Colorno e quindi a Trieste, del cui ospedale diviene direttore nel 1971. Qui Basaglia istituisce subito, all’interno dell’ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e di teatro. Nasce anche una cooperativa di lavoro per i pazienti, che così cominciano a svolgere lavori riconosciuti e retribuiti.
Ma ormai sente il bisogno di andare oltre la trasformazione della vita all’interno dell’ospedale psichiatrico: il manicomio per lui va chiuso ed al suo posto va costruita una rete di servizi esterni, per provvedere all’assistenza della persone affette da disturbi mentali. La psichiatria, che non ha compreso i sintomi della malattia mentale, deve cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del “malato mentale”.
Nel 1973 Basaglia fonda il movimento Psichiatria Democratica, favorendo la diffusione in Italia dell’antipsichiatria.
Nel gennaio 1977 viene annunciata la chiusura del manicomio “San Giovanni” di Trieste entro l’anno e l’anno successivo il Parlamento approva la legge 180 di riforma psichiatrica.

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