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13ott/15Off

I cattolici fermano ancora le unioni civili

Articolo di Wanda Marra (Fatto 13.10.15)

“”Il veto. Il vertice di maggioranza finisce male: i centristi si oppongono.
È genitore chi lo fa,sono d’accordo. Ma l’importante è il risultato”. Così diceva Matteo Renzi domenica sera nello studio di Fabio Fazio, a proposito delle unioni civili.Quale risultato, soprattutto nel merito, non è dato sapere. Di certo,quello raggiunto ieri sera è l’ennesimo stop sulle unioni civili, dopo la pressione continua di tutto il mondo cattolico. Da Fazio si parlava di stepchild adoption (l’adozione da parte di uno dei due componenti di una coppia del figlio, naturale o adottivo, del partner).Punto controverso perché aprirebbe all’adozione gay.E punto sul quale Renzi si è mantenuto vago.
Ieri, vertice di due ore e passa a Palazzo Chigi tra lo stesso premier, Angelino Alfano, leader di Ncd, il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, Renato Schifani, capogruppo di Ap in Senato e Luigi Zanda, capogruppo del Pd. Alla fine, “posizioni distanti”, come si dice in questi casi: Renzi vuole incardinare la legge in aula prima della Stabilità, i centristi si sono opposti. La “rottura” di ieri, oltre a descrivere lo stallo sulle unioni civili, mette ancora in evidenza lo stato della maggioranza. Il Pd stasera in capigruppo dovrebbe chiedere la calendarizzazione della legge subito, magari con i voti di Cinque Stelle e Sel.Ma Ap e Ncd mandano segnali e avvertimenti.
Non ci dovrebbero essere ricadute sul voto finale delle riforme costituzionali, ma l’area centrista è perennemente in movimento, tra rimpasto sempre annunciato e mai arrivato e paura dell’irrilevanza, causa voti di Verdini, pronti all’uso. “Il Pd va di fretta. Noi non siamo d’accordo”, ha detto Alfano. In realtà, pure questo è un gioco delle parti. Renzi oggi esibirà la calendarizzazione raggiunta. “Risultato” minimo. Ma di fare la legge non se ne parla chissà fino a quando. Prima dell’esame della legge di stabilità, l’Aula dovrà approvare il ddl Boccadutri, che sblocca i finanziamenti spettanti ai partiti per il 2015 (ora fermi perché i rendiconti del 2013-2014 non sono stati validati).Durante le riunioni fatte dal governo negli ultimi giorni,si è notato un cambio di strategia: prima la legge sulle unioni civili sembrava effettivamente una priorità, poi sempre meno. C’è il Sinodo, poi il Giubileo e poi le elezioni a Roma. In una campagna elettorale tutta in salita come quella delle amministrative (e soprattutto della Capitale), Renzi non se la sente di impe  gnarsiperquestalegge.Edun  que, come fonti del Pd renziano ammettono, prima dell’estate 2016 non se ne farà niente. Dopo, chi può dirlo? Il ddl arriverà in Aula senza relatore, e il testo Cirinnà 2, rivisto e modificato al ribasso,sarà solo uno dei tanti da cui partire.”"

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