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20nov/15Off

“Chiedo asilo” e aumento dei fondi per le paritarie. ,

Articoli di Roberto Ciccarelli (manifesto 20.11.15) e Salvo Intravaia (Repubblica 20.11.15) LEGGI DI SEGUITO

Roberto Ciccarelli "900 mila bambini in cerca di asilo nido" "Legge di stabilità. Oggi è la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, Fp-Cgil lancia la campagna #ChiedoAsilo. «Mille asili in mille giorni» disse un tempo Renzi. Ma oggi nella legge di stabilità non c’è un euro"

""C’era una volta la promessa di Renzi sui «mille asili in mille giorni». Di giorni dal suo insediamento ne sono passati quasi 700, ma di nuovi asili non c’è alcuna traccia. Oggi novecentomila bambini tra i sei mesi e i due anni cercano asilo. E la legge di Stabilità non stanzia un euro per finanziare il disegno di legge Puglisi (Pd), inglobato nella cosiddetta «Buona scuola», che renderà i nidi e le scuole dell’infanzia un diritto universale e non più un servizio a domanda individuale. In compenso, alle scuole paritarie arriveranno altri 25 milioni di euro, portando così quasi a livello dello scorso anno (497 milioni totali rispetto su 500) il fondo riservato.
Lo prevede un emendamento alla legge di Stabilità che sarà approvata oggi in prima lettura dal Senato. Mentre il governo si appresta a sforare il Fiscal Compact sulle spese militari, finanzia le scuole private e quelle cattoliche, ma non gli asili o per il diritto allo studio degli universitari a cui ha destinato risorse irrisorie.
Un mondo precario
Questa è la fotografia dell’istruzione pubblica scattata dalla Funzione pubblica della Cgil (Fp) nella giornata mondiale dei diritti dell’infanzia prevista oggi. In questa occasione Fp-Cgil ha promosso una campagna sugli asili nido lanciando l’hashtag #ChiedoAsilo. Il sindacato ha elaborato una ricerca, condotta sui dati Istat sull’offerta comunale degli asili nido e altri servizi socio-educativi. Il sistema noto nel mondo per le sue eccellenze mostra un’altra faccia: precariato delle maestre, scarsa offerta pubblicata generata dai tagli, privati che alzano tariffe per famiglie alle prese con la crisi e redditi bassi. Questa è l’altra faccia dell’eccellenza italiana: un immenso bacino di bambini esclusi dal «diritto di asilo» e condannati a restarlo a lungo.
La mappa nazionale dei servizi presenta enormi sperequazioni regionali. Se, infatti, la copertura dei servizi per l’infanzia è al 24,8% in Emilia Romagna, in Campania è al 2%. La media nazionale sull’offerta di asilo nido e di micro nidi pubblici e privati per la prima infanzia oggi copre una fascia di bambini da zero a due anni pari al 17,9% (17,9 posti ogni 100 bambini): 289.851 bambine e bambini. Una percentuale lontanissima dalla media dei paesi scandinavi, quasi il 50%, e dalla (passata) strategia di Lisbona che prevedeva una copertura pari al 33% entro il 2010.
Per raggiungere lo standard europeo l’Italia dovrebbe creare 1700 nidi e scuole dell’infanzia in più, garantendo il diritto all’asilo a 100 mila bambini. In questo modo 33 bambini su 100 – la percentuale prevista – potrebbero accedere al servizio. Per rendere possibile questo sforzo, ha calcolato Fp Cgil, bisogna assumere 20 mila lavoratori.
Prospettiva impossibile finché resterà in vigore uno dei comandamenti dell’austerità: il blocco del turn-over (al 25%) e delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Un muro che implementa il precariato in cui lavorano le maestre e gli insegnanti in Italia.
Se gli adulti sembrano equilibristi alla ricerca di una continuità di lavoro e della qualità del servizio, il mondo del precariato visto dai bambini è un arcano esercizio ragionieristico. La stima dei 900 mila «senza asilo» è ottenuta dal totale delle nascite avvenute dal 2010 fino ai primi due mesi del 2012. Nel 2010 sono nati 561.944 bambini, nel 2011 546.585. Nei primi due mesi del 2012 89.587. Il totale è di 1 milioni e 198.116 bambini ai quali vanno sottratti i 289.851 che sono riusciti a trovare un posto al nido. I “senza asilo” sono 908.535. Per loro non si prevede, a breve, un posto nelle strutture pubbliche. A meno che le rispettive famiglie non facciano uno sforzo, pagando.

Fatti, nononn  annunci
È interessante anche l’analisi della Fp Cgil sui 289 mila bambini che hanno trovato un posto al nido. 146.647 sono iscritti agli asili comunali, 45 mila a quelli gestiti da terzi, 29 mila sono in asili nido privati con riserva di posti, mentre 13 mila bambine e bambini usufruiscono dei contributi erogati (compresi i voucher) alle famiglie per la frequenza degli asili. A questi vanno aggiunti ben 96 mila bambini che hanno trovato un posto nelle strutture private, a carico delle famiglie. Questi 289 mila bambini si trovano in 3.656 strutture pubbliche e 5.214 private, per un totale di 8.870. A questa cifra, sostiene il sindacato, si dovrebbero aggiungere le 7 mila strutture e i 20 mila posti in più. Per permettere al sistema di recuperare in equità a tutti i livelli e per tutte le età.
«Servono fatti, non annunci – sostiene Federico Bozzanca, segretario Fp Cgil – a partire da un finanziamento nella legge di Stabilità. I dati della ricerca dimostrano l’impatto del blocco del turn-over, l’allungamento dell’età pensionabile e dei tagli agli enti locali sulla vita dei bambini, delle famiglie e dei lavoratori. Il blocco e i tagli rischiano di metterei n crisi un servizio che è sempre stato un fiore all’occhiello a livello internazionale».

 

Articolo di Salvo Intravaia  "Emendamento alla legge di Stabilità: alle non statali 479 milioni. Chiede più investimenti il segretario della Cei. Per le opposizioni "schiaffo alla scuola pubblica""

""Più fondi alle paritarie per il prossimo anno. Lo ha stabilito la commissione Bilancio del Senato che ha approvato nella scorsa notte un emendamento alla legge di stabilità per il 2016. Il capitolone relativo alle risorse destinate alle scuole non statali (paritarie passerà da 472 a 479 milioni di euro, con un incremento di 25 milioni tondi tondi per l'anno prossimo e i prossimi anni. L'obiettivo era di arrivare a 500 milioni ma poi tre milioni sono stati dirottati su un altro capitolo di spesa: quello per l'acquisto dei libri di testo da parte delle famiglie meno abbienti. Le scuole paritarie stanno vivendo uno dei momenti di maggiore difficoltà, probabilmente dovuto alla crisi economica che dirotta gli alunni verso le scuole statali, da almeno mezzo secolo a questa parte. E per evitare il tracollo è intervenuta di recente anche la Cei, attraverso il segretario generale Nunzio Galantino.

"Alla scuola - ha avuto modo di dire il segretario della Cei - il governo sta dando attenzione ma non è ancora sufficiente: senza investimenti nella formazione non si va da nessuna parte". Un chiaro riferimento alle risorse per le paritarie che da anni vengono ridotte. Ma le opposizioni parlano di "schiaffo alla scuola pubblica". Nel governo è il sottosegretario Gabriele Toccafondi che ha la delega per le paritarie. Il quale esulta per l'incremento del budget. "Ottimo segnale l'approvazione dell'emendamento che aumenta il fondo per le scuola paritarie fino ad arrivare a 497 milioni dopo i tagli degli ultimi anni", ha affermato Toccafondi. "Questo governo - ha aggiunto - dopo aver stabilizzato i fondi per i prossimi anni, aver inserito lo strumento delle detrazioni fiscali per le famiglie ne 'La Buona Scuolà e affrontato la questione Imu per gli istituti, aumenta il contributo per le scuole paritarie di 25 milioni".

Nel giro di un quinquennio, dal 2009/2010 al 2014/2015, gli iscritti nelle paritarie sono calati del 10 per cento abbondante, con una perdita secca di 113mila studenti e scolari. Ma è nelle scuole superiori che si è registrato un vero e proprio esodo, con un calo del 25 per cento. "Questo governo - ha spiegato Toccafondi - continua il lavoro per abbattere muri ideologici. L'approvazione dell'emendamento è l'ennesimo segnale che la scuola per noi è tutta pubblica e che poggia su due gambe: una è rappresentata dalla scuola pubblica statale, l'altra è rappresentata dalla scuola pubblica non statale, o paritaria, frequentata da oltre un milione di ragazzi". Ma il milione di alunni degli anni scorsi è solo un ricordo: l'ultimo dato parla di 961mila iscritti, 604mila dei quali nelle materne.""

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