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6dic/15Off

L’appello delle femministe italiane contro l’utero in affitto. I gay non l’hanno presa bene

Articolo di Cristina Comencini (Repubblica 6.12.15) "Giusto concedere più diritti ma i figli non si comprano"  LEGGI DI SEGUITO Articolo di Francesco Grignetti (Stampa 5.12.15)

""Caro direttore, a seguito della pubblicazione dell’appello sulla maternità surrogata, lanciato dal gruppo ”Senonoraquando-libere” di cui faccio parte, vorrei chiarire alcuni punti che secondo me sono fondamentali. QSono favorevole alla stepchild adoption. Anzi sono per l’allargamento della legge sulle adozioni a tutti i tipi di coppie, etero e omosessuale. Perché ritengo che il desiderio di chiunque di accudire un bambino sia da favorire, e che moltiplicare le situazioni in cui un bambino che non ha una famiglia possa essere accolto da un’unione sia necessario. Come la possibilità di adottare il bambino del proprio compagno/ compagna, possibilità che riguarda tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali. Questa scelta renderebbe tutti i cittadini uguali di fronte alla decisione di adottare. E, automaticamente, estenderebbe a tutti il divieto di comprare bambini già nati o da far nascere, perché della stessa cosa si tratta. E dunque parlare oggi di maternità surrogata, nel momento in cui si cerca finalmente di dare parità di diritti a tutte le coppie, è giusto e importante. Pari diritti, pari regole, pari limiti.
Questo sul piano giuridico, che pure aiuta a fare chiarezza, ma che a me, donna, non basta. Devo invece, proprio in questo contesto di allargamento tardivo e sacrosanto dei diritti legati all’amore in qualsiasi coppia e alla procreazione, affermare che i bambini non si possono fabbricare su ordinazione perché la maternità e la gestazione non sono un procedimento tecnico o solo biologico, ma l’inizio di una relazione che coinvolge corpo e mente e rappresenta una delle esperienze più potenti e intelligenti della vita di una donna. Per millenni portare e far crescere dentro di sé un altro è stata considerata un’attività subalterna e senza pensiero: la maternità escludeva le donne dalla società, dedite a un compito necessario ma ininfluente. Oggi, anche attraverso la psicanalisi, nello sviluppo del pensiero e della libertà delle donne, sappiamo che non è così: che la gravidanza, cioè il modo unico, individuale, in cui ogni donna vive e pensa il legame con la figlia o il figlio, ha a che fare con la sua vita futura. La maternità è dunque entrata nel pensiero, nella cultura e nella società, non più destino ma fondamentale scelta per tutti, uomini e donne, e dunque anche materia di legge e di responsabilità.

Articolo di Francesco Grignetti (Stampa 5.12.15)

""I segnali del malessere erano sempre più evidenti, ma la ragione del «politicamente corretto» finora era stata più forte. Fino a ieri, quando è divenuto pubblico questo un appello del gruppo femminista «Se non ora quando-libere» contro la pratica dell’utero in affitto, senza se e senza ma. «Siamo favorevoli – scrivono – al pieno riconoscimento dei diritti civili per lesbiche e gay, ma diciamo a tutti, anche agli eterosessuali: il desiderio di figli non può diventare un diritto da affermare a ogni costo». In nome dei diritti delle donne, considerando un orrore la trasformazione di un corpo in una macchina incubatrice, esplode così anche in Italia il dibattito sulla «surrogacy», la gravidanza in affitto. Una pratica, però, che è difesa e utilizzata da una parte del mondo gay, che altrimenti non avrebbe modo di arrivare ad un figlio. L’appello, che parte con un centinaio di firme, da Stefania Sandrelli a Grazia Francescato, Cristina Comencini, Dacia Maraini, Marcella Diemoz, Serena Sapegno, Fabrizia Giuliani, Simonetta Robiony, e di molti uomini compreso Aurelio Mancuso, già presidente di Arcigay, è dunque un fragoroso sasso nello stagno. E già si odono le invettive di «omofobia». Dice Daniele Viotti, eurodeputato Pd e copresidente intergruppo LGBT al Parlamento Europeo: «Sono sorpreso e arrabbiato nel vedere come l’attacco più duro e violento al difficile percorso delle unioni civili sia arrivato da sinistra. Un appello contro la maternità surrogata che usa la terminologia della peggiore destra conservatrice. Mi piacerebbe sapere da dove arriva questo appello, che rischia addirittura di mettere in discussione l’intero impianto del ddl Cirinnà».La legge in discussione al Senato sulle unioni civili, in effetti, si è impantanato sul tema dell’utero in affitto. Pratica vietata in Italia. Ma l’attuale formulazione della legge – con la “stepchild adoption”, ossia l’adozione da parte di un/una omosessuale dei figli del partner – è accusata da mezzo Parlamento di aprire la via a escamotage truffaldini. Nessuno, con la formulazione Cirinnà, potrebbe vietare in futuro a un Elton John italiano di avere all’estero un figlio surrogato, portarlo a casa e farlo adottare dal partner. Lo femministe sono drastiche: «Nessun essere umano può essere ridotto a mezzo. Facciamo appello alle istituzioni europee – Parlamento, Commissione e Consiglio – affinchè la pratica della maternità surrogata venga dichiarata illegale in Europa e sia messa al bando a livello globale». La Cirinnà è chiaramente in difficoltà. La sua risposta è: «La gpa (gravidanza per altri, ndr) in Italia è vietata dalla 40 e resterà vietata anche dopo ddl 2081». Ma il senatore Carlo Giovanardi esulta: «Se ne riparli in commissione».""

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