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6giu/19Off

Accadde oggi: muore Robert Kennedy

6 giugno

1968 – Muore all’alba, a soli 42 anni, Robert (Bob) Kennedy, colpito in un attentato mortale. Il giorno prima, mentre usciva dalla sala principale dell’Ambassador Hotel di Los Angeles, il giordano Sirhan Bishara Sirhan gli aveva sparato contro 8 colpi di pistola, di cui tre avevano raggiunto il bersaglio.
Bob aveva appena festeggiato la vittoria nelle primarie del Partito Democratico della California e del Sud Dakota ed era lanciatissimo verso la Presidenza degli Stati Uniti. Veniva così eliminato l’uomo che aveva raccolto l’eredità politica del fratello John assassinato a Dallas cinque anni prima e che stava sempre più incarnando le speranze di un cambiamento profondo, in senso democratico, degli Stati Uniti. (In fondo potrai sentire il suo discorso profetico con cui muove una critica radicale al PIL come indicatore di benessere)
Robert Kennedy fu Ministro della Giustizia dal 1960, durante la Presidenza del fratello John Fitzgerald e poi eletto Senatore nel 1964.
La morte del fratello aveva cambiato Robert profondamente. Negli anni Cinquanta, Bob era un moralista di vedute ristrette che lavorava per il senatore ultraconservatore Joseph McCarthy; dopo Dallas, le sue opinioni mutarono radicalmente. Bob divenne il campione dei poveri, l’uomo che viaggiava negli angoli diseredati del paese, predicando l’unione tra bianchi e neri, accanto al reverendo Martin Luther King. La notte dell’uccisione di King a Memphis, pochi mesi prima, Kennedy pronunciò a Indianapolis uno dei suoi discorsi più memorabili, affermando tra l’altro: “Ciò di cui abbiamo bisogno negli Stati Uniti non è l’odio, non è la violenza, non è illegalità, ma amore e saggezza, compassione uno per l’altro, e un senso di giustizia verso coloro che soffrono nel nostro paese, siano essi bianchi o neri“, tracciando così in poche frasi il suo programma ideale.
Celebre anche il suo discorso, purtroppo controcorrente ancor oggi, con cui critica la scelta del PIL come indicatore di benessere.
Nessuno ha mai saputo dire con certezza come nacque il gesto omicida di Sirhan Sirhan, 24 anni, giordano nato a Gerusalemme. Sirhan era finito a Los Angeles, dove viveva una vita anonima nei sobborghi, guardando molta televisione; poi iniziò ad allenarsi costantemente in un poligono di tiro. Sirhan fu bloccato dalla folla, e più tardi condannato a morte. Dopo l’abolizione della pena di morte in California, però, la condanna gli fu commutata in ergastolo.
Alcune incongruenze emerse durante il processo hanno comunque dato adito a teorie complottistiche sulla morte di Bob, sull’onda emotiva dell’assassino del fratello John e del particolare periodo della storia americana nel quale avvennero. Anche recentemente alcuni periti balistici hanno sostenuto che Kennedy sarebbe stato colpito da una seconda persona appostata alle sue spalle e non da Shiran Shiran.

 

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