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Accadde oggi: il referendum sulla procreazione assistita

12 giugno

2005 – Si svolge in Italia il referendum per l’abrogazione di 4 articoli della Legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita“; questa legge pone notevoli limiti alla fecondazione assistita e alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni.
Il pesante intervento della gerarchia ecclesiastica, che con l’esplicito intento di far mancare il quorum alla consultazione popolare, invita a non partecipare al voto riesce nel suo intento.
Il risultato dei 4 referendum vede circa l’88% dei votanti favorevoli alle abrogazioni, ma i referendum non sono validi perché i votanti sono solo il 26%. (In fondo potrai ascoltare alcune interviste fatte da Andrea Rivera agli elettori all’uscita dai seggi)

Le proposte referendarie miravano a:

  • garantire la fecondazione assistita non solo alle coppie sterili ma anche a quelle affette da patologie geneticamente trasmissibili
  • eliminare il limite di poter ricorrere alla tecnica solo quando non vi sono altri metodi terapeutici sostitutivi
  • garantire la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee ad ogni individuo
  • dare la possibilità di rivedere il proprio consenso all’atto medico ogni momento
  • ristabilire il numero di embrioni da impiantare.

Con i referendum alle porte si attivano anche le gerarchie ecclesiastiche: ad ottobre, con il messaggio alla 44° Settimana sociale dei cattolici italiani, Giovanni Paolo II lancia l’allarme: «Benché la democrazia sia consolidata in Italia», secondo il Pontefice vi sono «rischi e minacce» a causa dell’avanzata di «correnti filosofiche, visioni antropologiche o concezioni politiche non esenti da preconcetti ideologici». È dunque necessario che i cattolici riconsiderino «l’importanza dell’impegno nei ruoli pubblici e istituzionali e in quegli ambienti in cui si formano decisioni collettive significative e in quello della politica».
A gennaio, con il delinearsi del quadro politico, interviene anche il cardinale Camillo Ruini al consiglio permanente della CEI, mettendo in chiaro la strategia che avrebbe seguito la Chiesa cattolica nei mesi seguenti: “è inutile inseguire cambiamenti della legge in Parlamento poiché nessuna modifica apporterebbe miglioramenti alla legge 40/2004, la quale salvaguarda principi e criteri essenziali“; quanto alle modalità attraverso le quali esprimere il rifiuto dei cattolici all’abrogazione di parti della legge, Ruini propone la possibilità di far mancare il quorum alla consultazione popolare.
Il motore della campagna per l’astensione ai referendum è stato il comitato Scienza & Vita, coordinato dai professori Bruno Dallapiccola e Paola Binetti, con l’adesione di tutte le principali componenti dell’associazionismo cattolico.
Con l’avvicinarsi della consultazione, nonostante il dibattito fosse vivo tra scienziati, teologi ed opinionisti, appare chiaro che pochi italiani in realtà erano informati sui quattro quesiti. Il non raggiungimento del quorum è da attribuire non tanto alla volontà degli elettori di assecondare la campagna portata avanti dalla Chiesa cattolica, ma soprattutto all’elevata difficoltà intrinseca di tale materia, che a tutt’oggi sembra essere poco chiara alla gente e a una vera e propria disaffezione dei cittadini nei confronti dello strumento referendario, piuttosto che a una chiara volontà di approvare la legge 40 da parte degli astensionisti.
Diverse sono state le interpretazioni circa l’alto astensionismo. Secondo l’Istituto di studi e ricerche Carlo Cattaneo:
« sin dal 1999 è del tutto evidente che il quorum è tecnicamente irraggiungibile quando una pur piccola minoranza decide di usare lo strumento dell’astensionismo strategico, che si somma all’astensionismo «naturale», progressivamente incrementato del resto dal fallimento dei referendum precedenti. Era del tutto ovvio che il quorum sarebbe stato tanto più irraggiungibile laddove il referendum avesse riguardato una legge approvata da una larga maggioranza parlamentare: da partiti cioè che non potevano non difendere, con il metodo per loro più efficace, le posizioni assunte in Parlamento ».
Per il cardinale Camillo Ruini il mancato raggiungimento del quorum invece è “frutto della maturità del popolo italiano, che si è rifiutato di pronunciarsi su quesiti tecnici e complessi, che ama la vita e diffida di una scienza che pretenda di manipolare la vita“.
La sentenza del 31 marzo 2009 della Corte Costituzionale che ha giudicato illegittime alcune norme della Legge 40 e i pronunciamenti su questi temi del 1° aprile 2010 della Corte europea dei diritti dell’uomo consentiranno probabilmente di riaprire la discussione sulla procreazione assistita.

 

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