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E’ tempo che le donne facciano la parte degli uomini, anche a teatro.

Articolo di Vittorio Sabadin (Stampa 2.8.16) " A Londra si comincia da Shakespeare"

Le donne hanno ormai conquistato tutti i ruoli ricoperti da uomini e quindi c’era un po’ da aspettarselo: il prossimo autunno, nei teatri londinesi, la parte dei protagonisti maschili delle tragedie di Shakespeare sarà interpretata da attrici. Glenda Jackson, la pasionaria ex parlamentare laburista che non sale su un palcoscenico da 30 anni, sarà Re Lear all’Old Vic. Dame Harriet Walter, la Lady Shakleton di Downtown Abbey, interpreterà Prospero nella Tempesta al Donmar Warehouse, che ha in programma per la stagione rappresentazioni dell’Enrico IV e del Giulio Cesare interamente recitate da donne. La nuova moda dilaga, visto che Michelle Terry farà Enrico V e Maxine Peake sarà Amleto a Manchester, e che persino le opere di altri autori ne sono contagiati: Kathryn Hunter interpreteràCyrano de Bergerac a Londra.
Lo spirito dei tempi. Negli ultimi tempi tutti sembriamo convinti che le donne siano in grado di poter fare meglio degli uomini che le hanno precedute. Secondo alcuni esperti intervistati dal Daily Mail, come Tom Morris, il direttore dell’Old Vic di Bristol, anche questa è una delle ragioni per le quali le attrici ora recitano ruoli maschili. Una donna sta per diventare presidente americano, altre donne guidano la Gran Bretagna, il Fondo Monetario, la Germania e insieme l’Europa, alcuni paesi sudamericani, importanti città italiane e spagnole. «Si è sempre pensato – ha detto Morris – che le donne fossero incompatibili con il potere, ma non è certamente più così. E le tragedie di Shakespeare che cosa sono? Storie di potere».
Una rivincita. Dame Harriet Walter, che nella sua lunga carriera ha interpretato quasi tutti i ruoli femminili del teatro, con tale successo da ricevere il Cavalierato dalla regina Elisabetta, lamenta che Shakespeare abbia scritto le parti migliori per gli uomini. «Le donne – ha detto – sono incluse nella storia solo perché sono sorelle, figlie, mogli, fidanzate, amanti di un uomo. L’uomo è al centro del loro mondo, mentre gli uomini hanno il mondo intero come loro centro, e discutono di grandi questioni politiche e filosofiche».
È tempo dunque che le donne facciano la parte degli uomini anche a teatro, cosa peraltro già avvenuta spesso in passato per uno dei più ambigui e malinconici personaggi di Shakespeare, Amleto. Sarah Bernhardt lo ha recitato nel 1899 a Londra e a Parigi, e poi nel 1900 in un film. L’attrice danese Asta Nielsen è stata il primo Amleto del cinema muto, in un adattamento nel quale il giovane principe era una ragazza allevata come un maschio: un’idea che sarebbe piaciuta a Shakespeare e che potrebbe in effetti spiegare tutti i turbamenti del personaggio.
Più recentemente, nel 1979, Frances de la Tour ne ha dato all’Half Moon una interpretazione così convincente da essere definita «dura, abrasiva e virile» e Angela Winkler lo ha recitato nel 2000 a Edimburgo senza nemmeno sentire il bisogno di truccarsi per sembrare un uomo. A molti la sua interpretazione era sembrata una giusta rivincita: ai tempi di Shakespeare le donne non potevano recitare in teatro e quando Romeo e Giulietta esordì nel 1596 in quello che poi sarebbe diventato il Globe Theatre, la parte di Giulietta fu interpretata dal giovane attore Robert Gough, che aveva 15 anni.
Cuore e stomaco da re. Ma un conto è recitare il femmineo Amleto, un altro cimentarsi con Re Lear o con Enrico V, il cui monologo «Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli…» è uno dei più vibranti della storia del teatro. D’altra parte, ai tempi di Shakespeare regnava Elisabetta I, una donna che aveva lo spirito di un uomo, anche lei protagonista nel 1588 di un memorabile discorso alle truppe schierate a Tilbury in attesa dell’Invincibile Armada. «So di avere il corpo debole e delicato di una donna; ma ho il cuore e lo stomaco di un re, e per di più di un re d’Inghilterra…». Nobili e orgogliose parole che avrebbe potuto benissimo scrivere Shakespeare, anche se poi sarebbe stato costretto a farle recitare da un uomo.""

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