Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

16set/16Off

“La Chiesa non deve pagare la vecchia Ici”

Articolo di Alberto D’Argenio (Repubblica 16.9.16) "Il Tribunale europeo conferma la scelta dell’Italia, che decise di rinunciare a incassare 5 miliardi dal Vaticano

Per i Radicali voleva essere un regalo postumo a Marco Pannella. Ma il Tribunale Ue del Lussemburgo non ha dato ragione al loro ricorso contro le agevolazioni fiscali agli enti ecclesiastici. Dopo anni di battaglie, la sentenza emessa ieri in primo grado dai giudici comunitari salva la Chiesa da un conto salato: fino a cinque miliardi di euro.
Nel 2012 la Commissione condannò l’Italia per aiuti di Stato illegali in favore degli enti ecclesiastici in quanto gli sgravi di cui godevano cliniche, alberghi, scuole e altre attività commerciali legate al mondo cattolico distorcevano la concorrenza danneggiando i loro competitori, che le tasse le pagavano. Tuttavia Bruxelles a sorpresa non decretò il recupero dell’imposta sugli immobili, l’Ici, non pagata dal 2008 abbracciando la tesi del ministero dell’Economia per il quale era impossibile stabilire quanto e chi dovesse mettere mano al portafoglio. Stime dell’Anci alla mano, un buco per le casse dello Stato da 4-5 miliardi.
Il contenzioso con la Commissione fu quindi chiuso con le nuove regole istituite da Monti alla nascita dell’Imu, imposta che secondo la Ue metteva fine agli aiuti di Stato. Altro punto messo in discussione dai Radicali, secondo i quali invece le regole dell’Imu per gli enti non commerciali continuano a regalare un vantaggio competitivo alla Chiesa di circa 500 milioni all’anno, così come la norma firmata Tremonti che concede alle attività commerciali cattoliche uno sconto sull’Ires di 100-150 milioni l’anno. Questi i quesiti dei due ricorsi promossi dall’ex deputato Maurizio Turco e dal fiscalista Carlo Pontesilli per conto di una scuola Montessori romana e di un bed&breakfast laziale.
Con lo Stato italiano che nella causa si è schierato a fianco della Commissione, dunque contrario a chiedere indietro i soldi non pagati.
Nel merito i quesiti del ricorso sono stati bocciati con la formula: i ricorrenti «non sono riusciti a dimostrare» le loro tesi. Il Tribunale una svolta comunque l’ha data dichiarando ricevibile il ricorso e per i giuristi si tratta una decisione rivoluzionaria in quanto allarga la platea di chi può mettere in discussione le decisioni della Commissione. Un atteggiamento però, via libera processuale e bocciatura nel merito, che porta i ricorrenti a parlare quanto meno di «fatti straordinari». Ma proprio il riconoscimento in primo grado dell’ammissibilità della causa apre le porte all’appello in Corte di giustizia europea che Turco e Pontesilli hanno annunciato ieri.""

Commenti (0) Trackback (0)

Spiacenti, il modulo dei commenti è chiuso per ora.

I trackback sono disattivati.