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24giu/19Off

Accadde oggi: la canonizzazione di Maria Goretti

24 giugno

1950 – Papa Pio XII, in piazza S. Pietro davanti a 500.000 persone, celebra la canonizzazione di Maria Goretti.
Maria era stata uccisa nel 1902, all’età di 11 anni, nel corso di un tentativo di stupro da parte di un ragazzo di 19 anni, a cui lei aveva cercato di opporsi.
La santificazione di Maria Goretti serve al Vaticano per fornire un esempio, nell’immediato dopoguerra, in contrapposizione alla presunta “immoralità dilagante” e avviene durante la celebrazione dell’Anno Santo e nello stesso anno dell’introduzione del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo.
(In fondo potrai vedere il finale del film su Maria Goretti “Cielo sulla palude)
Già durante il Fascismo Maria Goretti iniziò a divenire oggetto di culto tra gli strati meno istruiti della popolazione, in particolare proprio quelli rurali, e lo stesso regime cercò di cavalcare questa devozione popolare per favorire la nascita di un’icona cara ai contadini.
Una volta caduto prima il fascismo e poi la monarchia sabauda, nel 1950, in pieno periodo di affermazione di un nuovo ruolo femminile in seno alla famiglia e alla società, l’immagine di Maria Goretti fu adottata a simbolo di una visione tradizionale della donna, obbediente e dedita alla maternità e al lavoro domestico e, in tale chiave, additata a esempio anche dalla Chiesa cattolica.
L’11 dicembre 1949 Pio XII riconobbe come miracolose due guarigioni attribuite all’intercessione di Maria Goretti: quella di Giuseppe Cupe da un grave ematoma (8 maggio 1947) e quella di Anna Grossi Musumarra da pleurite (11 maggio dello stesso anno).
Secondo l’agiografia a motivare la sua canonizzazione sarebbe stato, a parte la resistenza opposta al tentativo di stupro e il citato perdono concesso al suo assalitore, il proposito fatto a 11 anni al momento di ricevere la prima comunione «di morire prima di commettere dei peccati».

Nel 1985 lo storico e giornalista Giordano Bruno Guerri ha pubblicato un saggio ”Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti”, in cui maria-goretti-193metteva in discussione la santità di Maria Goretti.
Essa era una ragazza povera ed analfabeta; viveva nelle Paludi Pontine, una zona disagiata segnata da una profonda miseria. Il suo assassino non aveva ancora raggiunto i venti anni. In realtà, non fu in grado di violentarla ma la uccise accecato dalla follia. D’altra parte, la religiosità di Maria Goretti non poteva essere molto profonda. ”Le miserabili condizioni culturali e sociali della bambina, che aveva undici anni e che era analfabeta e affamata – ricorda Bruno Guerri – non le permettevano di sviluppare una religiosità consapevole. La sua resistenza allo stupratore fu comprensibilmente istintiva quanto il suo grido ‘Dio non vuole’“. I molti dati che analizza, inducono lo storico a ritenere che la Goretti sia stata sollevata agli onori degli altari per ‘convenienza’.
Immediata fu la reazione del Vaticano, tant’è vero che nello stesso anno dell’uscita del libro, venne istituita una Commissione di studio dalla Congregazione per le cause dei santi che pubblicò un elenco di 79 errori che sarebbero stati commessi dallo studioso.
Nella premessa ad una recente ristampa del libro Giordano Bruno Guerri afferma: “Questo saggio è dispiaciuto tanto in Curia perché analizzava criticamente metodi e procedure delle cause di canonizzazione, ovvero di quella che anche in Vaticano viene chiamata la ‘Fabbrica dei Santi’, ma non ha impedito che il papa proseguisse in una sua politica precisa: dotare ogni Paese dei suoi santi, scegliendo di preferenza tra i cattolici che (…) sono stati vittime del potere politico per fedeltà alla Chiesa e alla sua religione”.
Giovanni Paolo II ha proclamato, in nemmeno quindici anni, quasi un migliaio tra beati e santi, contro le precedenti 79 beatificazioni e 98 canonizzazioni in 75 anni. Qualcosa dovrebbe significare.

Su Maria Goretti fu girato un film nel 1949 “Cielo sulla palude” di Augusto Genina, esempio irripetuto di neorealismo cattolico, che utilizza attori presi dalla strada e modi linguistici del cinema neorealista con intenti di tutt’altro genere.
Qui si può vedere la parte conclusiva del film.

 

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