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23gen/17Off

Don Giulio difende l’amore gay. I fedeli con lui, il vescovo lo frena

Articolo di Erika Dellacasa (Corriere 23.1.17)

“”Genova «Non so se riesco ad arrivare in fondo senza commuovermi» ha detto don Giulio iniziando a celebrare messa nella chiesa di Bonassola, nella Riviera di Levante. Non ce l’ha fatta e alla fine, quando ha ringraziato le persone tanto numerose da essere stipate sul sagrato, la voce gli si è rotta in quello che qui si chiama «magun», un nodo di pianto in gola. Subito in tanti gli sono andati vicino per sostenerlo, a partire dal sindaco Giorgio Bernardin: «Un parroco così è quello che vorrebbero tutti». Nell’occhio del ciclone per «colpa» dei social, don Giulio è un po’ spaesato, ma non arretra: una decina di giorni fa ha firmato la petizione del coordinamento Rainbow per fermare lo sportello «anti-gender» voluto dalla Regione Liguria guidata da Giovanni Toti (Forza Italia). «L’ho fatto – ha spiegato su WhatsApp – perché è importante che la scuola educhi al rispetto delle differenze e che contrasti con forza l’omofobia a partire dai più piccoli». L’ho fatto, ha scritto, per scongiurare il rischio di «una caccia alle streghe» (lo sportello vuole raccogliere segnalazioni su insegnanti che introducono «concetti gender») e «per il riconoscimento delle diverse forme di amore».
Doveva essere una comunicazione riservata agli iscritti del gruppo «Bonassola in famiglia» che si scambiano informazioni in un Comune di nemmeno mille abitanti. Ma è nato un caso: «Non pensavo – dice don Giulio – di provocare certe reazioni». Innescate da un consigliere bonassolese di Fratelli d’Italia, Alessandro Rosson, che ha chiesto «la scomunica di don Giulio» ricordando come il sacerdote abbia anche portato il suo saluto alla prima coppia omosessuale che ha festeggiato l’unione civile a Bonassola questa estate. Il vescovo di La Spezia Luigi Ernesto Palletti, intanto, ha espresso «sconcerto e meraviglia» per le affermazioni attribuite a don Giulio e ha ricordato l’esortazione Amoris Laetitia di papa Francesco laddove si sottolinea che il matrimonio e le «unioni tra persone omosessuali» non vanno equiparati.
«Ho sentito il vescovo attraverso il vicario – racconta don Giulio – e ho chiesto un incontro: è stato fraterno e mi ha dato appuntamento per domani (oggi, ndr )». «Se sono sereno? Certo» aggiunge, un po’ stupito della domanda. I bonassolesi sono più preoccupati. «Abbiamo organizzato la presenza a questa messa – dice il sindaco – per solidarietà con don Giulio che ha sempre aiutato tutti, senza distinzioni. Basti dire che appena arrivato ha ridotto gli spazi della parrocchia per ospitare famiglie in difficoltà».
Dall’altare ieri don Giulio ha parlato della necessità della concordia: «Ci possono essere divisioni fra i cristiani – ha detto – ma a volte in singole comunità si può correre il rischio di dividersi in gruppuscoli. A prevalere, ci suggerisce Paolo, deve essere la capacità di rispettare l’altro pur nella diversità». Il sacerdote ha ringraziato «coloro che sono qui per sottolineare i valori di uguaglianza, rispetto e inclusione di tutti».
Non dobbiamo contarci, ha continuato, perché «i principi, quando sono giusti, meritano di vincere anche se fossero pochi a sostenerli» e ha ringraziato i nipotini di 10 e 8 anni «che mi hanno sostenuto dicendo di essere orgogliosi dello zio. Sono rappresentanti di una generazione che ha già abbattuto quei muri che noi adulti facciamo ancora fatica ad abbattere».”"

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