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2mar/17Off

«Sulla lotta ai pedofili il Papa ci approvava, la Curia e’ vergognosa»

Articolo di Gian Guido Vecchi (Corriere 2.3.17)

""CITTÀ DEL VATICANO «Ho vissuto tutto questo con sgomento. Troppe battute d’arresto. Arrivi a un punto in cui non hai più il sostegno della speranza», sospira. Il caso esplode per un’ironia amara il mercoledì delle Ceneri, giorno di penitenza e e conversione. Marie Collins, 70 anni, abusata da un prete a 13, si è dimessa dalla Commissione per la protezione dei minori istituita nel 2014 da Francesco contro la pedofilia nel clero. Era l’unica ex vittima rimasta dopo l’abbandono di Peter Saunders, l’anno scorso. Il comunicato vaticano riporta la sua «frustrazione per la mancanza di cooperazione degli altri uffici della Curia romana con la Commissione». Le parole scritte nella lettera al Papa sono ancora più dure: «La mancanza di collaborazione, in particolare del dicastero coinvolto più da vicino con i casi di abusi, è stata vergognosa». L’accusa agli «uffici» curiali è rivolta in particolare alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ne parla lei stessa: «Alla fine dell’anno scorso, una semplice raccomandazione, approvata dal Papa, è andata a questo dicastero per un piccolo cambiamento di procedura nella cura di vittime e sopravvissuti. A gennaio ho saputo che il cambiamento è stato rifiutato». L’«ultima goccia», racconta, è stato il no a «una richiesta di cooperazione sulla salvaguardia dei minori». E ancora: «Nonostante il Santo Padre abbia approvato tutte le raccomandazioni fattegli dalla Commissione, ci sono stati ostacoli costanti a causa della resistenza di alcuni membri della Curia vaticana al lavoro della Commissione».
Collins parla di «paura del cambiamento», «clericalismo», «mentalità chiusa», «belle parole in pubblico e azioni contrarie dietro le porte chiuse», raccomandazioni che cadono «come l’acqua sulla roccia». Punta il dito contro la mancanza di fondi e il nuovo «tribunale» nell’ex Sant’Uffizio riservato ai vescovi e annunciato del 2015, «è impossibile sapere se abbia iniziato».
Dalla Congregazione guidata dal cardinale Müller si ribatte che «l’impegno non è mai venuto meno». Il cardinale Sean O’Malley, presidente della Commissione, ha ringraziato Marie Collins per avere accettato di «continuare a lavorare con noi nella formazione dei leader della Chiesa». Quanto al tribunale per i vescovi, il padre gesuita Hans Zollner, presidente del Centre for child protection della Gregoriana e membro di spicco della Commissione, parla di un «equivoco»: «La Congregazione stessa è un tribunale, non si è mai detto di crearne uno nuovo». Con il motu proprio «Come una madre amorevole», che nel 2106 ha stabilito la rimozione dei vescovi insabbiatori, «il Papa ha fatto ciò che avevamo chiesto: alcuni vescovi si sono già dimessi, altri sono stati rimossi». È stato padre Zollner a invitare cinque anni fa Marie Collins alla Gregoriana, poi fu chiamata nella Commissione. «Le sono grato, rispetto la sua decisione e capisco, dal suo punto di vista, la sua impazienza e frustrazione. Ma fino a non tanto tempo fa, né nella società né nella Chiesa si parlava di abusi», spiega al Corriere. «È vero che ci sono inerzie, non in particolare nella Curia ma nella Chiesa come tale. Ma sono resistenze molto più passive che attive. Da psicologo, le vedo come una paura, una difficoltà a parlare di un tema molto scomodo».
Un fallimento? «Ma no, ci sono iniziative importanti in varie parti del mondo. Capisco che per Marie prenda troppo tempo, ma non è un problema che si risolva da un giorno all’altro. Si tratta di un cambiamento di cultura, un lavoro a lungo termine, dobbiamo educare. Ma abbiamo potuto lavorare, continuiamo i corsi di formazione per i nuovi vescovi e nei dicasteri, nascono nel mondo nuovo centri per la protezione, le cose si muovono e andremo avanti».""

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