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Accadde oggi: i morti di Reggio Emilia

7 luglio copia

A Reggio Emilia, durante la manifestazione pacifica  dello sciopero cittadino indetto dalla CGIL, caddero:

    • Lauro Farioli, operaio di 22 anni, orfano di padre, sposato e padre di un bambino.
    • Ovidio Franchi, operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti.
    • Marino Serri, pastore di 41 anni, partigiano della 76a, primo di sei fratelli.
    • Afro Tondelli, operaio di 36 anni, partigiano della 76a SAP, è il quinto di otto fratelli.
    • Emilio Reverberi, operaio di 39 anni, partigiano nella 144a Brigata Garibaldi era commissario politico nel distaccamento “G. Amendola”.

(continuando potrai vedere foto d’epoca della strage e dei funerali, accompagnate dalla canzone “Per i morti di Reggio Emilia”, oltre ad un articolo sulla stessa canzone e il suo autore Amodei)

La strage fu l’apice di un periodo di alta tensione in tutta l’Italia, in cui avvennero scontri con la polizia alla quale l’allora presidente del Consiglio Tambroni aveva dato la libertà di aprire il fuoco “in situazioni d’emergenza”. Oltre alla formazione del governo Tambroni che aveva l’appoggio esterno determinante del MSI, l’altro fatto scatenante delle tensioni in Italia fu l’avallo della scelta di Genova (città partigiana medaglia d’oro della Resistenza) come sede del congresso del partito missino. Le reazioni d’indignazione furono molteplici e la tensione in tutto il paese provocò una grande mobilitazione popolare., ma alla fine di quelle settimana drammatiche si contarono undici morti e centinaia di feriti. Queste drammatiche conseguenze avrebbero costretto alle dimissioni il governo Tambroni.

A Reggio Emilia, di fronte dello sciopero cittadino proclamato dalla CGIL,  la Prefettura proibì gli assembramenti. L’unico spazio consentito, la Sala Verdi che aveva una capienza di 600 posti, era troppo piccolo per contenere i 20.000 manifestanti. Un gruppo di circa 300 operai delle Officine Meccaniche Reggiane decise quindi di raccogliersi davanti al monumento ai Caduti, cantando canzoni di protesta.

Alle 16.45 del pomeriggio un reparto di 350 poliziotti ai quali si aggiunsero i carabinieri, caricò la manifestazione pacifica, incalzando i manifestanti  con le camionette, i getti d’acqua e i lacrimogeni. Respinte dalla disperata resistenza dei manifestanti, le forze dell’ordine impugnano le armi da fuoco e cominciano a sparare.

I fatti furono cantati in una celebre canzone di Fausto Amodei, dal titolo Per i morti di Reggio Emilia, ripresa anche dal gruppo degli Stormy Six nel loro album “Guarda giù dalla pianura” e, più recentemente, alla base del romanzo di Paolo Nori del 2006 Noi la farem vendetta.

 

Leggi anche l’articolo di Alberto Piccini “La cantata colta  di Amodei sui morti di Reggio Emilia“:

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