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Accadde oggi: muore il poeta Percy Shelley

8 luglio copia

Nato nel 1792 in una famiglia molto influente dell’aristocrazia rurale del Sussex, Percy Bysshe Shelley è stato uno dei più grandi poeti romantici. “Prometeo liberato” e “Adonais”, poemi narrativi visionari, sono considerati i suoi capolavori.
Il suo anticonformismo, così come l’idealismo totale, i principi di libertà sessuale professati, l’amicizia con i contemporanei John Keats e Lord Byron, nonchè la sua morte prematura lo resero l’idolo di generazioni successive di poeti, anche se in vita fu oggetto di vaste denigrazioni. (Guarda in fondo Ben Kingsley recitare il famoso poemetto di Shelley “Ozymandias)
La sua prima opera pubblicata nel 1810 fu un romanzo gotico, “Zastrozzi”, in cui egli sfogò la sua visione atea del mondo. L’anno successivo Shelley, in collaborazione con Hogg, pubblicava un opuscolo, “La necessità dell’ateismo”, che provocò la loro espulsione da Oxford. Poteva essere riammesso, se avesse rinnegato i suoi scritti, ma Shelley rifiutò, il che portò ad una rottura totale tra lui e il padre. Dopo essere stato espulso da Oxford, pubblicò una collezione di poesie apparentemente burlesche ma in realtà dai tratti rivoluzionari, i “Frammenti postumi di Margaret Nicholson”.
Shelley fu un panteista e un epicureo che sognava un Eden pagano dove non esiste il peccato ma solo gioia e piacere: amori impetuosi, passioni brevi ma travolgenti segnarono il suo percorso di genio nordico dal cuore latino). Secondo il suo pensiero Dio è tutta la natura e il mondo stesso, l’uno e il tutto riuniti nella memoria della specie. Compito dei poeti riprendere quel poema universale che è la ricerca dell’invisibile attraverso il bello, l’intuizione e l’ispirazione.
Nel 1818, dopo una serie di alti e bassi letterari e personali e in uno stato di salute pessimo, il poeta, si trasferì in Italia con la sua vasta famiglia soggiornando a Venezia, Livorno, Lucca, Roma, Napoli, Firenze, Pisa. La sua ultima residenza fu a San Terenzo, paese marinaro nel Comune di Lerici (La Spezia) dove, a poco meno di un mese dal suo trentesimo compleanno, Shelley annegò in una tempesta improvvisa mentre a bordo della sua nuova goletta, l’”Ariel”, navigava proprio verso San Terenzo, di ritorno da Pisa e Livorno. Il corpo di Shelley fu spinto sulla riva dalle onde per essere dieci giorni dopo ritrovato e poi cremato sulla spiaggia, vicino a Viareggio.

Qui sotto potrai vedere l’attore Ben Kingsley che recita il poemetto di Shelley “Ozymandias”, di cui puoi vedere il testo in originale e tradotto in italiano cliccando qui sotto.

 

Testo di “Ozymandias”

 

 

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