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13lug/190

Accadde oggi: l’Affaire Dreyfus

13 luglio

1906 – La Corte di Cassazione francese annulla la sentenza di condanna del Capitano Alfred Dreyfus e lo reintegra nell’esercito col grado di maggiore, attribuendogli anche la croce di cavaliere della Legione d’onore.
Si conclude così l’Affaire Dreyfus, iniziato il 15 ottobre 1894 con il suo arresto per alto tradimento, un caso giudiziario venato di antisemitismo che aveva diviso la Francia tra colpevolisti e innocentisti. (In fondo potrai vedere alcuni quadri dal film “L’Affaire Dreyfus” del 1899 del padre del cinema Georges Méliès)
Nei ranghi dell’esercito francese echeggiava con insistenza, fin dal 1870, la parola “tradimento“, con cui si cercava di spiegare la sconfitta subìta a Sédan nella guerra contro dreyfusla Prussia. Nel 1886 era apparso il libro antisemita di E. Drumon “La France juive” che, con la sua equazione “ebreo = traditore per definizione“, ebbe un grande successo.
La scoperta di un biglietto anonimo e non datato, in cui un ufficiale di stato maggiore francese comunicava all’addetto militare dell’ambasciata tedesca di Parigi un elenco di documenti da inviare, relativi all’organizzazione militare francese, portò all’incriminazione di Dreyfus. Ovviamente non si poteva pensare di trovare un “traditore” tra gli ufficiali dello stato maggiore, ch’era una casta rigidamente selezionata (di origine prevalentemente nobiliare). Si pensò quindi che il “colpevole” potesse annidarsi fra i giovani ufficiali che svolgevano il loro tirocinio presso lo stato maggiore e fra questi spiccò subito un nome che nobile non era, ma suonava piuttosto come ebreo e come tedesco: Alfred Dreyfus (egli infatti era di origine alsaziana).
Il processo militarDegradation_alfred_dreyfus copye si svolse a porte chiuse fra il 19 e il 22 dicembre. Il Consiglio di guerra emise all’unanimità un verdetto di colpevolezza e condannò l’ufficiale alla degradazione e alla deportazione perpetua.
La cerimonia di degradazione ebbe luogo il 5 gennaio 1895, all’interno del cortile della Scuola Militare: a Dreyfus vennero strappati i gradi e spezzata la spada di ordinanza. Egli si proclamò innocente e patriota. La folla che assisteva fuori del cortile e che aveva sempre gridato: “Morte al traditore“, appena egli uscì sotto scorta lo prese a bastonate, pugni e calci e solo con grande fatica la scorta riuscì a evitargli il linciaggio e a farlo partire per l’Isola del Diavolo, al largo della costa della Caienna.
Il caso si riaprì successivamente grazie all’intervento di diversi intellettuali innocentisti. soprattutto grazie alla pubblicazione da parte di Émile Zola, il 13 gennaio 1898, sulla rivista letteraria Aurore della famosa lettera, in difesa di Dreyfus, al Presidente della Repubblica , intitolata “J’accuse!“, un pamphlet unico in tutta la letteratura polemica del XIX secolo.
zolaaccuse12005577751-300x181La nazione si spaccò in due schieramenti contrapposti: gli ambienti anticlericali, i liberi pensatori, la borghesia radicale appoggiava la causa di Dreyfus, mentre in campo opposto erano allineati ambienti militaristi e nazionalisti, legittimisti (monarchici), alti gradi della magistratura e congregazioni cattoliche.
Il 7 agosto 1899 iniziò il secondo processo a Dreyfus. Rennes, la cittadina bretone, fu invasa dai giornalisti di tutto il mondo: all’estero l’innocenza dell’imputato era un fatto scontato. La sentenza venne confermata e l’indignazione scoppiò in tutto il mondo con manifestazioni davanti alle ambasciate francesi.
Nel dicembre del 1900 fu approvata una legge di amnistia per tutti i reati commessi in relazione all’Affaire e solo nel 1906 Dreyfus venne appunto riabilitato.

Georges Méliès, riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i Fratelli Lumière), ha girato un film su l’Affaire Dreyfus nel 1899. Questo film è il primo esempio di cinema a quadri, sebbene ancora proiettati separatamente, precursore del montaggio cinematografico. Qui sotto si possono vedere 2 dei 9 quadri.

 

 

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