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11nov/17Off

Curiosita’ e pensiero critico: due strumenti necessari in rete

Dal sito nuovo e utile di Anna Maria Testa sul tema delle fake news

“”Il primo tra i dieci imprescindibili diritti del lettore, secondo Daniel Pennac, è il diritto di non leggere. Non fa una piega. Ma se passiamo dalla narrativa all’informazione, e fatto salvo il diritto, c’è però un paio di domande che riguardano l’opportunità di non leggere mai quanto ci mette a disagio perché ci sembra incomprensibile o disturbante, disgustoso o spaventoso, o semplicemente noioso, falso, irrilevante o stupido.
CHE COSA LEGGERE IN RETE? In altre parole: l’inalienabile libertà di leggere quel che ci piace significa che dobbiamo escludere dal nostro orizzonte cognitivo tutto quello che non ci piace? Quanto siamo capaci di ammettere la semplice esistenza di opinioni e posizioni che non ci appartengono? Possiamo contrastare un’opinione che non ci piace semplicemente ignorandola?
In altre parole ancora: ha senso esporci solo a quello che ci diverte e ci intrattiene, o che ci rassicura e che rafforza le nostre convinzioni?
VIVERE NELL’ERA DELLA POST VERITÀ. Il quesito è meno peregrino di quello che sembra e mi sta frullando in mente da un po’: per dirla tutta, da un annetto. Ed è connesso da una parte con l’enorme visibilità offerta dalla stampa occidentale al fenomeno di violenza e terrorismo. Dall’altra con il più recente dibattito sul giornalismo costruttivo. Dall’altra, ancora, con il fatto che, come scrive il Corriere della Sera, stiamo vivendo nell’era della post verità: da anni, scrive il Corriere, gli studiosi di comunicazione avvertono che la crisi dei media tradizionali e il crescente uso a fini informativi di social media come quelli di Facebook e Google che fanno arrivare all’utente informazioni e opinioni di taglio gradito, contribuiscono a creare nella mente di molti realtà unilaterali distorte che non tengono conto delle varie facce di un problema. Così come è da almeno un anno che si discute di politica della «post verità» nella quale la suggestione degli slogan, anche quando contengono promesse palesemente irrealizzabili, fa premio rispetto a un ragionamento razionale legato a processi più faticosi e complessi come la verifica dei fatti.
LA FALLACIA DELLA CONFERMA. Viviamo in tempi complessi e violenti, e la risposta non è certo facile.
Da una parte c’è il rischio di cadere nella fallacia (bias) della conferma: la propensione a interessarci solo di ciò che conosciamo già e cercare e a considerare solo notizie, opinioni o fatti che rafforzano le nostre opinioni. Tanto vale passare il tempo a rimirare il proprio ombelico. Dall’altra c’è il rischio di perdere tempo con le sciocchezze, o di farsi il sangue cattivo. Dall’altra ancora, c’è il rischio di sostenere fenomeni deleteri anche solo attraverso il semplice prestare attenzione e condividere.
Le fallacie non sono altro che modi per ingannarsi da soli. Delle più diffuse abbiamo già parlato su NeU: elenco e spiegazioni si trovano qui. Ma torniamo alla fallacia della conferma: poiché in rete si trova tutto e il contrario di tutto, diventa sommamente facile trovare conferme anche alle opinioni stravaganti, infondate o pericolose.
SAPER DISTINGUERE. Per oltre la metà degli italiani l’informazione attendibile si trova in rete. Ma in rete si trovano (e si diffondono) anche le informazioni più false e le bufale più spaventose. E proprio perché in rete si trova tutto e il contrario di tutto, oggi più che mai appare indispensabile operare una severa selezione delle fonti, dando credito solo alle più affidabili, documentate ed equilibrate. Insomma: bisogna imparare a distinguere.
CURIOSITÀ E PENSIERO CRITICO. Per riuscire a distinguere, sarebbe opportuno coltivare contemporaneamente (sì, è piuttosto faticoso, ma ne vale la pena) due attitudini in apparenza opposte, ma in realtà complementari: curiosità e pensiero critico. La curiosità di ciò che non conosciamo, ce lo ricorda Carlo Rovelli con uno stupendo articolo, è il vero motore della creatività e dell’innovazione. Il pensiero critico è quello che ci aiuta a non farci buggerare. Insieme, curiosità e pensiero critico possono aiutare a orientarci nella ricerca di qualche verità luminosa, nel flusso torbido delle post verità.“”

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