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15lug/19Off

Accadde oggi: abolita l’Inquisizione Spagnola

15 luglio

1834 – Con un regio decreto firmato da Maria Cristina di Borbone, reggente di Spagna durante la minore età di Isabella II, e con l’approvazione del Presidente del Consiglio Francisco Martínez de la Rosa viene abolita definitivamente l’Inquisizione Spagnola.
Essa era stata istituita il 1° novembre 1478 quando una Bolla di Papa Sisto IV concedeva ai re cattolici Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia il privilegio della gestione dell’Inquisizione. A loro spettava il compito di superare l’inefficienza degli Inquisitori nominati dai vescovi. A loro riconquistare l’intera Spagna alla cristianità lottando contro ogni eresia. Isabella e Fernando fecero dell’ Inquisizione un potente strumento di lotta politica che, a lato dell’esaltazione popolare per la riconquista di Granada (iniziata nel 1481), cementò la corona di Spagna in modo indissolubile con la Chiesa. (In fondo potrai vedere la parodia musicale di Mel Brooks sull’Inquisizione Spagnola dal film “La pazza storia del mondo)
Mentre Isabella era una devota cattolica, Ferdinando non intendeva la religione altro che come uno strumento di controllo sui propritorquemada sudditi. Egli voleva eliminare le religioni islamica ed ebraica dai propri domini, e l’Inquisizione era un mezzo adatto allo scopo. Si ipotizzano anche ragioni economiche: i banchieri ebrei avevano prestato al padre di Ferdinando molti dei soldi impiegati nello stipulare l’alleanza e il matrimonio tra i Reami spagnoli, e questi debiti si estinsero in gran parte con la condanna dei creditori.
Ferdinando e Isabella affidarono a Tomás de Torquemada nel 1481 il compito di trovare e punire i conversi – gli ebrei e i mori – che ufficialmente si erano convertiti al Cristianesimo ma continuavano ad officiare in segreto i riti della propria religione. Alcuni Ebrei convertiti erano stati nominati sacerdoti e persino vescovi. I loro censori li chiamavano marrani, un termine dispregiativo che può essere tradotto anche con “maiale“. L’Inquisizione cominciò a perseguitare anche i conversi (ogni volta che un converso ritornava benestante ecco che era un falso converso e quindi interveniva l’Inquisizione con sequestri e “tostature“, termine con cui ci si riferiva al rogo).
AutodaféL’Inquisizione, in quanto organo religioso, era presieduto da autorità clericali; tuttavia, in caso di eresia accertata, il condannato veniva affidato alle autorità secolari per l’esecuzione della condanna. La tortura era ampiamente usata per ottenere la purificazione dell’anima del condannato. La penitenza andava dall’umiliazione pubblica al rogo (dopo lo strangolamento per chi si pentiva, da vivi per chi non rinnegava il proprio peccato); al posto degli irreperibili veniva bruciata una loro effigie, per gesto simbolico. Queste erano le pene eseguite durante gli autodafé (da atto di fede), che potevano durare un giorno intero. I membri religiosi del tribunale erano assistiti da civili (familiari), il cui incarico era molto prestigioso. Molte delle condanne si basavano su accuse nate dall’invidia o dal desiderio di vendetta. Molte altre, rivolte ad ebrei molto ricchi, erano probabilmente patrocinate dalla corona.

L’Inquisizione Spagnola era così organizzata:

  • Consiglio dell’Inquisizione Generale e Suprema (Consejo de la General y Suprema Inquisición) dava le istruzioni ai Tribunali, esaminava i rapporti dei processi, ordinava le ispezioni, rivedeva le cause e agiva come tribunale per i membri dell’Inquisizione accusati di reati. Il presidente era Inquisitore Generale. Gli altri membri erano gli inquisitori provinciali (nominati dal re), prelati e avvocati.
  • Tribunali (Tribunales) giudicavano gli accusati. Erano formati da tre inquisitori, per la maggior parte membri del clero secolare con esperienza giuridica, e altri funzionari come procuratori, segretari, notai e un difensore dell’accusato, che normalmente si limitava a informare l’accusato di come si svolgeva il procedimento.
  • Familiari (Familiares) erano senza salario fisso. Incoraggiavano le delazioni, raccoglievano le testimonianze e catturavano gli accusati. Nonostante fossero personaggi odiati dalla popolazione, il loro numero crebbe notevolmente perché venivano esentati dai contributi fiscali e potevano girare armati. Inoltre la familiarità con l’Inquisizione era considerata prestigiosa e prova di “purezza di sangue“.

In seguito l’Inquisizione diresse la propria azione anche contro i primi Protestanti, gli Erasmiani, gli Illuministi, e nel XVIII secolo contro gli autori dell’Encyclopédie.
Nonostante la piega presa dalle altre Inquisizioni, quella spagnola non si diede mai alla caccia alle streghe: la maggior parte delle donne accusate veniva prosciolta come malata di mente.
Stabilire dei numeri relativi all’azione dell’Inquisizione spagnola è molto difficile. Alcuni rapporti di grandi stragi sono riportati da storici come Will Durant che, nel suo “The Reformation” (1957), cita Juan Antonio Llorente, Segretario Generale dell’Inquisizione dal 1789 al 1801, il quale stima l’esecuzione di 31.912 persone nel periodo 1480-1808; egli cita inoltre Hernando de Pulgar, segretario della regina Isabella, il quale stima che 2.000 persone siano state arse prima del 1490. Philip Schaff, nella sua “Storia della Chiesa Cattolica“, diede il numero di 8.000 persone arse nei 18 anni di azione di Torquemada. Matthew White, esaminando questi dati, dà un’approssimazione di 32.000 morti, di cui 9.000 sotto Torquemada. R.J. Rummel giudica queste “stime realistiche“, nonostante altri studiosi attribuiscano a Torquemada la responsabilità di 135.000 decessi, includendo 125.000 avvenuti in prigione a causa degli stenti.

 

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