Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

5dic/170

I drappi dell’estremismo tedesco

Articolo di Gian Enrico Rusconi (Stampa 5.12.17)

“”Bene ha fatto Giovanni Sabbatucci a parlare di «naziskin ingannati dalla bandiera del Secondo Reich». Anche perché credo che molti lettori condividano questo equivoco.
Ma – attenzione – non è così in Germania dove da tempo questo «equivoco» è intenzionale. Ed è uno dei motivi di forza culturale o identitaria (come si dice ora) di Alternative für Deutschland. Esponenti di primo piano della AfD insistono nel respingere e condannare il nazionalsocialismo e i suoi crimini, e non lo fanno per ipocrisia. Ma nel contempo rifiutano la «cultura della colpa tedesca», che a loro avviso oggi persisterebbe, diventando impropriamente motivo di sottile intimidazione dei tedeschi. Soprattutto interferisce e altera i rapporti politici, economici, finanziari. La Germania si sentirebbe così in qualche modo ricattata da Paesi europei altrimenti politicamente ed economicamente inaffidabili e inadempienti nei loro obblighi. Questo vale anche e soprattutto per le politiche di accoglienza messe in atto verso migranti e profughi, percepiti come grave minaccia alla integrità culturale e identitaria nazionale tedesca.
Si pensa così ad un’altra Germania forte, sicura di sé. C’è un evidente ritorno dell’idea e all’immaginario del popolo/Volk tedesco e dell’intraducibile völkisch (etno-nazional-popolare). Ma questo è un complesso simbolico ed emozionale di una Germania (forse solo immaginata) che storicamente precede lo stesso nazionalsocialismo. È difficile riportare tutta questa problematica sotto un denominatore storico-culturale omogeneo. Alexander Gauland, leader di punta dell’AfD, è giunto a lodare lo spirito anarchico (sic) che consente al movimento di integrare le più diverse correnti ideologiche e utilizzarle come forza di piazza a sostegno della rappresentanza ora in Parlamento.
In questo clima è inevitabile che simbologie e bandiere di quando la Germania era il Reich (non «il secondo» o «il terzo») seducano chi di storia non sa assolutamente nulla ma si sente in sintonia emotiva con i nuovi tempi. Tanto più se trasposto nella provinciale Italia che aggiunge confusione a confusione.”"

Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Leave a comment

Ancora nessun trackback.