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19dic/170

I medici cattolici “Il biotestamento e’ incostituzionale”

Articolo di Maria Corbi (Stampa 19.12.17) “La lettera a Mattarella: non firmi la legge”

“”Il confine tra accanimento terapeutico ed eutanasia, è un confine sottile, fragile, che mette alla prova le coscienze cattoliche. E così quel mondo si mobilita contro il biotestamento e scrive una lettera- appello, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottoponendo «alla sua prudente valutazione l’ipotesi di rinviare il testo» sul biotestamento «alle Camere con messaggio motivato, convinti che tali norme confliggano con più disposizioni della Costituzione italiana». A firmarla Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino, Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i nostri Figli, monsignore Massimo Angelelli, responsabile Ufficio Pastorale Sanitaria della Cei, Padre Virginio Bebber, presidente dell’Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari, Filippo Boscia, presidente dell’Associazione Italiana Medici Cattolici, Aldo Bova, presidente del Nazionale Forum Associazioni Sanitarie Cattoliche e Francesco Bellino, presidente della Società Italiana Bioetica e Comitati Etici. Nella lettera si segnala «il pregiudizio che l’applicazione delle Dat reca agli Istituti sanitari religiosi».
A preoccupare maggiormente l’assenza nel testo di una disciplina dell’obiezione di coscienza, «ovvero di una esenzione delle strutture sanitarie di ispirazione religiosa». Non è pensabile in caso di conflitti togliere «le convenzioni» agli enti ospedalieri d’ispirazione cattolica», scrivono i firmatari. La perdita dell’accreditamento avrebbe come effetto «di impedire tout court l’operatività di realtà come la Fondazione Policlinico A. Gemelli, l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, l’Ospedale Fatebenfratelli, l’Ospedale Cristo Re, il Campus Bio-Medico, l’Associazione la Nostra famiglia, la Fondazione Poliambulanza, la Fondazione Maugeri, la Casa di Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni Rotondo, e le altre 100 strutture analoghe esistenti sul territorio nazionale».
I medici cattolici, oggi che la legge è stata approvata, devono comunque confrontarsi non più solo a livello filosofico sul tema del biotestamento. Dovranno prendere delle decisioni, seguire delle linee guida, rispondere alla propria coscienza ma anche alla legge. Il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica (Policlinico Agostino Gemelli) Rocco Bellantone fa sapere che nei prossimi giorni si insedierà una commissione che dovrà verificare l’impatto della nuova legge sulla vita dell’ospedale. In particolare neurologi, rianimatori, esperti di bioetica dovranno indicare una strada, sicuramente molto stretta, ai medici. «Nella legge ci sono molti aspetti positivi, ma altri che ci lasciano perplessi», dice. «Nella vita di un ospedale la difficoltà maggiore sarà nei rapporti tra medico, paziente e famiglia». «Ma da buoni cittadini, continua Bellantone, dovremo trovare la migliore interpretazione possibile della legge rispetto alla nostra coscienza di cattolici». «Al Gemelli elaboreremo linee guida interne e precisi protocolli».
Il direttore Generale della Fondazione casa Sollievo della Sofferenza, Domenico Francesco Crupi auspica che «lo Stato nella sua dimensione etica tuteli i diritti e i doveri di tutti. Per le organizzazioni cattoliche credo che sia una violenza che debba essere respinta: quella cioè di andare contro il proprio credo, i propri valori e idee».
Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù precisa che questa legge non riguarda i bambini ma che comunque l’atteggiamento seguito è sempre stato e continuerà essere chiaro, in linea con le parole di papa Francesco: no all’eutanasia e no all’accanimento terapeutico».””

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