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21lug/19Off

Accadde oggi: in Sri Lanka eletta primo ministro una donna, e’ la prima volta al mondo

21 luglio

1960 – Sirimavo Bandaranaike viene eletta Capo di Stato dello Sri Lanka (Ceylon). E’ la prima Donna al mondo ad assumere tale carica.
Leader del partito Freedom Party per quattro decenni, ne assume la leadership in seguito all’assassinio del marito Solomon Bandaranaike, avvenuto nel 1959.
Sirimavo Bandaranaike è anche la madre di Chandrika Kumaratunga, attuale leader del partito di cui erano stati leader i genitori, e che è stata anch’essa primo ministro e presidente dello Sri Lanka. (In fondo si potrà vedere Sirimavo Bandaranaike che accoglie i Capi di Stato di altri paesi in un Summit dei Paesi non allineati che si tenne in Sri Lanka nel 1976)
La prima fu questa sconosciuta signora dello Sri Lanka. Le uccisero il marito primo ministro, e lei ne prese il posto. Anni dopo la signora avrebbe ceduto il ruolo alla figlia Chandrika.
Storie di dinastie, forse. Ma quella presidenza nata in ambito familistico fu anche l’inizio di un cammino sempre più spedito delle donne in tutto il pianeta; anche nel continente africano: in Liberia la presidente è Ellen Johnson Sirleaf, la Repubblica Centrafricana invece ebbe come premier Elisabeth Domitien negli anni ’70.
Fanno eccezione alcuni Paesi, anche europei, come Italia e Spagna, dove finora le donne sono diventate al massimo ministro, ma nessuna è mai stata nemmeno candidata al ruolo di premier o di Capo di Stato.
A cinquant’anni dalla ‘prima’ dello Sri Lanka, l’altra metà del cielo ha guadagnato posizioni. In Europa svetta su tutte Angela Merkel seduta al timone della grande Germania, motore economico e politico del vecchio continente. Ma anche la Slovacchia ha da poco il suo primo premier donna, Iveta Radicova. L’Islanda e’ guidata dal 2009 da Johanna Sigurdardottir, che e’ anche la prima premier dichiaratamente omosessuale e che qualche settimana fa ha sposato la sua compagna.
L’America ha affidato la sua politica estera ad Hillary Clinton, mentre l’Australia ha scelto la fascinosa Julia Gillard come premier e la Finlandia si e’ affidata da pochi giorni a Mari Kiviniemi, 41 anni, per lo stesso incarico. Nel continente latino americano c’è un’autentica star politica e mediatica a tenere banco: Cristina Fernandez Kirchner, presidente dell’Argentina, subentrata al marito nella guida della terra delle pampas. Si è invece appannata la stella di Yulia Timoshenko, la biondissima pasionaria Ucraina, già premier, ma non rieletta.
Un ruolo di potere molto rilevante, benché non ufficializzato da una carica istituzionale, è quello di Sonia Gandhi, che in India ha preso la guida del Partito del congresso e della dinastia Gandhi, dopo la morte del marito Rajiv, primo ministro ucciso alcuni anni fa. Sonia, piemontese di Orbassano, è ormai diventata indiana in tutto e per tutto, e il suo partito ha stravinto le ultime elezioni nell’immenso paese asiatico che è abituato alle leadership femminili. L’altra grande leader di questo Paese fu Indira Gandhi, personaggio di grande spessore anche internazionale, vittima lei dei terroristi come pure il padre anni prima. Nel turbolento vicino dell’India, il Pakistan, sono centinaia di migliaia le persone che ancora piangono Benazir Bhutto, per due volte premier, uccisa in un attentato, e grande leader apprezzata in occidente per la sua visione moderata, in un contesto ad alto tasso di estremismo islamico.
Sempre in Asia, donne spesso al potere anche nelle Filippine. La prima fu solo moglie del presidente dittatore Marcos, la terribile Imelda, famosa per i suoi lussi e per le sue migliaia di scarpe. Da first lady influenzò negativamente la vita del Paese, e qualche tempo dopo la morte del marito tentò di prenderne il posto, ma fu respinta dagli elettori. Ebbero invece grande consenso la prima presidente del post Marcos, Corazon Aquino, moglie di un oppositore ucciso dal regime, e in anni più recenti la brillante e controversa Gloria Arroyo, in carica fino a pochi mesi fa.
Fra le grandi di questi cinquant’anni va ricordata Golda Meir, premier israeliana, che guidò il suo popolo in anni di durissimi conflitti con l’OLP ed episodi terribili come la strage degli atleti di Gerusalemme alle Olimpiadi di Monaco nel 1972.
In tempi più recenti il mondo ha conosciuto la grinta e il pugno di ferro di Margaret Thatcher, premier britannico negli anni ’80. Ma il cammino delle donne verso l’acquisizione di posti di rilievo in politica si muove anche lontano dai riflettori, come dimostrano i casi di Lituania, Svizzera, Nuova Zelanda, Bangladesh, Irlanda, Norvegia dove, nel tempo, sono state già diverse le donne al potere. Caso unico invece per Michelle Bachelet in Cile: eletta presidente nel 2006 con una coalizione di partiti di sinistra, non si è poi ricandidata a fine mandato.

 

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