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5mar/19Off

Abusi sessuali del clero

Articolo di Giorgio Salsi (NON MOLLARE, quindicinale  Critica Liberale 5.3.19)

“”Può una associazione laica, dopo aver letto articoli stampa sul vertice appena concluso relativo agli abusi sessuali del clero, esprimere un suo modesto giudizio? Una associazione, tra l’altro, che ha al proprio interno vari estimatori di Papa Francesco di cui ha anche apprezzato il notevole discorso politico “Terra, Casa, Lavoro” raccolto in un libro distribuito (udite!) come supplemento del Manifesto.
Come hanno sottolineato in molti, il vertice è stato deludente. Non soltanto per quello che hanno dichiarato i rappresentanti delle vittime sulla mancanza di provvedimenti concreti “… Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi… ”. E neppure – anche se lo condividiamo pienamente – per quanto affermato recentemente in un fondo giornalistico dall’intellettuale cattolico Alberto Melloni “… la vicenda Pell conferma che per tutti, vittime, carnefici, Chiesa, la cosa migliore che si può fare è lasciare che sia la giustizia dello Stato di diritto a valutare accuse e comminare pene che non possono mai essere sostituite da un ricorso al tribunale ecclesiastico …”

Può infatti bastare, di fronte a delitti abominevoli, affermare tautologicamente che “l’abuso è un crimine gravissimo, ma lo è anche il suo insabbiamento”!? E proporsi imminenti misure normative, quali nuovo motu proprio del Papa, sulla protezione dei minori? Un vademecum della Congregazione per la Dottrina della Fede che aiuterà i vescovi a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti? La creazione di task forces di persone competenti per aiutare le diocesi ad affrontare i problemi e realizzare le iniziative?
Provvedimenti tutti interni alla Chiesa, senza un minimo di analisi della struttura e delle regole/ culture di quella che nell’analitico libro di Claudio Rendina uscito una decina di anni fa è chiamata “La Santa casta della Chiesa”, e di come le stesse possano aver favorito i reiterati abusi sessuali del clero, puntualmente tacitati.
Abbiamo considerato alcuni brani del libro che descrive dettagliatamente la struttura di questa articolata e abnorme “famiglia patriarcale” composta da una pletora di congregazioni, tribunali, consigli, commissioni, comitati, fondazioni, accademie … tutte composte e guidate esclusivamente da uomini, salvo insignificanti presenze di donne in ruoli ancillari.
Abbiamo anche riflettuto su un brano significativo del libro “Ambiguità” della psicoanalista Simona Argentieri che – parlando di passate iniziative delle istituzioni cattoliche deputate alla valutazione dei giovani con vocazione sacerdotale, preoccupate per gli scandali suscitati dai tanti casi di pedofilia verificatisi nel loro seno, sosteneva che “…vivere e crescere in un ambiente chiuso, tutto maschile, dominato dalle regole della castità, della repressione sessuale e del peccato, non può che favorire uno sviluppo psicologico malsano, sempre inibito, talora distorto in direzione delle forme più malefiche della perversione, pedofilia compresa. …”
Appare quindi evidente una diretta correlazione tra il prevalere nella Chiesa cattolica di culture patriarcali, misogine, sessuofobiche e i reiterati abusi sessuali del clero, sempre insabbiati dalle gerarchie vaticane.
Com’è possibile che ancora nel XXI secolo le donne, l’altra metà del cielo, non possano essere ordinate sacerdote, celebrare messe, diventare vescovo e, perché no, Papa?
Perché la santa casta della Chiesa non riesce mai ad affrontare – né tantomeno risolvere – la fondamentale questione del celibato dei preti?
Come mai la gerarchia vaticana continua a rifiutare – per qualsiasi delitto che la riguardi – di affidarsi alla giustizia dello Stato di diritto?
Forse, se queste questioni fossero state affrontate, coinvolgendo anche donne e realtà esterne alla Chiesa, le conclusioni del vertice promosso dal Papa avrebbero potuto essere maggiormente proficue.””

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