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5mar/19Off

Why are we creative?

Recensione di Giancarlo Zappoli  del documentario presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia (domenica 2 settembre 2018)

“”In oltre 30 anni di incessante ricerca Hermann Vaske ha girato il mondo intero, incontrato le più diverse personalità, frequentato i festival di cinema, le mostre d’arte, i simposi internazionali per porre ad artisti e intellettuali la stessa domanda: “Perché siamo creativi?”. Alcune delle folgoranti risposte di vincitori del Nobel o dell’Oscar, protagonisti della scena e del cinema, furono presentate molti anni fa in una mostra. Adesso il viaggio è finalmente completato (temporaneamente) e il film vero e proprio vede la luce alla Mostra di Venezia. Tra i protagonisti: David Bowie, Ai Weiwei, Björk, Wim Wenders, Philippe Stark, Yoko Ono, John Hegarty, David Lynch, Yohji Yamamoto, Damien Hirst, Angelina Jolie, Nobuyoshi Araki, Quentin Tarantino, Bono, Nick Cave, Neo Rauch, Stephen Hawkins, il Dalai Lama, Peter Ustinov, Marina Abramovic, Diane Kruger, Julian Schnabel, John Cleese, Jimmy Page, Vivienne Westwood, Takeshi Kitano.

Ci sono idee solo apparentemente semplici che ci fanno pensare: “Avrei potuto farlo anch’io”. Questo è vero. Però l’ha fatto qualcun altro. È il caso di Vaske che ha avuto l’idea geniale di porre la domanda di cui sopra a un ampio spettro di personalità ottenendo risposte spesso illuminanti che spingono ognuno degli spettatori a riflettere sull’argomento.

Non sappiamo quanto consapevolmente da parte dell’autore e del suo lavoro di montaggio ma emergono dei fil rouge che attraversano questa miriade di dichiarazioni. Uno di questi, forse il più interessante, riguarda il ruolo genitoriale. Molti degli intervistati fanno riferimento alla loro infanzia e a come i genitori abbiano influenzato il loro processo di creatività. Picasso diceva che tutti i bambini sono artisti. Il problema è come rimanere tali crescendo. In questo contano moltissimo gli input che arrivano da padri e madri oppure, al contrario, il loro mettersi di traverso. È poi molto interessante osservare come coloro che vengono avvicinati reagiscono alla domanda. Alcuni sembrano volersi ritrarre mentre altri paiono sorpresi e al contempo lieti di poter focalizzare un tema a cui forse non hanno mai offerto la giusta attenzione. Quello di Vaske è un documentario dal ritmo estremamente accattivante che dovrebbe essere proiettato al maggior numero di studenti per spingerli a sfuggire dall’omologazione guardando al futuro con sguardi divergenti e, proprio per questo, creativi. 

 

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