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28mar/19Off

A Verona la piazza contro il congresso

Blog di Francesca Chiavacci, Presidente nazionale Arci (HuffPost 28.3.19)

“”Verona 2019. Nella città scaligera è iniziato il Congresso Mondiale delle Famiglie dove sono invitati le voci più omofobe, oscurantiste e nemiche della libertà delle donne che il nostro malconcio mondo possa ascoltare. E l’avvio dei lavori è stato degno delle peggiori aspettative, un attacco diretto alla legge sull’aborto e giornalisti rigorosamente tenuti fuori dalla sala. Un salto temporale se non di qualche secolo, di sicuro di diversi decenni. Quando parliamo di diritti civili e di libertà sappiamo bene quanto sia faticosa la conquista e quanto sia facile, in poco tempo, indietreggiare e perderli. A Verona assistiamo non a un congresso qualsiasi, come gli organizzatori hanno tentato di definirlo per respingere le critiche come una censura preventiva. Ma si tratta di una sfida della destra globale più reazionaria ai principi fondamentali di non discriminazione e di uguaglianza del vivere civile.

Scorrendo l’elenco dei relatori si trovano sostenitori di posizioni di odio e discriminazione: c’è chi sostiene che l’aborto è un omicidio, altri che i gay vanno curati, fino a chi vorrebbe tassare chi non ha figli. Insomma, il parterre è di quelli ‘importanti’ e non possiamo ignorare che è in atto una minaccia ampia di chi vorrebbe portarci indietro e rimuovere alcune delle battaglie più importanti della storia recente.
Se aggiungiamo il fatto che cade nello stesso momento in cui la maggioranza di governo ha presentato il contestatissimo ddl Pillon, fino alla recente proposta di rendere adottabile il concepito (primo firmatario Alberto Stefani) risulta evidente a tutte e a tutti che la mobilitazione di chi crede in una società plurale e dei diritti non era rinviabile.
Subito il governo – maldestramente – ha avallato il Congresso Mondiale delle Famiglie, sostenendolo e annunciandone il patrocinio, per poi indietreggiare goffamente appena resosi conto della protesta crescente. Alla fine il patrocinio di Palazzo Chigi è stato ritirato, rimane però quello di un Ministero con tanto di simbolo della Repubblica, quello di Regioni e Comuni. Alla faccia dello Stato laico che dovrebbe preoccuparsi di rappresentare tutti.
A Verona saremo tantissime e tantissimi, le adesioni nazionali e da tutto il Paese al corteo promosso inizialmente da NonUnadiMeno sono cresciute di giorno in giorno. La petizione di All Out – sostenuta da un cartello ampio di associazione – in pochi giorni ha raggiunto le 150mila adesioni. A Verona può accadere qualcosa di importante, e non all’interno della sala congresso blindata, ma fuori in piazza: un’alleanza tra persone, associazioni e movimenti in difesa dei diritti e pronti ad affrontare le sfide che abbiamo davanti.””

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