Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

8apr/19Off

Gli ultra’ della famiglia arrivano a Bologna, Merola:”No a ritorni al passato”

Articolo di Eleonora Capelli (Repubblica 4.4.19) “Il leader del congresso di Verona ospite dal convegno in regione contro la legge sull’omofobia”

“In questa città c’è grande democrazia, ascoltiamo tutti. L’importante è che il dibattito sia civile e non ci riporti al passato, ma che parli della ppelli delle famiglie, che non è più quella di 50 anni fa”. Reagisce così Virginio Merola, a proposito del convegno pro-famiglia e contro il progetto di legge regionale sull’omotransfobia, organizzato dal centrodestra in Regione giovedì11 aprile. “Noi dialoghiamo e ascoltiamo tutti – ridadisce il sindaco – Il fatto che tutti vengano a Bologna per fare i loro convegni, significa che siamo una città predisposta per accogliere”. La legge contro l’omotransfobia, mette però in chiaro, “è importante e va approvata. Sarà interessante comprendere perchè, secondo loro, non debba essere approvata. E’ sempre più importante ragionare sui legami d’affetto, non sui legami sulla base delle distinzioni di sesso.
Gli ultrà della famiglia del World congress of family di Verona si preparano dunque a sbarcare sotto le Torri. Il convegno, nella sala intitolata a Guido Fanti, si annuncia come la riproduzione in scala ridotta del congresso delle polemiche del fine settimana scorso. Il titolo dell’evento non lascia spazio a dubbi: “Sì alle leggi per la famiglia. No alla legge sulla omotransnegatività”. Così come è eloquente l’elenco dei relatori. Jacopo Coghe, vice presidente del congresso di Verona, colui che ha appena difeso il piccolo feto in plastica che veniva distribuito come gadget dicendo: “Che problema c’è, è un bambino alla decima settimana di gestazione, noi mostriamo immagini di vita”. Maria Rachele Ruiu, referente nazionale di Generazione Famiglia che, dopo essersi fatta conoscere al Family Day del 2016, ribadisce davanti a ogni microfono che “i bambini hanno diritto ad avere una mamma e un papà”. Con loro sono annunciati Francesco Farri, del centro studi Livatino, il direttore di Citizen Go Italia Filippo Savarese, mentre il moderatore sarà Matteo di Benedetto di Generazione Famiglia Bologna.
A invitarli, il centrodestra al gran completo. La Lega con Daniele Marchetti, Forza Italia con Andrea Galli, Fratelli d’Italia con Giancarlo Tagliaferri e il sovranista Michele Facci, che della legge regionale in questione è il relatore di minoranza. “Il progetto di legge regionale in discussione in commissione è una misura ideologica – dice Facci – dettata dai rapporti preferenziali della sinistra con i gruppi Lgbt che sono minoritari, ma molto potenti. Con questa legge anche manifestare disaccordo rispetto ad esempio al Gay pride verrebbe definito un atteggiamento negativo.
Inoltre c’è il rischio che l’educazione alla diversità sfugga di mano con l’introduzione del gender nelle scuole
Una posizione molto chiara, cui risponde altrettanto chiaramente il presidente di Arcigay Vincenzo Branà. “Il World congress of family è stato censito negli Stati Uniti da un’associazione che si occupa di diritti civili come gruppo d’odio contro le persone Lgbt – spiega Branà, che sabato ha sfilato a Verona insieme alle femministe che si opponevano alle teorie propugnate dal congresso -.
Hanno varcato le porte di Verona, ora entrano anche nella nostra regione. A questo punto però il Pd che la governa ha un’occasione formidabile per dire da che parte sta, approvando velocemente questa legge che aspetta da troppo tempo. Questa maggioranza ha una grande possibilità di recuperare l’orgoglio”. E non è un passaggio di poco conto, perché la legge è ferma da mesi, tanto che nel maggio del 2018 un presidio di Arcigay sotto la Regione, cui partecipò anche Franco Grillini, chiese a viale Aldo Moro di fare presto.
Quando il Comune di Bologna, sempre in quel maggio, fece un ordine del giorno per aderire alla legge regionale, questo passò senza i voti di due consiglieri Pd di area cattolica come Raffaella Santi Casali e Piergiorgio Licciardello. L’iter del progetto di legge è partito formalmente il 23 gennaio, con una serie di “stop and go”, tanto che la consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini disse: “Mi par di capire che si vuole fare qualche passo indietro”. A questo punto, però, Branà si rivolge direttamente al governatore Stefano Bonaccini. “Rivolgo il mio appello al presidente – dice -, mi rifiuto di credere che non ci sia la forza per opporsi alle istanze espresse a Verona con una legge regionale. Sarebbe un enorme autogol”.
Sul congresso di Verona, Merola segnala il rischio che “tutto si riduca a ideologica stramba. Non ci appassionano i dibattiti se Giulietta e Romeo fossero o meno una famiglia tradizionale. Noi siamo più avanti. Ricordo che a Bologna la maggioranza delle famiglie è composta da persone sole. Quindi continuando a fare discussioni assurde, non si tiene conto della situazione attuale e del tanto di positivo che si facendo”

Commenti (0) Trackback (0)

Spiacenti, il modulo dei commenti è chiuso per ora.

I trackback sono disattivati.