Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

10ago/170

Accadde oggi: nasce Camillo Benso di Cavour

10 agosto copia

Camillo nacque da una famiglia dell’antica nobiltà piemontese d’origine savoiarda. Come dice lo storico M. Smith, studioso dell’Italia risorgimentale, “ Camillo di Cavour è la figura più interessante e di maggior rilievo della storia italiana moderna … divenne ministro nel 1850, primo ministro nel ‘ 52 … impregnato della cultura progressista francese e delle idee liberiste inglesi , straordinario per energia e ampiezza di concezioni, giocatore nato, speculatore abile ed interessato allo sviluppo delle banche e delle ferrovie. … La sua lingua rimase sempre il francese e il suo italiano occorreva di correzioni. Non c’è da meravigliarsi che egli definisse il Cristianesimo “un utilitarismo ortodosso”… Il suo pragmatismo si manifestò in occasione dello straordinario successo di Garibaldi nell’impresa dei Mille. Organizzò i plebisciti e le sollevazioni nello stato pontificio, come pretesto per invadere le Marche e l’Umbria e annettere gran parte dello Stato della Chiesa, ad eccezione di Roma. I legittimisti e i cattolici d’ogni parte del mondo s’indignarono profondamente … ma Cavour trovò l’abile scusa che soltanto così era stato possibile impedire all’anticlericale Garibaldi di rovesciare lo stesso governo di Roma … (Storia d’Italia., ed. Laterza) (alla fine il filmato “Briganti se  more”, testo antico ma mai così attuale: regno due sicilie, borboni, unità d’Italia, garibaldi, cavour, cialdini, brigantaggio, canti popolari – di Tyson Partenopeo).

Della febbrile attività politica e amministrativa di Cavour, che morì improvvisamente (6 giugno 1861), lasciando aperte questioni fondamentali per il nuovo Stato unitario, è di particolare rilievo il problema dei rapporti tra Stato della Chiesa e il neonato Stato italiano.
Fin dal 1850, infatti, si era proceduto in Piemonte ad un’opera di laicizzazione dello stato tanto più necessaria per un Paese dove sopravvivevano residui medioevali come il diritto d’asilo per chiese e conventi che le leggi Siccardi alla fine riuscirono a cancellare nonostante l’opposizione clericale guidata dall’arcivescovo di Torino.
Anche Cavour nel 1855 dovette affrontare l’opposizione cattolica in relazione ad un progetto di legge per la soppressione degli ordini religiosi non dediti all’insegnamento o all’assistenza dei malati e l’incameramento dei loro beni allo stato. La forte maggioranza parlamentare di Cavour dovette affrontare l’opposizione del clero, di una parte dell’opinione pubblica, e soprattutto quella del Re. Cavour allora si dimise, aprendo una crisi costituzionale. Lo scontro si risolse faticosamente con un compromesso fra casa reale e parlamento. Cavour fu reintegrato nella carica di Presidente del Consiglio e la legge fu approvata con un emendamento che lasciava i religiosi degli enti soppressi nei conventi fino all’estinzione delle loro comunità. A seguito dell’approvazione della legge, il 26 luglio 1855 Papa Pio IX emanò la scomunica contro coloro che avevano proposto, approvato e ratificato il provvedimento, Cavour e Vittorio Emanuele compresi.
Seguendo il metodo diplomatico, Cavour, dal 1860, avvierà trattative segrete con Napoleone III, tutore della Chiesa cattolica e con lo stesso Papato offrendogli l’abbandono di ogni pretesa giurisdizionalistica sulla Chiesa da parte dello stato italiano in cambio della rinuncia al potere temporale dei Papi. Era la famosa formula della «Libera Chiesa in libero Stato» che Cavour non ebbe modo di mettere in pratica per la sua morte improvvisa.
Il rifiuto di papa Pio IX suscitò la reazione dell’anticlericalismo liberale e dei democratici mazziniani e garibaldini convinti che il problema di Roma capitale si potesse risolvere solo col metodo rivoluzionario.

 

Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Leave a comment

Ancora nessun trackback.