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Eutanasia: avviso di garanzia a Torino per ‘Exit Italia’ dopo morte in Svizzera di una donna siciliana

Articolo di Federica Cravero e Carlotta Rocci (Repubblica online 6.7.19) “L’indagato è Coveri, responsabile dell’associazione che promuove al diritto all’eutanasia”

“”Un avviso di garanzia è stato notificato a Torino ad Emilio Coveri, responsabile di Exit Italia, associazione che promuove il diritto all’eutanasia. Il provvedimento è stato spiccato dalla procura di Catania e riguarda il caso di una donna di Paternò (Ct), di professione insegnante, deceduta lo scorso aprile in una clinica svizzera che pratica il suicidio assistito. La donna, secondo quanto è stato ricostruito, aveva 46 anni e pativa una depressione e una nevralgia cronica, la sindrome di Eagle. E’ deceduta il 27 marzo in una struttura nei pressi di Zurigo riconducibile alla clinica Dignitas, che risulta in contatto con l’associazione Exit Italia. Il reato ipotizzato dagli inquirenti è “l’omicidio del consenziente” in base all’articolo 580 del codice penale.
Alessandra Giordano, 47 anni, lo scorso 27 marzo è morta in una clinica nel paesino di Forch dopo essersi sottoposta alla pratica del suicidio assistito. Una decisione presa all’oscuro dei suoi familiari, che erano contrari e che avevano denunciato la scomparsa della donna alla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Grazie alla segnalazione di un amico che l’aveva incontrata all’aeroporto in partenza per Zurigo, era stato chiaro il suo piano. Ma quando la famiglia aveva provato a contattare la clinica svizzera per convincerla a tornare a casa lei era già morta.

“È vero, mi aveva cercato e sono stato io a segnalarle la clinica”, ammette Emilio Coveri, fondatore di Exit Italia, associazione con sede a Torino, che ieri ha ricevuto l’avviso di garanzia, consegnato dai carabinieri di Pozzo Strada. “Quella donna mi aveva chiesto informazioni sul suicidio assistito dicendomi di avere dolori atroci. E io gliele ho date. Mi aveva anche detto che la madre e il fratello la ostacolavano. Mi faceva lunghe telefonate e mi mandava mail in cui mi raccontava la sua sofferenza. Io non ho fatto altro che darle spiegazioni per aiutarla ad avere una morte dignitosa”.
Emilio Coveri, lotta da decenni per il diritto all’eutanasia. Amico di Marco Pannella, protagonista di innumerevoli battaglie con i radicali per i diritti dell’uomo, è il Presidente della Exit Italia, l’Associazione che si occupa del fine vita.
Nel frattempo l’esponente radicale Silvio Viale invoca l’intervento del Parlamento per “legalizzare anche in Italia l’eutanasia volontaria. Non è più tollerabile – osserva – che le persone debbano recarsi in Svizzera per ottenere la pietosa e generosa assistenza di associazioni di volontariato come Dignitas”.””

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