Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

3set/190

Accadde oggi: strage nella scuola di Beslan

3 settembre

2004 – A Beslan in Ossezia del Nord (Repubblica autonoma del Caucaso – Federazione russa) si conclude con una strage il sequestro da parte di separatisti ceceni e fondamentalisti islamici di 1200 civili, soprattutto bambini e genitori, nella scuola Numero 1 della città. Il sequestro era iniziato il 1° settembre e dopo tre giorni le forze speciali russe fanno irruzione nella scuola, liberando gli ostaggi.
Bilancio della tragedia: uccisi 334 ostaggi, 8 poliziotti, 2 soccorritori, 11 membri delle forze speciali e 31 sequestratori per un totale di 386 morti e 730 feriti. (In fondo potrai vedere un filmato sulla strage accompagnato da “Foglie di Beslan” di Giovanni Allevi)
L’attacco iniziale ebbe luogo il primo giorno dell’anno scolastico in Russia, chiamato “Primo settembre” o “Giorno della conoscenza“. I bambini, accompagnati dai genitori e spesso da altri parenti, presenziano ad una cerimonia di apertura della scuola. Secondo la tradizione, gli studenti del primo anno donano un fiore a quelli che accedono all’anno finale e vengono quindi accompagnati nelle loro classi dai ragazzi più anziani. Si pensa che i terroristi abbiano scelto questo giorno particolare per avere maggiore visibilità.

Presa degli ostaggi
beslanAlle ore 09:30 locali, un commando di 32 persone armate, con il volto coperto da passamontagna dotate di cinture esplosive, prendono d’assalto la scuola. I terroristi iniziano a sparare in aria e obbligano la gente ad ammassarsi nella palestra. Durante il caos iniziale, 65 persone riescono a sfruttare la confusione per fuggire ed allertare così le autorità. Gli ostaggi sono 1200.
Dopo aver radunato gli ostaggi in palestra, il commando uccide da 15 a 22 degli adulti maschi. Il commando obbliga inoltre alcuni degli ostaggi a gettare alcuni corpi dalla finestra in segno di dimostrazione verso la polizia, e sceglie alcuni bambini per ripulire il sangue dal pavimento. Cominciano le trattative con polizia e autorità russe.

Secondo giorno
1Il pomeriggio del 2, il commando acconsente a rilasciare 26 persone (11 donne e relativi figli) a seguito delle trattative avute con il presidente della Repubblica di Inguscezia; il caldo è insopportabile e la condizione degli ostaggi drammatica. Ci sono anche abusi sessuali.
Attorno alle 15:30 due granate esplodono circa 10 minuti dopo che gli ostaggi liberati sono stati presi in consegna dalle autorità, facendo incendiare una macchina della polizia. Le forze speciali russe non rispondono al fuoco.
Con il passare del giorno e della notte, l’insieme dello stress e della mancanza di sonno, contribuiscono a rendere i terroristi imprevedibili e isterici; perfino il pianto dei bambini li irrita e in diverse occasioni quest’ultimi e le loro madri sono minacciati di morte.

Terzo giorno
Attorno alle 13:04 del 3 settembre, i terroristi decidono di permettere a quattro medici l’ingresso nell’istituto scolastico per rimuovere i corpi dei deceduti. Non appena i medici si avvicinano alla scuola però, i terroristi aprono il fuoco. Due dei medici rimangono uccisi. Parte del muro della palestra viene demolito dall’esplosione, permettendo così ad un gruppo di 30 ostaggi di fuggire, un buon numero dei quali perde la vita a causa dello scambio di fuoco fra gli agenti russi e i sequestratori.
Dopo circa due ore l’edificio è sotto il controllo delle forze speciali, gli scontri continuano all’esterno. Alcuni sequestratori, infatti, sono riusciti a scappare sfruttando la confusione dell’assalto e cambiandosi i vestiti con ostaggi o soccorritori. Due donne, vestite di nero ed imbottite di esplosivi, hanno cercato di inseguire alcuni bambini in fuga per farsi saltare in aria con loro, fortunatamente senza riuscirci. Almeno due sequestratori rimasti feriti sono linciati dai genitori dei bambini. Il bilancio non è certo, soprattutto dei feriti.

Critiche alla conduzione dell’assalto delle forze speciali russe
Inizialmente, l’identità e l’origine dei sequestratori non fu chiara. Fu ampiamente supposto dal secondo giorno che fossero separatisti provenienti dalla vicina Cecenia. Fonti russe affermarono che i sequestratori erano parte di un gruppo internazionale che includeva un numero di arabi con connessioni ad Al Qaeda. I negoziatori russi riportarono che i sequestratori non fornirono mai durante le trattative delle richieste ben precise, anche se gli inquirenti trovarono un foglio scritto a mano da uno degli ostaggi in cui venivano spiegate nei dettagli le loro richieste fra le quali quella di riconoscere l’indipendenza della Cecenia.
beslan woman in gymIl leader nazionalista ceceno Aslan Maskhadov condannò l’assedio e negò categoricamente il coinvolgimento del suo gruppo in quello che lui definì un atto terroristico islamismo. Il sequestratore catturato fu condannato all’ergastolo. Nessuna richiesta di ricorso fu avanzata dalla difesa o dall’accusa. La gestione della crisi da parte dell’amministrazione Putin fu criticata da un vasto numero di opinionisti e osservatori internazionali, fra i quali il Comitato delle madri di Beslan, e la Voce di Beslan. I89 parenti delle vittime presentarono una denuncia comune contro la Russia alla Corte Europea dei diritti umani. I richiedenti sostenevano che i loro diritti fossero stati violati sia durante il sequestro delle persone, che durante il processo che seguì.

 

Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Leave a comment

Ancora nessun trackback.