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Accadde oggi: la resa di Geronimo

4 settembre

1886 – A Skeleton Canyon, in Arizona, il capo Apache Geronimo, dopo quasi 30 anni di lotte, si arrende assieme al suo ultimo gruppo di guerrieri al Generale Nelson Miles. Le forze di Geronimo furono l’ultimo gruppo di nativi che non riconoscevano il governo degli Stati Uniti nel West. (In fondo potrai vedere un filmato sugli Indiani d’America accompagnato dalla canzone “Indian Sunset” di Elton John)
Geronimo (in chiricahua Goyaałé “colui che sbadiglia“) nacque in quello che oggi è lo stato del Nuovo Messico e secondo le mappe era allora parte del Messico, ma che la sua famiglia considerava terra degli Apache Bedonkohe. Geronimo era invece un Apache Chiricahua. Crebbe divenendo un rispettato sciamano e un esperto guerriero, che combatté frequentemente contro le truppe messicane. I suoi avversari messicani gli diedero il soprannome di “Geronimo“, la versione in lingua spagnola del nome “Girolamo“.
Geronimo combatté contro un sempre maggior numero di truppe messicane e statunitensi e divenne famoso per il suo coraggio e per essere sfuggito numerose volte alla cattura.
Nel 1874 circa 4000 Apaches furono obbligati dalle autorità statunitensi a stabilirsi nella riserva di San Carlos, un luogo semidesertico nell’Arizona del centro-est. Questo forzato trasferimento venne chiamato “cammino delle lacrime” perché durante il tragitto, di oltre duecento chilometri a piedi, morirono di stenti vecchi, donne e bambini. Gli indiani furono confinati nelle Riserve di San Carlos, White Mountain, Fort Apache.
In questa riserva gli Apaches furono costretti ad americanizzarsi, dimenticando la guerra e la caccia, vivendo di agricoltura. Cominciò anche l’oppressione di questo popolo anche per quanto riguardava l’osservanza delle loro leggi, tradizioni e religioni.
Geronimo ed i suoi non riuscirono a sopportare a lungo questo tipo di vita e nel maggio del 1885 fuggirono dalla riserva e si rifugiarono in Messico, dove ricominciarono i saccheggi e la loro lotta all’uomo bianco. La sua banda arrivava appena a 50 uomini, ma aveva tanto coraggio da affrontare migliaia di militari.
geronimo3Washington ordinò allora al comandante Miles di sferrare il colpo decisivo non appena se ne fosse presentata l’occasione, che arrivò nel 1886, quando un guerriero indiano offrì agli Americani di condurli nel rifugio dei saccheggiatori. Una compagnia del 6° Cavalleria, guidata da duecento scouts indiani, penetrò nella Sierra Madre e gli Apaches subirono i primi duri attacchi. Dopo un mese Geronimo si arrese, sconfitto.
Dopo la resa Geronimo viene condotto in prigione a Fort Pickens (Florida). Nel 1894 venne trasferito a Fort Sill (Oklahoma), dove morirà di polmonite nel febbraio del 1909.
In età avanzata Geronimo divenne una specie di celebrità, di trofeo da esibire nelle feste comparendo alle fiere e vendendo sue fotografie. Non gli fu permesso di fare ritorno alla sua terra natia. Simbolo e metafora dell’autonomia, del coraggio e della fierezza dei nativi americani, la sua prigionia e le sue esibizioni sono la struggente immagine della fine di interi popoli che si sono dovuti arrendere ad un modello di colonizzazione e industrializzazione incompatibile con le loro civiltà.
Geronimo cavalcò durante la parata inaugurale del Presidente Theodore Roosevelt, nel 1905, secondo il rito antichissimo di “esibire il vinto” nel corteo del vincitore. Ricordiamo che T. Roosvelt aveva un’idea del progresso come lotta anche individuale, e portava sempre con sé una pistola carica.

Indian Sunset è un brano composto ed interpretato da Elton John; il testo è di Bernie Taupin.
Il testo di Taupin affronta il tema della lunga lotta tra gli Indiani d’America e gli statunitensi; in particolare, parla della completa distruzione degli Iroquois. Cane Giallo, membro di una delle loro tribù, tenta di ribellarsi alla cavalleria americana addentrandosi nell’entroterra e cercando rinforzi. Quando riceve la notizia della morte di Geronimo, ucciso dagli statunitensi (in realtà il capo indiano morì di polmonite), perde ogni speranza e arriva a sperare che una pallottola gli dia finalmente pace.
Il brano si può suddividere in quattro parti: nella prima, il testo introduce il mondo indiano; Elton canta a cappella. Quando riceve la notizia della morte di Geronimo, ucciso dagli statunitensi (in realtà il capo indiano morì di polmonite), perde ogni speranza e arriva a sperare che una pallottola gli dia finalmente pace. Nella seconda parte, Cane Giallo si lascia andare a diverse considerazioni sul suo passato e sulla sua posizione. Si arriva alla terza parte: Cane Giallo si dirige nell’entroterra per cercare rinforzi; quarta parte, dolore e morte: epopea corale.

Testo di Indian Sunset in italiano e in lingua originale

 

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