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9set/19Off

Accadde oggi: si costituisce il CLN

9 settembre

1943 – Il giorno dopo l’abbandono della Capitale da parte dei vertici militari, del Capo del Governo Pietro Badoglio e del Re Vittorio Emanuele III, a Roma viene costituito il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), un’associazione di partiti e movimenti oppositori al fascismo e all’occupazione tedesca.
Alle ore 14,30 viene approvata la seguente mozione:
Nel momento in cui il nazismo tenta di restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale, per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni”.
(In fondo il primo cinegiornale dell’Istituto Luce, dopo la Liberazione, che tratta di una manifestazione a Roma del CLN e dell’insediamento del primo ministero)
Era una formazione interpartitica formata da movimenti di diversa estrazione culturale e ideologica, composta da rappresentanti di comunisti (PCI), democristiani (DC), azionisti (PdA), liberali (PLI), socialisti (PSIUP) e demolaburisti (PDL).
Alla seduta di fondazione parteciparono: Ivanoe Bonomi (PDL, Presidente), Scoccimarro e Amendola (PCI), De Gasperi (DC), La Malfa e Fenoaltea (PdA), Nenni e Romita (PSI), Ruini (DL), Casati (PLI). Il mese successivo si erano già costituiti i Comitati Regionali.
Il Partito Repubblicano Italiano rimase fuori dal CLN, pur partecipando alla Resistenza, per la sua posizione istituzionale che comportava una pregiudiziale antimonarchica-istituzionale. Rimasero fuori anche alcuni gruppi di sinistra che non accettavano il compromesso dell’unità nazionale su cui si basava il CLN che prevedeva la “precedenza” alla lotta contro il nemico esterno, spostando a dopo la vittoria, il problema dell’assetto Istituzionale dello Stato. Il CNL rappresentava lo sforzo di tutti i partiti che vi aderivano, a lottare contro il comune nemico rappresentato dall’occupazione tedesca dell’Italia e dalla restante azione del Fascismo alleato dei nazisti.
052b_CLN_25_aprile_45Due ordini di problemi si presenteranno infatti al primo governo costituitosi dopo la liberazione e presieduto da Ferruccio Parri: la forma istituzionale del nuovo Stato (monarchia o repubblica) e il modello economico sociale, oltre la collocazione internazionale del paese.
Il 16 ottobre 1943 viene votata la mozione che si può riassumere in tre punti base:

  1. assumere tutti i poteri costituzionali dello Stato evitando ogni atteggiamento che possa compromettere la concordia della nazione e pregiudicare la futura decisione popolare;
  2. condurre la guerra di liberazione affianco agli alleati anglo americani
  3. convocare il popolo al cessare delle ostilità per decidere sulla forma istituzionale dello Stato.

Ogni partito rappresentato nel CLN ebbe le sue formazioni militari partigiane, che in genere erano coordinate dal rispettivo rappresentante nel CLN (così come vi furono formazioni Repubblicane ed anche di altri gruppi di sinistra). I Comitati Regionali e Provinciali ebbero un compito prevalentemente politico e di coordinamento, con influenza, ma non comando diretto, sulle formazioni militari partigiane che rispondevano in genere direttamente al loro partito. In vari casi le formazioni militari disattesero accordi e ordini del CLN.

Non aderirono al CLN formazioni politico militari antifasciste di rilevante importanza come Bandiera Rossa Roma e formazioni anarchiche di pesante valenza militare come le Brigate Bruzzi-Malatesta di Milano, pur agendo di concerto con le Brigate Matteotti, nonché diverse formazioni anarchiche che agivano nella Lunigiana e sui monti di Carrara come il Battaglione Lucetti. I Comitati provinciali ebbero un compito prevalentemente politico e di coordinamento, con influenza ma non comando diretto sulle formazioni militari partigiane, che rispondevano in genere direttamente al loro partito. In vari casi le formazioni militar disattesero accordi e ordini del CLN.

Composizione politica delle brigate partigiane

Brigate d’Assalto Garibaldi (Partito Comunista Italiano): 575
Brigate autonome (guidate da militari, particolarmente attive in Piemonte): 255
Brigate Giustizia e Libertà (Partito d’Azione): 198
Brigate Matteotti (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria): 70
Brigate Mazzini (Partito Repubblicano Italiano)
Brigate del popolo (Partito Popolare – Democrazia Cristiana): 54

Prima delle elezioni del 1946 i CLN vennero spogliati di ogni funzione e quindi sciolti nel 1947

 

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