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24set/18Off

Accadde oggi: il nero James Meredith entra nell’universita’ dei bianchi

24 settembre

1962 – La Corte Suprema impone all’Università dello Stato del Mississippi (Ole Miss nella cittadina di Oxford) di accogliere come studente James Meredith, al quale fino ad allora era stato inibito l’accesso in quanto studente di colore in una Università riservata ai bianchi.
Meredith entrerà nell’Università il 29 settembre, scortato dall’esercito inviato dal Ministro della Giustizia Robert Kennedy, dopo una battaglia con morti e feriti. (In fondo potrai vedere un breve filmato d’epoca sull’arrivo di James Meredith a Ole Miss e ascoltare la canzone di Bob Dylan “Oxford Town” cantata da Richie Havens)
James Meredith aveva 28, anni era figlio di operai poveri ed era nato in un paesino sperduto nel Sud del Sud del Mississipi. Siccome qualche anno prima la Corte Suprema aveva emesso una sentenza che dichiarava illegittima la segregazione razziale nella scuola media (sentenza Brown vs Alabama), James aveva deciso che quella sentenza aveva valore di principio e che dunque Ole Miss non poteva rifiutare i neri. Meredith era stato anche incoraggiato dal discorso che qualche mese prima, in gennaio durante il suo insediamento, era stato pronunciato dal nuovo presidente degli Stati Uniti, John Kennedy. Si era convinto che in America il clima stava cambiando, che era il momento giusto per osare. Il 18 giugno del 1961 presentò domanda di ammissione all’Università. La domanda gli fu immediatamente respinta. James ricorse alla Corte federale. Vinse. Il rettore dell’Università si oppose alla sentenza e disse: «Tu qui non entri». Il governatore dello Stato, tal Ross Barnett, si schierò col rettore. Il personaggio politico più influente del Mississippi, George Wallace, democratico convinto, futuro governatore e futuro candidato alla presidenza degli Stati Uniti (1964 e 1968) scese in campo a favore di Barnett. James allora ricorse alla Corte Suprema federale. Trascorse un anno. Quel 24 settembre la Corte Suprema gli diede ragione. Allora James si presentò all’Università, ma la trovò sbarrata. Dagli studenti bianchi, dalla polizia di Stato, dal governatore Barnett e da George Wallace. Il governatore Barnett dichiarò ai giornali, rivolgendosi alla popolazione bianca e incitandola a sollevarsi contro la corte suprema: «Non è mai successo, nella storia, che la razza caucasica sia sopravvissuta a un processo di integrazione sociale…».
etick_06_g_riotsquad02_850Meredith allora scrisse al ministro della Giustizia, che era Bob Kennedy, fratello del presidente. Tre giorni dopo aver ricevuto la lettera, Kennedy decise di mandare a Oxford la Guardia Nazionale, scortata dai carrarmati. Il 30 settembre del 1962 James Meredith si ripresentò all’ingresso dell’Università, scortato da due ufficiali mandati da Washington. Pretese di nuovo di entrare. Ai cancelli trovò uno sbarramento di migliaia di bianchi urlanti. C’era anche Ross Barret, e c’era Wallace col suo winchester tra le mani. C’era la polizia di Stato armata. Dissero a James: «Vattene». Uno dei due ufficiali che scortava Meredith allora ordinò ai carrarmati di muoversi. Lo scontro fu durissimo. La guerriglia durò tutta la giornata. Ci furono due morti, un poliziotto di Barret e un giornalista francese. E circa 200 feriti. Alla fine, come è logico e giusto, vinsero i federali. Barret firmò la resa. Meredith entrò nell’Università e ne uscì quattro anni dopo, laureato.

oxfordNel 1966, durante la famosa “Marcia Contro la Paura“, organizzata dal Movimento per i Diritti Civili da Memphis, Tennessee, fino a Jackson, Mississippi, Meredith fu ferito da un cecchino del Ku Klux Klan. La foto che lo ritrae a terra, ferito, è una delle più famose su quella sanguinosa stagione di lotte per i diritti degli afroamericani, tanto che valse al fotografo che la scattò, Aubrey James Norvell, il premio Pulitzer nel 1967.

Lo scontro tra James Meredith e l’Università di Ole Miss fu trattato da Bob Dylan nella sua canzone “Oxford Town” che puoi ascoltare qui sotto.

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