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30set/19Off

Evento del giorno: il massacro di ebrei a Babi Yar

30 settembre copia

Il massacro di Babi Yar  (russo Бабий яр, Ucraino Бабин яр, Babyn Yar).
Nei giorni precedenti i  partigiani e i servizi sovietici dell’NKVD (agenzia di polizia segreta dell’Unione Sovietica) avevano minato una serie di edifici nel centro della città e li fecero esplodere il 24,  provocando centinaia di vittime fra le truppe tedesche e lasciando oltre 50.000 civili senza tetto.
Il 28 settembre vennero affissi per la città manifesti recanti la dicitura seguente: “Tutti gli ebrei che vivono a Kiev e nei dintorni sono convocati alle ore 8 di lunedì 29 settembre 1941, all’angolo fra le vie Melnikovsky e Dokhturov (vicino al cimitero). Dovranno portare i propri documenti, danaro, valori, vestiti pesanti, biancheria ecc. Tutti gli ebrei non ottemperanti a queste istruzioni e quelli trovati altrove saranno fucilati. Qualsiasi civile che entri negli appartamenti sgomberati per rubare sarà fucilato.” Gli ebrei di Kiev si radunarono presso il cimitero, aspettando di essere caricati sui treni. La folla era tale che molti degli uomini, donne e bambini non capivano cosa stesse accadendo e quando udirono il rumore delle mitragliatrici, era troppo tardi per fuggire.
(Guarda in fondo il breve filmato in spagnolo sul massacro e ascolta la poesia di Evtushenko intitolata a Baby Yar)

babi yar 1Vennero condotti in gruppi di dieci attraverso un corridoio di soldati, come descritto da A. Kuznetsov, un testimone oculare, « Non c’era modo di schivare o sfuggire ai colpi brutali e cruenti che cadevano sulle loro teste, schiene e spalle da destra e sinistra. I soldati continuavano a gridare: “Schnell, schnell!” (In fretta! in fretta!) ridendo allegramente, come se stessero guardando un numero da circo; trovavano anche modi di colpire ancora più forte nei punti più vulnerabili: le costole, lo stomaco e l’inguine. » Gli ebrei furono obbligati a spogliarsi, picchiati se resistevano, infine uccisi con armi da fuoco sull’orlo del fossato. Secondo lo Einsatzbefehl der Einsatzgruppe Nr. 101, almeno  33.771 ebrei da Kiev e dintorni vennero trucidati a Babi Yar fra il 29 e il 30 settembre 1941: abbattuti sistematicamente con le mitragliatrici. Almeno 60.000 persone, inclusi rom e prigionieri di guerra russi vennero uccisi in seguito in questo stesso luogo. Quelli troppo malati o troppo lenti furono fucilati sul posto. Un militare della Schutzpolizei testimoniò « Ogni prigioniero fu ammanettato su entrambe le gambe con una catena lunga 2-4 metri… le pile di cadaveri non venivano bruciate a intervalli regolari, ma non appena una o due pile erano pronte, erano coperte con legno e inzuppate con petrolio e benzina e quindi incendiate »

Esecutore del massacro fu lo Einsatzgruppe C, supportato da membri del battaglione Waffen-SS e da unità della polizia ausiliaria ucraina. La partecipazione di collaborazionisti a questi eventi, oggi documentata e provata, è tema di un pubblico e doloroso dibattito in Ucraina.  All’avvicinarsi dell’Armata Rossa, nell’agosto del 1943 i nazisti cercarono di occultare le prove del massacro. I reparti della Sonderaktion 1005 al comando di Paul Blobel impiegarono 327 prigionieri per esumare e bruciare i corpi. I prigionieri portarono a termine il compito in sei settimane.

BabiYarRequiem_955Per ragioni politiche (la partecipazione di elementi ucraini all’eccidio) un monumento ufficiale sul posto  non fu costruito fino al 1976 e comunque non vi venivano menzionati gli ebrei. Sono occorsi altri 15 anni perché venisse eretto un nuovo monumento rappresentante la menorah (il  candelabro a sette braccia).

Il massacro degli ebrei a Babi Yar ispirò al poeta russo Evgenij Evtušenko un poema pubblicato nel 1961 e messo in musica l’anno seguente da Dmitrij Šostakovič nella sua Sinfonia N. 13.

 

 

 

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