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Accadde oggi: muore Orson Welles

10 ottobre

1985 – Muore a Hollywood, all’età di 70 anni, Orson Welles, genio del cinema, del teatro e della radio; gigante della cultura, padre incontestabile della modernità nel grande schermo, talento poliedrico ed eccentrico.
Welles è regista non solo di film, ma anche di spettacoli teatrali, trasmissioni radio, performance di danza nonché di un numero di magia alla Corte d’Inghilterra e poi scrittore di romanzi, commedie e centinaia di articoli e saggi, … e per finire attore straordinario per lavori suoi e altrui. Insomma un colosso della storia dello spettacolo che forse per questo ha avuto una carriera maledettamente tribolata. (In fondo potrai vedere 2 filmati. Il primo con Orson Welles come attore nel film “La ricotta” di Pasolini, in cui esprime un giudizio sull’uomo medio quanto mai attuale anche oggi. Il secondo con sequenze dal “Don Chisciotte” accompagnate dall’omonima canzone di Francesco Guccini)
Trionfa prima in teatro e poi alla radio; il 30 ottobre 1938 a ventitre anni, annunciò alla radio americana l’invasione dei marziani, scatenando provocatoriamente la psicosi collettiva. Già famoso in tutto il paese, a soli ventiquattro anni la Rko lo invita ad Hollywood con un contratto senza precedenti: carta bianca a tutti i livelli per la lavorazione della sua opera prima; un film l’anno come sceneggiatore, regista, attore; il venticinque per cento degli incassi lordi e centocinquantamila dollari anticipati per ciascun film. Per Welles è un record, ancora prima di aver girato il suo lungometraggio d’esordio, con un contratto unico nella storia del cinema, ha contemporaneamente gli incarichi di regista, sceneggiatore, attore e produttore.
857-citizen-kaneIl cineasta ripagò al massimo la fiducia accordatagli con “Quarto potere“, il suo primo lavoro; il film narra la vita del magnate della stampa Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), incapace di amare se non “solo alle sue condizioni”, con la conseguenza che egli fa il vuoto attorno a sé e rimane solo all’interno della sua gigantesca residenza (Xanadu, nella versione italiana Candalù), dove muore abbandonato da tutti.
Traboccante di ardite innovazioni tecniche ed estetiche, la pellicola è un capolavoro inaspettato; fondamentale nella storia del cinema, eletto più volte il più bel film del mondo, universalmente riconosciuto come l’opera più importante di tutti i tempi, quella che meglio delle altre ha imposto un cambiamento radicale nel modo di fare cinema. Per Francois Truffaut: “il film dei film e Welles miglior attore protagonista della storia del cinema“.
l-orgoglio-degli-amberson-14875La vera novità è il flash back, che frantuma l’allora tradizionale e statico dialogo, ma anche uno stupefacente uso del grandangolo; inoltre per la prima volta alcune sequenze furono cadenzate perfettamente con la musica; e ancora soluzioni narrative e stilistiche straordinarie e una fotografia rivoluzionaria, naturalmente il tutto diretto, sceneggiato, interpretato e prodotto da Orson Welles.
Ma inspiegabilmente, o forse per “paura” di questo suo talento incontrollabile, il Re dei Re del cinema non avrà più vita facile presso le majors. Il secondo straordinario lungometraggio “L’orgoglio degli Amberson” è stato disconosciuto dall’autore stesso perché la produzione tagliò quarantatrè minuti di pellicola montandone una nuova versione senza la supervisione del regista che, con risentimento, abbandonò Hollywood per andare in Europa.
the-lady-from-shanghaiNe “La signora di Shanghai” del 1947, ricordiamo la memorabile parte di Rita Hayworth, allora moglie del regista, come femme fatale falsa e amorale. L’uscita del film, oggi considerato un “classico”, venne bloccata dal produttore, inorridito dalla possibile reazione del pubblico di fronte alla drastica trasformazione dell’immagine della Hayworth, allora sulla cresta dell’onda.
Per “Macbeth” Welles, ha praticamente introdotto la tecnica della regia televisiva: realizzare con poco il difficile lavoro di Shakespeare fu per lui una scommessa; filmò pressoché di seguito, preparando minuziosamente tutto attraverso lunghe prove. Stravolto anch’esso dalla produzione, solo nel 1980 sono state ripristinate colonna sonora e montaggio originali.
othelloBELOtello“, Palma d’Oro al Festival di Cannes come miglior film, è opera modernissima per l’epoca, con un montaggio straordinario formato da millecinquecento inquadrature diverse e con tagli e angoli di ripresa che cambiano continuamente; le solite difficoltà produttive hanno costretto Welles a tre anni di riprese, tra produttori falliti e negativi sequestrati e a cambiare quattro attrici per interpretare Desdemona; restaurato dalla Fox nel 1990.
Nel ’58 “L’infernale Quinlan” (titolo originale “Touch of Evil“) è il film del ritorno ad Hollywood; ancora e sempre un’opera monumentale nonostante le “manomissioni” finali della produzione denunciate dallo stesso autore.
quinlanPiù di venti anni invece, è durata la lavorazione per “Don Chisciotte“, un folle progetto lasciato volutamente incompiuto, girato e fotografato dal solo regista un pò in tutto il mondo.

Queste le parole con cui Jean-Luc Godard si esprime su Welles:”Eppure, maledetti noi se dimentichiamo per un attimo che è il solo con Griffith – chi il muto, chi il parlato – ad aver messo in moto questo meraviglioso trenino elettrico al quale Lumière non credeva. Tutti, sempre, gli dovremo tutto“.

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