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24ott/19Off

Accadde oggi: finisce la Guerra dei Trent’Anni

24 ottobre

1648 – A Münster viene siglata la Pace di Westfalia, che pone fine alla Guerra dei Trent’anni, il più lungo e sanguinoso conflitto politico-religioso dell’Europa moderna.
La guerra era iniziata nel 1618 dal contrasto tra Cattolici e Protestanti; nei trent’anni, la guerra cambiò gradualmente natura e oggetto: iniziata come conflitto religioso si concluse in lotta politica per l’egemonia tra la Francia e gli Asburgo. (In fondo potrai vedere Meryl Streep interpretare Madre Coraggio nel dramma di Bertolt Brecht sulla Guerra dei Trent’anni)
La pace fu firmata in due località separate a causa dei dissidi tra i cattolici e i protestanti, che rifiutarono di sedere alla stessa conferenza; vennero quindi scelte due località, Münster per i cattolici, e Osnabrück per i protestanti. I due testi, praticamente identici, riguardarono soprattutto il Sacro Romano Impero, fondamentalmente la Germania, che uscirà frammentata dal conflitto e avrà un’unità politico-territoriale solo nella seconda metà dell’800. La carta territoriale e politica dell’Europa moderna uscì da questo trattato di pace. Furono sconfitte le ambizioni asburgiche, imperiali, decretando la” libertà” degli Stati. Con il trattato di Westfalia si inaugurò un nuovo ordine internazionale, un sistema in cui gli Stati si riconoscono tra loro proprio e solo in quanto Stati, al di là della fede dei vari sovrani. Assume dunque importanza il concetto di sovranità dello stato e nasce quindi una comunità internazionale più vicina a come la si intende oggi. La pace di Westfalia determinò la fine di un lungo periodo di guerre di religione: i successivi conflitti armati in Europa furono intrapresi per motivi di ordine esclusivamente politico.
callot plate 4All’origine della guerra c’era la difficoltà e la non volontà dei Principi sia cattolici che protestanti di rispettare la tregua religiosa della pace di Augusta che sanciva il principio del ”cuius regio eius religio” ( ciascuno ha la religione del suo re ).
La scintilla scatenante del conflitto si ebbe nel 1618, quando l’imperatore del Sacro Romano Impero nominò re di Boemia, prevalentemente protestante, il cattolico e gesuita Ferdinando II. Questi vietò la costruzione di alcune chiese protestanti, provocando una violenta ribellione, che culminò con la “defenestrazione di Praga” (due luogotenenti dell’imperatore furono scaraventati giù dalle finestre del palazzo reale; i due tuttavia ne uscirono illesi in quanto atterrarono sui detriti del fossato del castello).
Da tale episodio ebbe origine la guerra che si divise in quattro periodi, secondo i Sovrani e le aree coinvolte: Boemo-palatino (1618–1625), Danese (1625–1629), Svedese (1630–1635), Francese (1635–1648) che chiude il conflitto e ne cambia la natura.
CALLOT-plate 7La guerra dei trent’anni fu probabilmente il più grave evento che coinvolse l’Europa centrale prima delle Guerre Mondiali, ed ebbe conseguenze molto rilevanti sia da un punto di vista sociale e demografico, sia da un punto di vista più strettamente politico e culturale. La quantificazione dei danni riportati dalla popolazione tedesca durante il conflitto è stata per anni argomento di dispute fra gli storici. Si ritiene ora probabile che, considerando l’intera Germania, il calo demografico si sia attestato tra il 15 ed il 20 per cento della popolazione, che nell’Impero passò dai circa 20 milioni del 1618 ad un totale di circa 16-17 milioni nel 1650.
La causa principale del calo demografico non è solo legata agli eventi bellici, che contribuirono in maniera relativamente bassa, ma alla mancanza di vettovaglie e al ripetuto diffondersi di epidemie. Il passaggio delle truppe, in gran parte eserciti di mercenari che traevano sostentamento dal saccheggio sistematico dei luoghi che attraversavano, generava una carenza di viveri.
callot plate 11La fame porta la peste” per i flussi di profughi e per il concentramento degli sfollati nelle città. La peste si affacciò a più riprese in Germania, al passaggio degli eserciti dal 1623 fino al ’31. Questo ricorrere di epidemie e calo demografico, che trova riscontro in vari documenti dell’epoca, sembra comunque fosse già, almeno in parte, cominciato prima della guerra, che però accelerò un processo già in corso. Dal punto di vista economico la guerra assistette ad una generale contrazione economica in tutto l’Impero. A questo contribuirono i saccheggi, i furti e le distruzioni indiscriminate, ma anche gli altissimi costi per il mantenimento degli eserciti mercenari; molte città e stati tedeschi si indebitarono, per sostenere lo sforzo bellico, e dopo la guerra il recupero fu ostacolato dal fatto che l’Impero fu coinvolto in una serie di nuove guerre con la Francia e l’Impero Ottomano che, pur non coinvolgendo direttamente la Germania, richiesero nuovi sforzi economici.
Il Trattato di Westfalia stabiliva i seguenti principi:

  • la conferma della Pace di Augusta del 1555;
  • la tolleranza anche per i calvinisti, che si erano molto diffusi;
  • i sovrani dovevano rispettare le minoranze religiose;
  • i beni ecclesiastici in possesso dei protestanti fino al 1624, non dovevano essere restituiti alla Chiesa cattolica;
  • il divieto di persecuzione religiosa in Germania e appunto, la riaffermazione della pace di Augusta;
  • se un principe si fosse convertito ad altra religione, non avrebbe più avuto alcun diritto sulle proprie terre, misura atta a controllare la diffusione della Riforma.

CALLOT plate 8Denuncia del trattato da parte del Papa Innocenzo X
dato a Roma in Santa Maria Maggiore con il sigillo del Pescatore il 20 novembre dell’anno 1649

« Mossi dallo zelo per la famiglia di Dio che continuamente riempie il nostro cuore, ci siamo dedicati con cura particolare al mantenimento dell’integrità della fede ortodossa e della dignità ed autorità della Chiesa cattolica, affinché i diritti della medesima, di cui siamo stati eletti difensori da Nostro Signore, non soffrano alcun danno da parte di coloro che ricercano il proprio vantaggio piuttosto che la gloria di Dio, ed affinché non si sia accusati di negligenza nel compito di governo, che ci è stato affidato, quando dovremo rispondere della nostra condotta al Giudice Supremo.
Così non è stato senza vivo dolore che abbiamo appreso come da vari articoli, tanto della pace concordata separatamente a Osnabrück il 6 di agosto dell’anno 1648 tra il nostro carissimo figlio in Cristo, Ferdinando Re dei Romani, imperatore eletto, ed i suoi alleati e seguaci da una parte e gli svedesi ed i loro alleati e seguaci dall’altra, quanto della pace conclusa a Münster in Westfalia il 24 ottobre dello stesso anno 1648 tra il detto Ferdinando, Re dei Romani, Imperatore eletto, ed i suoi alleati e seguaci da una parte ed il nostro carissimo figlio in Gesù Cristo, Luigi cristianissimo re di Francia, pure con i suoi alleati e seguaci dall’altra, sia stato recato gravissimo pregiudizio alla religione cattolica, alla devozione divina, alla Sede Apostolica e romana ed alle chiese minori ed agli ordini ecclesiastici, come pure alla loro giurisdizione, potere, immunità, franchigia, libertà, esenzioni, privilegi, affari, possedimenti e diritti.
Poiché per vari articoli, sia di ambedue, sia di uno solo di questi trattati di pace, sono stati abbandonati in perpetuo agli eretici ed ai loro successori tra le altre cose i possedimenti ecclesiastici, da essi in altro tempo occupati e agli eretici, seguaci della cosiddetta confessione di Augusta, viene concessa la libera pratica della loro eresia in vari luoghi, a loro vengono assegnati luoghi, su cui costruire templi a tal proposito; sono stati ammessi con i cattolici agli uffizi, cariche pubbliche e ad arcivescovati, vescovati ed altri benefizi e dignità ecclesiastici [
....]; sono state soppresse nei possedimenti ecclesiastici della suddetta confessione di Augusta le annate, gli iura palatii, le confermazioni, i primi redditi papali e tutti i simili privilegi e riserve; la conferma delle elezioni o candidature dei cosiddetti arcivescovi, vescovi o prelati della medesima confessione è stata trasferita al potere secolare; innumeri arcivescovati, vescovati, monasteri, parrocchie, balivati, commende, canoniche ed altri benefìzi ecclesiastici e possedimenti della Chiesa sono stati concessi a principi eretici e ai loro successori in feudo perpetuo, col titolo di una dignità secolare e la soppressione della loro designazione ecclesiastica; è stato decretato che contro questa pace o alcuno dei suoi articoli non debba essere citata, applicata o riconosciuta alcuna delle leggi canoniche o civili, generali o particolari, dei decreti conciliari, regole di ordini religiosi, giuramenti, o concordati con i pontefici romani, od alcuno degli altri ecclesiastici o politici statuti, decreti, dispense, assoluzioni od altre obiezioni; il numero di sette elettori dell’Impero, precedentemente ratificato dall’apostolica autorità, è stato accresciuto senza il nostro consenso e quello della suddetta Sede, e l’ottavo elettorato è stato creato a favore di Carlo Luigi, conte palatino del regno, eretico; e sono state decretate molte altre cose spiacevoli da riferire, assai pregiudizievoli e dannose alla religione ortodossa ed alla suddetta Sede di Roma, alle chiese minori e ad altri menzionati sopra. [....]
Nondimeno,
[....] stabiliamo e dichiariamo col presente documento che i suddetti articoli di questi trattati, singolarmente e complessivamente, ed ogni altra cosa contenuta in detti trattati, che sia offensiva o rechi il più piccolo pregiudizio, o che potrebbe dirsi, capirsi, immaginarsi o considerarsi in qualche modo dannosa o molesta, alla religione cattolica, alla devozione divina, alla salvezza delle anime, alla detta Sede Apostolica romana, a chiese minori, ordini e domini ecclesiastici ed alle loro persone, membri ed affari, possedimenti, giurisdizione, autorità, immunità, libertà, privilegi, prerogative e diritti di ogni genere, con tutto quanto è derivato o potrà derivare da essi, sono e saranno legalmente ed in perpetuo nulli, di nessun valore, non validi, perversi, ingiusti, condannati, riprovati, vani e senza alcuna forza od effetto e che nessuno è tenuto ad osservarli, singolarmente o complessivamente, anche nel caso fossero rafforzati da giuramenti, e che nessuno ha potuto o potrà acquistare o reclamare per se stesso in nessun momento sulla loro base alcun diritto o carica o titolo valido o diritto prescrittivo, anche se il possesso durasse per lungo ed immemorabile tempo senza alcuna interruzione, né le sue richieste hanno alcun fondamento nella legge, così che esse dovranno essere per sempre considerate, come se non esistessero o non fossero mai state formulate ed approvate. Inoltre, per maggiore precauzione, finché sarà necessario, noi, per la suddetta volontà, conoscenza, deliberazione e pienezza di potere, condanniamo, riproviamo, estinguiamo, annulliamo e priviamo di ogni forza ed effetto i detti articoli e tutto quanto di pregiudizievole è stato sopra stabilito, e protestiamo contro essi e dichiariamo la loro nullità agli occhi di Dio. E per quanto è necessario, ripristiniamo, ristabiliamo e reintegriamo completamente tutto quanto concerne tali materie, la Sede Apostolica romana, le chiese minori, e tutti i luoghi sacri ed il clero nel loro primitivo ed integro stato, nella stessa posizione in cui si trovavano prima di detto decreto e di qualsiasi altro accordo, trattato o convenzione, precedentemente concordato o richiesto in alcun modo o luogo, riguardante le materie summenzionate.[....]»

Le riproduzioni su questa pagina sono famose incisioni di Jacques Callot della serie “Le miserie della guerra”, realisticamente tratte dalle tragedie quotidiane della Guerra dei Trent’anni di cui Callot era coevo.

Ai disastri della Guerra dei Trent’anni e di tutte le guerre, si ispira il dramma teatrale” Madre Coraggio e i suoi figli” (sottotitolo Cronache della Guerra dei Trent’anni), 1939 di Bertolt Brecht.
Di questo dramma potete vedere qui sotto due sequenze di una recente rappresentazione con Meryl Streep nella parte di Madre Coraggio.

 

 

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