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11nov/19Off

Accadde oggi: impiccati gli anarchici noti come “Martiri di Chicago”

11 novembre

1887 – Vengono impiccati gli anarchici, passati alla storia come “Martiri di Chicago“. Avevano partecipato ad una manifestazione per rivendicare le otto ore di lavoro, e furono accusati, senza prove, di aver fatto scoppiare una bomba. Sono ricordati come vittime della repressione contro anarchici e sindacalisti. La manifestazione, che si era svolta in Haymarket Square a Chicago, è all’origine della giornata del 1° maggio, festa dei lavoratori.
(In fondo potrai vedere un filmato con riproduzioni d’epoca dell’evento)
martires_chicagoGli anarchici, imputati e condannati a morte per impiccagione sono: Adolph Fischer, August Spies, George Engel e Albert Parsons; Louis Lingg sfugge alla forca, suicidandosi in carcere il giorno prima dell’esecuzione. Samuel Fielden e Michael Schwab, in seguito alla domanda di clemenza, vengono graziati in seguito, così come Oscar Neebe. 200.000 lavoratori e lavoratrici partecipano ai funerali celebrati due giorni dopo.
Il 3 maggio dell’anno prima, davanti alle fabbriche Mc Cormik in Haymarket Square, vi era un presidio di lavoratori per impedire azioni di crumiraggio, durante il quale prendono la parola gli esponenti più importanti del movimento operaio, tra cui i militanti anarchici, che consideravano la campagna per le otto ore solo come un primo passo verso la rivoluzione sociale. Al termine dell’iniziativa, alcuni agenti delle “forze dell’ordine” avevano caricato i manifestanti, iniziando a sparare all’impazzata. Il risultato è di quattro morti e centinaia di feriti.
La reazione non si fece attendere: il giorno dopo, il 4 maggio, i lavoratori erano di nuovo in piazza. Spies, Parsons e Fielden, parlarono alla folla, in un clima carico di tensione, ma fondamentalmente pacifico. Mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti (operai polacchi) provocando nove vittime. Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Le prime vittime di questa caccia al “rosso” furono proprio gli esponenti maggiormente di spicco del movimento dei lavoratori, ovvero gli anarchici che avevano dato forza e coscienza al movimento di lotta.
Il processo contro gli anarchici seguì il solito copione di una condanna già scritta. Non c’è nessuna prova a carico degli imputati; tre di loro erano stati oratori, assai moderati, al comizio di Haymarket, altri due non c’erano nemmeno andati, gli ultimi tre avevano lasciato la manifestazione prima dello scoppio della bomba. Proprio perché non c’erano prove, il processo si svolse su un piano puramente ideologico; ad essere sotto accusa era in realtà l’anarchismo, il socialismo e il movimento operaio. Nel frattempo la stampa reazionaria diffondeva menzogne ad arte contro gli anarchici; il “New York Tribune” sostenne la tesi secondo la quale gli operai aspettavano solo l’arrivo dei poliziotti per farne strage. Solo il “John Swinton’s Paper” si distinse scrivendo: «Se non ci fosse stata la minaccia di un reparto armato arrivato proprio sul luogo della riunione, se questo reparto si fosse astenuto dal tentativo di far fallire il comizio in quanto in esso non si era notato nessun segno di ribellione, allora non c’è alcuna ragione di credere che i discorsi di denuncia degli oratori non sarebbero finiti pacificamente… come previsto, verso le dieci …».
martiriInizialmente Albert Parsons (marito di Lucy Parsons) è latitante, in seguito, in segno di solidarietà con i suoi compagni, si consegna alla polizia e va a sedere sul banco degli imputati accanto ai sette compagni. «Mi uccideranno – disse Parsons a chi gli chiese spiegazioni per il suo gesto – ma non potevo restarmene in libertà, sapendo che i miei compagni erano stati arrestati e sarebbero stati giustiziati per fatti di cui essi sono colpevoli al pari di me …»
In seguito il movimento internazionale dei lavoratori, nel 1889 a Parigi, propose di ricordare in una giornata di sciopero generale fissata per il primo maggio di ogni anno ricordando gli avvenimenti di Chicago.
Questa data avrebbe dovuto rappresentare una scadenza fissa di lotta per la conquista delle otto ore lavorative, per ricordare le vittime della repressione e un punto di riferimento per il movimento dei lavoratori in lotta. Infatti, il Primo Maggio 1886, 400.000 lavoratori in tutti gli USA, e almeno 80.000 persone scioperarono a Chicago. Le manifestazioni proseguirono per tre giorni e furono caratterizzate da durissimi scontri con la polizia, che causarono la morte di alcuni scioperanti. Sempre a Chicago seguirono le manifestazioni del ’87 e questa città diventò il simbolo di lotta per i lavoratori di tutto il mondo.

 

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