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15nov/18Off

Accadde oggi: fondata la casa editrice Einaudi

15 novembre copia
La Giulio Einaudi editore è una delle più autorevoli case editrici italiane che resta tuttora, acquisita dalla Mondadori, un editore di prestigiosa qualità. La marca editoriale della casa raffigura uno struzzo che stringe un chiodo nel becco e, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e la scritta «Spiritus durissima coquit» ( lo spirito digerisce anche le cose durissime) . La marca venne creata nel Cinquecento da Paolo Giovio e venne adottata da Mario Praz per le Edizioni de La Cultura. La marca passò a Einaudi quando rilevò la rivista. La sede della casa editrice era nello stesso palazzo che era stato sede dell’«Ordine Nuovo» di Antonio Gramsci. (Continuando, in un filmato, mentre scorrono le fotografie di Mario Giacomelli tratte dal suo album fotografico con lo stesso titolo, Vittorio Gassman recita la poesia di Cesare Pavese “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, tratta dall’omonima raccolta di poesie, pubblicata postuma dall’editore Giulio Einaudi nel 1951. La musica di fondo è la Sarabanda in re minore tratta da una suite per clavicembalo di Handel, utilizzata tra l’altro da Stanley Kubrick come colonna sonora nel film “Barry Lindon“. ) einaudi
Giulio Einaudi aveva collaborato con Gobetti ad una rivista culturale su suggerimento di Gramsci. La casa editrice venne immediatamente presa di mira dal fascismo: nel 1935 il proprietario Giulio Einaudi fu prima arrestato, e poi inviato al confino. Il suo fondatore apparteneva alla generazione di intellettuali che si opposero al fascismo, faceva parte di una “confraternita” di ex-allievi del liceo d’Azeglio, fra i cui membri figuravano Pavese, Ginzburg, Bobbio, F. Pivano, V. Foa, Franco Antonicelli e altri. Molti di loro furono i futuri collaboratori della prestigiosa casa editrice. Nell’arretrata società italiana che usciva dal fascismo e dalla guerra la casa editrice fu centro di rinascita intellettuale e morale, ebbe un ruolo di straordinario rinnovamento della cultura italiana e di apertura alla cultura europea e internazionale. La casa l’editrice si avvalse di collaboratori straordinari, i più significativi scrittori e intellettuali del secondo dopoguerra. Spiccono nomi di antifascisti come G. Pintor e Leone Ginzburg di Mila, Argan.Calvino. I Quaderni e le Lettere dal carcere , anni 50, di Antonio Gramsci furono tra i titoli di maggiore impegno editoriale. Ebbe un periodo di crisi negli anni settanta e ottanta, che videro la creazione del progetto Einaudi-Gallimard, una collaborazione con la casa einaudi1editrice francese Gallimard per proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade. Le prime fasi di costruzione del catalogo Einaudi , furono caratterizzate dal sistema delle collane e delle riviste come La cultura (Bobbio, negli anni 30 ) La Biblioteca di cultura storica curata da Leone Ginzburg e il Politecnico(Vittorini negli anni 45 ) la più nota. Il suo fondatore diede il nome della rivista ottocentesca di Cattaneo. Settimanale, poi mensile, la rivista si collocava tra i periodici di punta : si dibattevano i problemi della ricostruzione, si pubblicavano inchieste, si “andava contro il vecchio rimasto vivo”. Sempre Vittorini, tra gli storici collaboratori, varò la collana sperimentale “I gettoni” , lanciando tra il ‘51 e’ 58 molti nomi nuovi della narrativa italiana.”Perché propongo per titolo i Gettoni, scriveva a Calvino, Vittorini, per i molti sensi che la parola può avere: gettone del telefono, cioè chiave per incominciare, gettone per il gioco, con un valore che varia da un minimo a un massimo, e di gettone come pollone, germoglio. Poi suscita immagini metalliche e cittadine…”. I saggi furono la collana più diffusa e I narratori stranieri tradotti mise in circolazione i testi classici integrali , avvalendosi di einaudi5traduttori straordinari: Ginzburg per i russi, Pavese per gli americani . La biblioteca di cultura scientifica fu una novità straordinaria, superando la matrice idealistica della cultura italiana . Nel 38 nacquero I poeti, inaugurata con la riedizione di ‘Ossi di seppia’ e ‘Le occasioni’ di Montale. Nel secondo dopoguerra vennero poi le collane : Saggi è una collana di saggistica varia, pubblicata dal 1937. Essa fu inaugurata da “Voltaire politico dell’illuminismo” di Raimondo Craveri. I suoi volumi si riconoscono dal color arancio dominante nella copertina. I millenni è la più prestigiosa collana dell’Einaudi, curata inizialmente da Cesare Pavese e pubblicata dal 1947. Presenta autori classici in edizione rilegata con custodia, con apparato critico e illustrazioni. I corallim varata nel 1947m puntava alla scoperta di autori giovani italiani e stranieri. Supercoralli è tuttora la collana della narrativa italiana e straniera. Centopagine, la collana di narrativa ideata da Italo Calvino, ripropose romanzi brevi di autori classici in un totale di 77 volumi pubblicati dal 1971 al 1985. Grandi opere che non è un’unica collana, ma serie di volumi tematici a carattere enciclopedico, curati dai principali esperti dei vari settori. Tra le opere più significative vanno menzionate la einaudi8Enciclopedia Einaudi (15 voll.), la Storia d’Italia Einaudi, la Letteratura Italiana Einaudi (17 voll. in 20 tomi), la Enciclopedia della musica Einaudi, la Storia dell’arte italiana Einaudi, il Dizionario della pittura e dei pittori (6 voll.), Il romanzo (5 voll.), la Storia del cinema mondiale (5 voll.), la Storia del teatro moderno e contemporaneo (4 voll.), la Storia di Europa (5 voll.), la Storia di Roma (4 voll. in 7 tomi), la Storia di Torino (9 voll.) ecc. Gli struzzi, collana attiva ancora adesso, ma utilizzata molto poco, era considerata negli anni 1970 una delle principali, quasi una scelta del meglio, con molte ristampe da altre collane e qualche uscita diretta (famosa, per esempio, quella de La storia di Elsa Morante nel 1974), NUE, GLI STRUZZI, PBE, per citare solo le più longeve e note opere di una casa editrice che ha fatto la storia della cultura nel nostro paese e che ha interpretato storicamente il rinnovamento civile e morale degli italiani. Dopo 64 anni di lavoro come editore, Giulio Einaudi andò in pensione il 4 settembre 1997 all’età di 85 anni. Morì il 5 aprile 1999 a ottantasette anni.

 

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