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Accadde oggi: l’ONU vota la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

10 dicembre 2019

1948 - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite promuove la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, perché abbia applicazione in tutti gli stati membri.
Il primo articolo della Dichiarazione dice: « Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Nella ricorrenza di questo evento, si celebra tutti gli anni in questo giorno la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
(In fondo potrai vedere un video sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e uno sulla Giornata Mondiale dei Diritti Umani)
Dal punto di vista storico, considerando la storia moderna e contemporanea, la prima dichiarazione dei diritti umani fu proclamata da Thomas Jefferson, insieme alla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, nella quale si afferma “che tutti gli uomini sono creati uguali tra loro, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni inalienabili diritti tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità".
La prima e vera propria carta formale dei diritti dell'uomo è nata nel 1789 dalla Rivoluzione francese, ed è conosciuta come Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
Scossa dalla barbarie della Seconda guerra mondiale, conflitto durante il quale era spesso venuta meno l'applicazione della cosiddetta Convenzione di Ginevra, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite promulgò nel 1948 un importantissimo documento battezzato Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Tale Dichiarazione, sebbene non li obbligasse sotto lo stretto profilo giuridico, tuttavia indicava agli Stati membri l'urgenza di promuovere un insieme di diritti umani, civili, economici e sociali, affermando che questi diritti sono parte delle "fondamenta di libertà, giustizia e pace nel Mondo".
human-rights-dayLa dichiarazione fu il primo sforzo legale internazionale al fine di limitare il comportamento oppressivo di taluni Stati. Essa permetteva al presidente e ai tribunali militari di dichiarare chiunque ‘nemico combattente’ privo dei basilari diritti civili quali l’habeas corpus. Con questa Carta si stabiliva, per la prima volta nella storia moderna, l'universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale.
La Dichiarazione riconosce tra le altre cose il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; al riconoscimento come persona e all'uguaglianza di fronte alla legge; a garanzie specifiche nel processo penale; alla libertà di movimento e di emigrazione; all'asilo; alla nazionalità; alla proprietà; alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; alla libertà di associazione, di opinione e di espressione; alla sicurezza sociale; a lavorare in condizioni giuste e favorevoli e alla libertà sindacale; a un livello adeguato di vita e di educazione.

Ogni anno, il 10 dicembre, la comunità internazionale celebra la Giornata dei diritti umani, per commemorare quel giorno del 1948 in cui l’Assemblea delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione.
default_it-image-1In occasione dell'edizione 2011 della Giornata, il segretario generale delle Nazioni Unite ha avuto parole di particolare attenzione per la primavera araba, a cui di fatto ha dedicato questa edizione: quest'anno, «in tutto il mondo si sono mobilitate persone per chiedere giustizia, dignità, uguaglianza, partecipazione, i diritti sanciti nella Dichiarazione Universale».
Ban Ki-moon ha anche voluto sottolineare come molti manifestanti della primavera araba abbiano avuto modo di collegarsi con il resto del mondo attraverso i social media: «sono finiti i giorni in cui i governi repressivi potevano controllare totalmente il flusso di informazioni» ha detto, sollecitando i governi a non «bloccare l'accesso a Internet e le varie forme di social media per prevenire le critiche e il dibattito pubblico».
Dunque, «un anno straordinario per i diritti umani» e anche per guardare alle sfide future bisogna trarre ispirazione «dall'esempio degli attivisti dei diritti umani e dalla Dichiarazione Universale per fare del nostro meglio».

 

 

 

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