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11dic/19Off

Accadde oggi: sottoscritto il Protocollo di Kyoto

11 dicembre

1997 - Nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP3) sul clima, istituita nell'ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC), viene sottoscritto il cosiddetto Protocollo di Kyoto da più di 160 Paesi; cioè un trattato internazionale in materia ambientale, che si pone l'obiettivo di rallentare il riscaldamento globale del pianeta. Prende il nome dalla località giapponese, Kyoto, dove si è tenuto questo storico incontro.
E' entrato in vigore solo nel febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.
(In fondo potrai ascoltare la canzone "Kyoto Now", del gruppo punk rock statunitense Bad Religion, di contestazione alla politica americana di non sottoscrivere il Protocollo di Kyoto)
Il trattato prevede l'obbligo, in capo ai paesi industrializzati, di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra: metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo, in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 (considerato come anno base) nel periodo 2008-2012.
Il protocollo di Kyoto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale meccanismo è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L'obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento. Il mercato delle emissioni è uno strumento amministrativo utilizzato per controllare le emissioni di inquinanti e gas serra a livello internazionale, attraverso la quotazione monetaria delle emissioni stesse ed il commercio delle quote di emissione tra stati diversi.
Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva la ratifica da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni firmatarie producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti. Quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.
kyoto_santa_snow_at_lastTra i paesi non aderenti figurano gli USA, cioè i responsabili del 36,2% del totale delle emissioni. Il presidente Bill Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta. Alcuni stati e grandi municipalità americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la possibilità di emettere provvedimenti che permettano a livello locale di applicare il trattato. Anche se il provvedimento riguardasse solo una parte del paese, non sarebbe un evento insignificante: regioni come il New England, da soli producono tanto biossido di carbonio quanto un grande paese industrializzato europeo come la Germania. Altri stati l'India e la Cina, che hanno ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni di anidride carbonica nel quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione relativamente grande. Cina, India e altri paesi in via di sviluppo sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyoto perché essi non sono stati tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il surriscaldamento del pianeta. I paesi non aderenti sono responsabili del 40% dell'emissione mondiale di gas serra.
Il Programma europeo sul cambiamento del clima o in sigla ECCP (European Climate Change Programme) fu lanciato nel 2000 dalla commissione dell'Unione Europea. L'obiettivo dell'ECCP di identificare, sviluppare e implementare tutti gli elementi necessari di una strategia europea per implementare il Protocollo di Kyoto. Tutte le ratificazioni del protocollo sono state depositate simultaneamente il 31 maggio 2002.
cochabambaDopo Kyoto, nell'aprile del 2010 a Cochabamba, in America Latina, si è tenuta una Conferenza mondiale sul clima. I 17 gruppi di lavoro internazionali si sono occupati delle cause strutturali dei danni all’ambiente e hanno prodotto una forte denuncia del sistema produttivo attuale. Tra i temi trattati: armonia con la natura e benessere, diritti della "madre Terra", "rifugiati climatici", referendum sul cambiamento climatico, popoli indigeni, debito ambientale. Con una decisione condivisa, si sono stipulati accordi sulla riduzione delle emissioni di CO2, adattamento, finanziamento, trasferimento di tecnologia, boschi e cammino climatico, pericoli del mercato del carbonio, strategia ed azione. Le linee proposte dai tavoli di lavoro dovranno essere definite e fatte proprie dai "Países de los cinco continentes en defensa del planeta y de la vida". Tra i principali punti che sono stati discussi a Cochabamba vi sono: la proposta di creare un "Tribunale di giustizia climatica", l’approvazione di una Dichiarazione universale dei diritti della madre Terra, da sottoporre all’assemblea delle Nazioni Unite, la proposta di un referendum mondiale sul cambiamento climatico e la richiesta di riconoscimento di un debito ecologico e climatico del Nord nei confronti del Sud del mondo. Al termine dei lavori della conferenza è stato lanciato il "referendum mondiale" sull'ambiente da tenersi in coincidenza con la prossima Giornata della terra, il 22 aprile del 2011. Il referendum dovrebbe affrontare alcuni quesiti che riguardano: l'abbandono della modalità di sovrapproduzione e sovracconsumo per ristabilire l’armonia con la natura, il trasferimento delle spese di guerra alla difesa del pianeta, il tribunale di giustizia climatico per giudicare chi distrugge la "madre Terra".

 

 

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