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Accadde oggi: Amundsen conquista il Polo Sud

14 dicembre

1911 – Roald Engelbregt Gravning Amundsen, il grande esploratore delle regioni polari, arriva al Polo Sud insieme ad altri quattro compagni, 35 giorni prima della spedizione guidata dall’inglese Scott. I cinque membri del gruppo piantano la bandiera norvegese. La foto che immortala il momento è ormai storica. (In fondo si potranno vedere 2 filmati: il primo con la conquista di Amundsen e il secondo con foto della spedizione di Scott)
Nel settembre 1909 la notizia che gli americani Robert Peary e Fredrick Cook avevano raggiunto il Polo Nord sorprese Amundsen che si stava preparando per la stessa impresa, per cui decise di tentare di raggiungere il Polo Sud prima di Robert Falcon Scott, che stava già dirigendosi verso l’Antartico a capo di una grande spedizione. Iniziò così la sfiancante e terrificante sfida che vide protagonisti i due grandi esploratori, decisi a tutto pur di essere i primi a piantare la bandiera del proprio paese all’estremità più inaccessibile del Pianeta Terra.
pole_ob_smDal momento che nessuna delle due spedizioni aveva portato con sé il troppo ingombrante telegrafo senza fili, l’unica apparecchiatura che avrebbe consentito loro di comunicare direttamente dal Polo, il successo della spedizione di Amundsen fu reso noto solo il 7 marzo dell’anno seguente. Il 25 gennaio1912 la spedizione fu di ritorno al campo base dopo aver percorso 2.980km in 99 giorni; erano rimasti 11 cani su 13, mentre gli uomini avevano patito accecamento da neve, congelamenti e bruciature da vento.
amundsen_1Un mese dopo anche Scott arrivò sul posto, trovando un messaggio lasciato dall’equipaggio norvegese. Una brutta fine attendeva però l’inglese e i suoi compagni: furono ritrovati morti assiderati nell’inverno del 1913 a soli 18 km dal campo base che avrebbe permesso loro la sopravvivenza.
Amundsen raccontò il suo viaggio nel libro “The South Pole: An Account of the Norwegian Antarctic Expedition in the Fram, 1910-1912“. In precedenza Amundsen aveva già dato prova del suo valore guidando la spedizione che nel 1905-1906 a bordo della nave Gjöa aveva compiuto la prima traversata del Passaggio a Nordovest dalla baia di Baffin (stretto di Bering). La missione ottenne anche un altro importante risultato scientifico riuscendo a determinare la posizione del polo magnetico boreale. Un suo clamoroso successo, a riprova della dote innata che aveva per la soluzione di situazioni estreme.
La mente gli corse al Polo Nord, allora terra inesplorata. Era già in procinto di organizzare una spedizione quando scoprì di esser stato preceduto da Peary. Conquistato un Polo, però, ne rimaneva pur sempre un altro. Amundsen cambiò allora destinazione ma, stranamente, non pubblicizzò la cosa e non ne fece parola con nessuno. Anzi, comprò in gran segreto la nave “Fram”, già utilizzata nell’artico da Nansen, riempiendosi di debiti. solo quando la nave attraccò a Madeira, Amundsen informò i membri della spedizione che stavano navigando verso il Polo Sud e non verso il Polo Nord. Un telegramma a Scott diede il via alla corsa verso l’Antartide fra i due esploratori
AmundsenDopo la conquista del Polo, soddisfatto di aver realizzato il sogno della sua vita, l’esploratore continuò nelle sue esplorazioni artiche ed estreme. Rientrato in patria e pagati i debiti, organizzò nuovi viaggi. Nel 1918/20 percorse il passaggio a nord-est sulle tracce del barone Nordenskjold, mentre nel 1925 riuscì a raggiungere gli 88° Nord in aereo.
Amundsen tentò di raggiungere anche il Polo Nord. Provò prima con gli idrovolanti ma non ebbe successo. L’impresa invece ebbe successo nel 1926: Amundsen riuscì a sorvolare il Polo Artico insieme al finanziatore americano Lincoln Ellsworth e all’italiano Umberto Nobile. I tre (oltre a cinque meccanici italiani e otto marinai norvegesi) volarono sul dirigibile Norge costruito e guidato dallo stesso Umberto Nobile. Dal dirigibile furono lanciate sul Polo le bandiere italiana, norvegese e statunitense.
Amundsen morì nel 1928 in un incidente aereo avvenuto sopra i cieli del Mare Glaciale Artico, mentre tentava di portare aiuto alla spedizione di Nobile. Informato dell’incidente del dirigibile Italia che si era schiantato sul pack, era partito generosamente in soccorso dell’esploratore italiano Umberto Nobile e del suo equipaggio, nonostante avesse avuto con lui forti discussioni riguardo ai meriti della precedente avventura. Con il dirigibile N1-Norge (“Norvegia”) Amundsen decollò, ma il velivolo a pattini francese su cui era salito scomparve in mare senza mai essere ritrovato. Alcuni mesi più tardi venne trovato un relitto del suo aeroplano a nord delle coste settentrionali della Norvegia. Di Roald Amundsen non si ebbe più notizia.

Il nome di Amundsen è stato conferito ad un tratto del Mare Antartico, ad un ghiacciaio, ad una stazione polare, ad un cratere lunare e all’asteroide 1065 Amundsenia.
Una nuova struttura scientifica italiana, la Amundsen-Nobile Climate Change Tower installata a Ny-Ålesund, porta il suo nome, affiancato a quello di Umberto Nobile.

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