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16dic/18Off

Accadde oggi: nasce Philip K. Dick

16 dicembre

1928 – Nasce a Chicago il grande scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick. La sua è stata un’esistenza inquieta e disordinata, ma sempre lucida dal punto di vista letterario, fin dagli esordi, avvenuti nel 1952. Philip Dick è stato al centro, dopo la morte avvenuta nel 1982, di un clamoroso caso di rivalutazione letteraria. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film, primo dei quali il celebre “Blade Runner” di Ridley Scott. (In fondo potrai vedere alcune sequenze da Blade Runner, accompagnate dal tema musicale di Vangelis)
castle-italLa sua figura è divenuta oggi un simbolo per lettori giovani e meno giovani, affascinati dalle numerose sfaccettature di un’opera che si presta sia ad una lettura immediata che a più serie riflessioni, e parecchie delle sue opere sono ormai considerate degli autentici classici. Cultura della droga, realtà apparenti e soggettive, difficoltà di definire il Divino ed il Reale e, all’interno del Reale, l’Umano (che sfuma continuamente nei suoi simulacri artificiali), controllo occulto sugli individui… queste le tematiche della sua sregolata, ma geniale produzione narrativa, permeata da quell’alone di tragico pessimismo che l’autore si portò appresso per tutta la vita.
Si è detto tante volte che Dick ha assunto cocktail di droghe e che ormai negli anni Settanta il suo cervello aveva subito danni irreversibili; e chi sostiene questa tesi riesce a vedere nelle sue ultime opere solo dei prolungati lamenti allucinati.
titan-italPer contro, molti scorgono nell’ultima produzione dickiana la vera essenza dell’uomo e dell’artista. Insomma, i pareri sono discordi: la rivalutazione del lavoro dickiano oggi è assai difficile; su quali basi ci si dovrebbe basare per definire la sua produzione? Ed esistono delle basi? Ad esempio, Philip era dell’opinione che un lavoro come “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” non era degno della sua migliore produzione, e contro Palmer Eldritch, soprattutto nella seconda metà degli anni Settanta, cominciò ad avvertire una sorta di odio: infatti diceva del romanzo che era stato scritto quando era sotto l’effetto di allucinogeni e parlava troppo di Dio, riteneva che fosse un libro addirittura pericoloso per sé e per chi lo leggeva. Degli oltre cinquanta romanzi e innumerevoli racconti, Philip salvava poco più di cinque romanzi, quelli che riteneva essere i più veri.
eldritch-italP. K. Dick non ha mai negato la povertà che ha dovuto superare (e sopportare), perché uno scrittore di SF era sottopagato rispetto ad uno scrittore classico, guardato con sospetto e additato come pazzo; Dick era un pessimista anche se gli era praticamente impossibile ammetterlo. Ma in alcuni casi sapeva esser anche ironico, infatti in alcuni suoi scritti si descrive come un vecchio freak perennemente innamorato delle donne pur non negando il rapporto difficile con il sesso femminile (si sposò cinque volte).
Come scrittore, Dick è sempre rimasto fedele ai temi classici della fantascienza, ma li ha impiegati in maniera personalissima,con un discorso letterario la cui coerenza e profondità d’ispirazione ha pochi eguali. Tutte le sue opere più importanti, ruotano attorno al tema realtà/illusione, in cui si proiettano l’angoscia e la fragilità dell’uomo contemporaneo. Nei suoi ritratti del futuro, dai paesaggi urbani agli scenari post-nucleari, troviamo i temi di sempre: la violenza del potere, l’alienazione tecnologica, il rapporto fra esseri umani e creature artificiali. All’interno di società disintegrate, i suoi personaggi cercano affannosamente un barlume d’umanità e la riaffermazione di un principio morale.
dadoes-ital21Nel suo saggio “Universi che cadono a pezzi, la fantascienza di Philip K. Dick“, Francesca Rispoli analizza non tanto la vita dello scrittore quanto la sua opera letteraria: il suo saggio prende in considerazione quasi tutti i romanzi di Dick, ne spiega la nascita e ne riassume i contenuti per sommi capi. L’attenzione della Rispoli è tutta incentrata sugli universi dickiani che cadono a pezzi: I personaggi dei suoi romanzi sono prigionieri di un’illusione, quella di vivere in un mondo stabile e significativo. Questo mondo si trasforma invece, inesorabilmente, in un universo che cade a pezzi, dimostrandosi un’illusione di realtà generata dalla volontà di imporre un ordine all’esistenza. Già demistificante rappresentazione del mondo contemporaneo, dove niente può durare per sempre, la fantascienza di P. K. Dick diventa così una illuminante indagine sulle manifestazioni di un’esigenza esistenziale che è universalmente presente nell’uomo, ma che nella società contemporanea genera infinite contraddizioni: le stesse contraddizioni in cui i personaggi che popolano i suoi mondi immaginari rischiano di perdersi, ma che ognuno di loro cerca di superare.
ubik-itIn conclusione il rinnovato interesse da parte della critica nei confronti di P. K. Dick si può forse spiegare guardando all’attuale momento storico che la società mondiale sta attraversando: il fondamentalismo religioso, la volgare globalizzazione, il terrorismo dilagante in ogni dove, hanno fatto di Dick un poeta visionario, che nelle sue opere ha descritto un futuro che oggi, purtroppo, è un inquietante presente. E’ il caso di dire che gli universi dickiani cadono a pezzi prima che si abbia il necessario tempo per tentare una possibile (impossibile) interpretazione: non si ha tempo di considerare una realtà che subito questa viene sostituita da una sua gemella, ma la sorte che toccherà anche a questa è quella di essere barbaramente decostruita per dar corpo ad altre realtà alternative.

Nel testo le copertine delle edizioni italiane di alcune delle sue opere più significative.

Dai suoi racconti e romanzi sono stati ricavati i soggetti di numerosi film:

Blade Runner di Ridley Scott con Harrisin Ford nel 1982
Atto di forza di Paul Verhoeven con Arnold Schwarzenegger nel 1990
Minority Report di Steven Spielberg con Tom Cruise nel 2002
Paycheck di John Woo con Ben Affleck nel 2003
A Scanner Darkly di Richard Linklater con Keanu Reeves del 2006
Next di Lee Tamahori con Nicolas Cage del 2007

 

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