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Accadde oggi: si conclude la battaglia di Verdun

18 dicembre

1916 – In Francia si conclude la battaglia di Verdun o operazione Gericht sul fronte occidentale della prima guerra mondiale. Fu definita il “tritacarne Verdun”. A dicembre del 1916, i Francesi avevano perso 442.000 soldati e i Tedeschi 278.000. Se ai caduti di quel periodo si aggiungono quelli del 1914 e della successiva offensiva francese nel 1917, il totale delle vittime sale a 1.492.000. A Verdun si è svolta la battaglia più sanguinosa della storia: la concentrazione di caduti è stata la massima mai raggiunta in una battaglia: una media di tre caduti ogni metro quadrato.
(In fondo vengono proposti due filmati. Nel primo si vedranno tragiche immagini della battaglia. Il secondo è una sequenza del film “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick in cui viene mostrato come i generali francesi mandavano al “macello” i loro soldati)
verdun1Verdun costituì un punto di svolta cruciale della guerra: da quel momento il peso principale delle operazioni nel fronte occidentale passarono dalla Francia all’Impero britannico, svanirono le possibilità della Germania di vincere la guerra e fu influenzata in parte l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Paragonabile alla battaglia di Stalingrado della II guerra mondiale, lo scopo dell’offensiva tedesca fu quello di “dissanguare goccia per goccia” l’esercito francese, concentrato nella piazzaforte di Verdun, decimandolo con il violento impiego di artiglieria, con perdite insostenibili.
Questa spaventosa battaglia divenne una sacra leggenda nazionale in Francia, sinonimo di eroismo e sofferenzari e la cui memoria resta fortissima anche oggi. Tedeschi e Francesi mandarono al massacro i loro eserciti, sperando invano in una vittoria dal valore più “psicologico” che tattico. Verdun, la cittadina più fortificata, costituiva il fulcro della difesa, poichè saldava il settore settentrionale con quello meridionale del fronte francese. Inoltre, davanti a Verdun, i tedeschi avrebbero facilmente nascosto i pezzi d’artiglieria, le riserve di munizioni e le truppe destinate all’attacco nelle vaste distese boschive. Sapevano inoltre che quei luoghi avevano un grande valore ideale, oltre che strategico, perchè erano stati fortificati da Vaubann sotto Luigi XIV. Già nel 1870 (guerra franco-prussiana) i Tedeschi non erano riusciti a conquistarli.
verdun2A Verdun, insomma, batteva il cuore della Francia e per nessuna ragione sarebbe stata lasciata al nemico, a costo di dissanguarsi, anche se lo Stato Maggiore francese non “credeva” in Verdun, un sistema di fortificazioni permanenti che non aveva più senso nella guerra moderna. Verdun fu dunque anche un cinico massacro di Uomini in nome del nazionalismo e del militarismo. Fu in questa occasione che i poilus (villosi), soprannome affettuoso con cui venivano chiamati i soldati francesi nella Prima guerra mondiale, impararono a temere una nuova terribile arma del nemico: il lanciafiamme. La trappola tedesca era scattata perfettamente, il teorema era di una semplicità unica: causare il numero massimo di perdite, al nemico con il minimo sforzo. La risposta di Pétain, nominato, nella fase finale, comandante responsabile del settore di Verdun, non si fece attendere: ammassò in 48 ore un tale numero di cannoni da poter sviluppare concentrazioni di artiglieria non meno micidiali di quelle germaniche. Così, se la via dei rifornimenti a Verdun fu battezzata dai francesi route sacreé (via sacra) per le vittime che quotidianamente vi si immolavano, anche i Tedeschi ebbero una loro “pista dei birilli” sulla riva destra della Mosa, dove i grossi calibri nemici uccidevano i fanti in uniforme grigia. Nel frattempo la guerra riprendeva violenta sulla Somme, dove si era scatenata un’offensiva franco-britannica, che sottrasse a Verdun uomini e artiglieria. Bilancio dei morti: Inglesi circa 420.000, 200.000 Francesi, e 450.000 Tedeschi, causando, in quattro mesi, più vittime di Verdun.
verdun4Inoltre Verdun aveva decretato il naufragio dell’aberrante condotta politico-militare che riteneva equo mandare all’olocausto 10.000 uomini per avanzare anche solo di 100 metri. Durante il 1917, in tutti gli eserciti i cui generali praticavano l’offensiva ad oltranza, si moltiplicarono episodi di diserzione e ammutinamento. Nel solo esercito francese, i casi di ribellione pare siano stati 30.000. Il pedaggio pagato per la riconquista dei forti di Verdun ha concorso all’ammutinamento che si verificò nel 1917, quasi contemporaneamente alla rivoluzione in Russia, quando due reggimenti addirittura progettarono di marciare su Parigi. Moltissimi veterani, che ventitrè anni dopo furono partecipi anche del secondo conflitto mondiale, rimasero così profondamente scossi dalla battaglia di Verdun, da portarsi dietro quel ricordo per tutta la vita. Caso emblematico, quello del generale von Stülpnagel, governatore militare tedesco a Parigi, nel ’44, e tra i maggiori cospiratori nell’attentato contro Hitler; egli si sparò un colpo di pistola alla tempia nel luogo dove migliaia di suoi commilitoni avevano perduto la vita durante i terribili assalti alla conquista di quella collina. Sfortunatamente il generale riuscì solo ad accecarsi, e condotto comunque, in fin di vita in Germania, venne poi impiccato dalla Gestapo.
verdun3I pellegrinaggi e le commemorazioni legate a Verdun proseguirono per tutto il primo dopoguerra, l’ossario di Douaumont e la Voie Sacrée divennero dei luoghi di culto per i Francesi, ma tutto il campo di battaglia rimase per lungo tempo segnato: abbassata di 7 metri la collina, voragini nel terreno, alberi mai più ricresciuti. Il costo delle vite umane fu per tutti, vincitori e vinti, immenso.
Ecco le voci di uno dei tanti intellettuali, arruolati volontari nella Grande Guerra. Non c’è traccia di odio, c’è la presa di coscienza della precarietà della loro condizione, della sofferenza,e della frequentazione quotidiana della morte «…di che reggimento siete, fratelli?..» scrive il fante Giuseppe Ungaretti del XIX Fanteria, impiegato nei combattimenti sul Carso, oppure Erich Maria Remarque, «… Egli cadde nell’ottobre 1918, in una giornata così calma e silenziosa su tutto il fronte, che il bollettino del Comando Supremo si limitava a queste parole:”Niente di nuovo sul fronte occidentale”..Era caduto con la testa avanti e giaceva sulla terra, come se dormisse.. : il suo volto aveva un’espressione così serena, quasi che fosse contento di finire così… »

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