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Accadde oggi: muore Piergiorgio Welby

20 dicembre

2006 – Muore a Roma Piergiorgio Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, organizzazione politica e di promozione sociale che promuove e sostiene iniziative laiche per la libertà di cura e di ricerca scientifica.
Welby, gravemente ammalato, negli ultimi anni di vita chiese ripetutamente, nei suoi scritti, che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita. La moglie Mina ha raccolto le sue volontà ed è oggi impegnata sul fronte dei diritti per il riconoscimento legislativo del cosiddetto testamento biologico.

«… Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche… Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico. Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito.» (dalla lettera di Welby al Presidente della repubblica)
(In fondo potrai ascoltare la lettera aperta di Welby a Napolitano)
welby1Piergiorgio Welby verso le ore 23.00, si è congedato dai parenti ed amici riuniti al suo capezzale, ha chiesto di ascoltare musica di Bob Dylan e, secondo la sua volontà, è stato sedato e gli è stato staccato il respiratore che lo teneva in vita. Verso le ore 23.45 è quindi spirato. Il dottor Mario Riccio, anestesista, ha confermato durante una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo, di averlo aiutato a morire alla presenza della moglie Mina, della sorella Carla e dei compagni radicali dell’Associazione Luca Coscioni: Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini.
Nel 2007 l’Ordine dei medici di Cremona ha riconosciuto che il dottor Mario Riccio ha agito nella piena legittimità del comportamento etico e professionale, chiudendo la procedura aperta nei suoi confronti. Il giudice per le indagini preliminari ha comunque imposto al pm l’imputazione del medico per omicidio del consenziente, respingendo la richiesta di archiviazione del caso, ma il 23 luglio 2007 lo ha definitivamente prosciolto ordinando il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.
Il Vicariato di Roma non ha concesso a Welby la funzione secondo il rito religioso come nei desideri della moglie cattolica: « In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica. » Il vicario generale per la diocesi di Roma, cardinal Camillo Ruini, ha dichiarato di aver preso personalmente la decisione di negare il funerale religioso a Welby «Io spero che Dio abbia accolto Welby per sempre, ma concedere il funerale sarebbe stato come dire “il suicidio è ammesso”».
lasciatemi-morireWelby era affetto da distrofia muscolare in forma progressiva dall’età di 16 anni. La malattia, progredendo lentamente, non gli consentì più di parlare, di compiere movimenti e lo costrinse, nello stadio finale, a stare immobile su un letto, sempre a mente lucida. Egli stesso raccontò la sua storia nel libro “Lasciatemi morire“. Il libro è diario, testimonianza, denuncia dei luoghi comuni alimentati dall’opportunità politica e dal dogmatismo religioso. E’ un j’ accuse che nessuno può permettersi di ignorare, duro come una pietra scagliata nel silenzio che circonda la “buona morte” o, nelle parole di Welby, la “morte opportuna“.
Negli anni ottanta le sue condizioni peggiorarono ulteriormente, tanto da necessitare una disintossicazione dalle droghe assunte. Per questo fece uso di metadone, che sortì l’effetto desiderato, ma lo costrinse definitivamente a rinunciare all’uso delle gambe. Fu sua moglie che nel luglio 1997, chiamò i soccorsi in seguito ad una crisi respiratoria di Welby, il quale, per sopravvivere, fu attaccato ad un respiratore automatico in seguito ad una tracheotomia. Questa condizione lo spinse a chiedere più volte che gli venisse «staccata la spina», ma la sua richiesta non fu subito accolta in quanto pareva contrastante con le leggi in vigore. Per far conoscere la propria situazione, aprì nel 2002 un forum sull’eutanasia, in uno spazio concessogli dai Radicali, i quali lo elessero anche come co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, e un blog personale. Sempre sul sito radicale sono raccolti numerosi suoi editoriali.
Il 12 aprile 2005, benché incapace di muoversi, fu accompagnato da esponenti del Partito Radicale a votare in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. In seguito fu inserita una norma che ha consentito, a partire dalle elezioni della XV Legislatura, di votare ai degenti impossibilitati a recarsi alle urne. È stato candidato per la Camera dei deputati nelle liste della Rosa nel pugno per le Elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione Lazio 1.
Il funerale laico di Piergiorgio Welby è stato celebrato il 24 dicembre 2006, in piazza Don Bosco nel quartiere Tuscolano a Roma, di fronte alla chiesa che i familiari avevano scelto per la cerimonia religiosa. Al funerale hanno partecipato circa un migliaio di persone, tra cui alcuni esponenti politici di centro sinistra, i quali però hanno dovuto rinunciare al loro discorso in quanto contestati dai presenti.

 

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