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31dic/18Off

Accadde oggi: ultima striscia di “Calvin and Hobbes”

31 dicembre

1995 – Bill Watterson, autore del fumetto Calvin and Hobbes, pubblica l’ultima striscia dei suoi celebri personaggi. La striscia era stata pubblicata sui quotidiani statunitensi a partire dal 18 novembre 1985, comparendo nel momento di massima popolarità su 2.400 pubblicazioni diverse.
Calvin è un bambino di sei anni impulsivo, fantasioso, dinamico, intelligente, spesso egoista e dall’immaginazione inarrestabile. Hobbes viene visto in due modi diversi: con Calvin è un personaggio che vive, parla, agisce e gioca; con gli altri, che non lo vedono attraverso la fantasia di Calvin, è una normalissima tigre di pezza inanimata.
I temi degli episodi spaziano dai voli di fantasia di Calvin, alla sua amicizia con Hobbes, alle sue disavventure, alle sue opinioni su svariate questioni sociali, politiche, filosofiche e culturali, sulle sue relazioni con i genitori, i compagni di classe, gli educatori. Nonostante la serie non menzioni specifiche figure politiche o eventi di attualità, tratta comunque temi economici, politici e sociali come l’ambientalismo, l’istruzione pubblica e l’inattendibilità dei sondaggi. (In fondo potrai vedere un tributo a Calvin and Hobbes, accompagnato dalla canzone “Life by the drop” di Stevie Ray Vaughan)
Calvin1bSecondo la descrizione dell’autore, Calvin è estroverso e turbolento e non mette molti filtri tra ciò che pensa e ciò che dice; è un po’ troppo intelligente per la sua età. Ciò che diverte di lui è che non ha alcun senso della misura e non ha ancora l’esperienza per riconoscere le cose che non si dovrebbero fare. La socializzazione che tutti attraversiamo per diventare adulti ci insegna a non dire alcune cose perché potremmo soffrirne le conseguenze. Calvin ancora non conosce questa regola.
Hobbes invece è molto più razionale e consapevole di Calvin, ma raramente interferisce col combinare guai di Calvin, salvo dargli qualche obliquo avvertimento – dopo tutto, sarà Calvin ad essere punito per questo, non Hobbes. Hobbes è molto fiero di essere un felino e spesso fa ironici commenti – che rasentano il disprezzo – sulla natura umana, affermando la fortuna di condurre una vita da tigre.

Calvin3bNella maggior parte degli episodi Calvin e Hobbes conversano e giocano insieme, godendosi quella che è fondamentalmente una profonda amicizia. Altrettanto spesso bisticciano o perfino lottano tra loro, benché i loro disaccordi siano in genere di breve durata. Spesso Hobbes tende agguati a Calvin assalendolo di sorpresa e lasciandolo contuso e graffiato, ma non ferito seriamente. Hobbes trae grande piacere nel dimostrare la sua prodezza felina, mentre Calvin cerca di eludere inutilmente le imboscate e altrettanto inutilmente di spiegare ai suoi scettici genitori l’origine delle sue ammaccature.
Calvin4-2bWatterson passò gran parte della sua carriera nel provare a cambiare l’atteggiamento della gente nei confronti dei fumetti. Egli credeva che il valore artistico dei fumetti fosse sottovalutato, lo spazio che occupavano nei giornali continuamente diminuito e spesso sottoposti ad arbitrari capricci degli editori. In una occasione, Watterson disse “Sono un disegnatore, non il leader di una impresa commerciale di Calvin & Hobbes”.
Watterson credeva che l’arte non dovesse essere giudicata in base al fine per la quale fosse creata (cioè non c’è un’arte “alta” e una “bassa”, solo arte).
Watterson è anche conosciuto per le sue battaglie personali contro la struttura obbligatoria imposta dai giornali sulle vignette: il fumetto standard iniziava con un largo ed ampio rettangolo caratterizzato dal logo del fumetto, e la striscia era presentata in una serie di rettangoli di diversa larghezza, limitando le opzioni di rappresentabilità del disegnatore. Watterson riuscì, da contratto, a liberarsi di queste costrizioni per Calvin & Hobbes, disegnando il suo cartone domenicale nel modo in cui voleva.
In ogni caso, Watterson combatté costantemente contro le tante cose che egli sentiva impoverissero i suoi fumetti. Egli si rifiutò di realizzare del merchandise delle sue creazioni poiché, secondo lui, tazze, adesivi e magliette avrebbero svalorizzato i personaggi e la loro personalità. Questo è anche il motivo per cui ha sempre rifiutato che la strip diventasse un cartone animato. Watterson combatté la sua difficile battaglia contro le pressioni degli editori fino (e dopo) la fine della sua carriera.
In una breve lettera agli editori, resa pubblica il 9 novembre 1995, Watterson annunciava il suo ritiro:
Caro editore, smetterò di disegnare Calvin & Hobbes alla fine dell’anno. Questa decisione non è né recente né facile, e la prendo con una certa tristezza. Tuttavia, i miei interessi sono cambiati e credo di aver fatto il possibile all’interno della costrizione delle scadenze giornaliere e dei piccoli spazi. Ho voglia di poter lavorare ad un ritmo più meditato, con meno compromessi sul piano artistico. Non ho ancora deciso sui miei progetti futuri, ma la mia relazione con la Universal Press Syndicate proseguirà. Che così tanti giornali abbiano pubblicato Calvin & Hobbes è un onore del quale sarò a lungo orgoglioso, ho inoltre apprezzato molto il vostro sostegno e la vostra indulgenza negli ultimi dieci anni. Disegnare questa striscia è stato un privilegio ed un piacere e vi ringrazio per avermene dato l’opportunità.

L’ultima striscia, riprodotta qui sotto, raffigura Calvin e Hobbes fuori nella neve fresca che si divertono colla slitta nella meraviglia di una giornata invernale. “È un mondo magico, Hobbes, vecchio mio…” – dice Calvin nell’ultima vignetta – “…andiamo a esplorarlo!“.

last calvin

 

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