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2feb/19Off

Accadde oggi: ucciso Enrico De Pedis della Banda della Magliana

 

 

02 febbraio

1990 – Viene ucciso a Roma, Enrico De Pedis, detto Renatino, in pieno giorno in via del Pellegrino, tra la folla del mercato di Campo de’ Fiori. Tumulato inizialmente al Cimitero del Verano, l’ultimo capo della Banda della Magliana, fu poi sepolto, successivamente in grande riservatezza, nella Basilica di Sant’Apollinare, attualmente di proprietà dell’Opus Dei.
De Pedis è stato uno dei criminali implicato tra i più oscuri omicidi e complotti dell’Italia degli anni ’70, tra cui la sparizione di Emanuela Orlandi; molto inquietanti i suoi rapporti con settori della finanza vaticana (IOR). Eppure ha avuto onori funebri che hanno aperto più di un sospetto.
« Ecco, magari non era proprio un benefattore per tutti. Ma per Sant’Apollinare sì » (da un’intervista a Giulio Andreotti) (In fondo potrai vedere due filmati. Nel primo si ascolta una ballata dedicata alla storia di Renatino; nel secondo, un servizio di “History Channel“, si parla dei legami tra Vaticano e caso De Pedis)
depedisSoltanto nel Luglio del 2005 si ebbe una telefonata anonima alla trasmissione “Chi l’ha visto?” (Rai Tre) che disse «Riguardo al caso di Emanuela Orlandi per trovare la soluzione del caso andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare e del favore che Renatino (Enrico De Pedis) fece al cardinal Poletti e chiedete alla figlia del barista di via Montebello che anche la figlia stava con lei……con l’altra Emanuela». Poco tempo dopo andò in onda un servizio della giovane reporter Raffaella Notariale, inviata speciale della trasmissione, in cui furono resi pubblici i documenti originali e le foto del sarcofago sistemato nel sotterraneo della Basilica di Sant’Apollinare confermando quanto detto dalla telefonata anonima. La notizia dei documenti originali, mai visti prima, lanciò la stagione televisiva del programma facendone la fortuna.
omicidio_renatino_de_pedisA Renatino i soldi non mancavano: con l’operazione “Colosseo” la polizia sequestrò ai boss della Magliana ottanta miliardi di beni mobili e immobili, un fiume di denaro sporco, frutto di riciclaggio del traffico di armi e droga, poi reinvestito in affari e appalti resi possibili dagli appoggi politici, di alto livello. Pur sposato, Renatino è stato legato per lungo tempo a una donna, che, poi interrogata dalla Procura, ha permesso di legare a doppio filo la vicenda Orlandi alle malefatte della holding criminale.
Banda della Magliana è il nome attribuito a quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma. Il nome deriva da quello del quartiere Magliana nel quale risiedevano molti dei componenti. A questo gruppo criminale vennero attribuiti legami con diversi tipi di organizzazioni quali Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, ma anche con esponenti del mondo della politica, della massoneria come Licio Gelli e la Loggia P2, nonché con esponenti dell’estrema destra, quali il professor Aldo Semerari ed alcuni componenti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con i servizi segreti ed anche con settori della finanza vaticana (IOR), in special modo nella persona di Monsignor Paul Marcinkus.
Questi legami, sotterranei rispetto alle normali attività criminose della banda (traffico di droga, sequestri e scommesse ippiche) e spesso non chiariti, hanno fatto balzare il gruppo alle cronache storiche degli anni di piombo, legandone le sorti ad alcuni casi della cronaca nera italiana:

  • Omicidio di Mino Pecorelli;
  • Attentato a Roberto Rosone;
  • Caso Roberto Calvi;
  • Ritrovamento dell’arsenale custodito nei sotterranei del Ministero della Sanità (in comproprietà con i NAR);
  • Depistaggi nell’inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna.

Ma, soprattutto, ci sono legami con politici, cardinali, la Massoneria, l’Opus Dei, l’alta finanza di Roberto Calvi e di Michele Sindona, la criminalità organizzata (Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta), i Servizi Segreti, il terrorismo di qualsiasi matrice (NAR, Prima Linea, Brigate Rosse).
orlandi_emanuela_280xFreeClaudio Sicilia, ritenuto dagl’inquirenti poco attendibile, e quindi lasciato senza scorta, verrà ucciso da due sicari nel 1991 dopo due precedenti tentativi falliti. Inoltre, i rapporti (ancora non chiariti) di alcuni componenti con la scomparsa di Emanuela Orlandi, appendice misteriosa dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II, furono solo alcuni dei fatti per cui la Banda della Magliana in un modo o nell’altro è passata al vaglio degli investigatori. La banda aveva cosi tanti legami che ancora oggi si fa fatica a chiarire in modo preciso chi vi abbia collaborato ed il coinvolgimento della stessa banda in altri omicidi, sequestri, rapine ed altre vicende rimaste sempre poco chiare. Per quanto riguarda il caso Moro, Ferdinando Imposimato ha sostenuto che vi fosse uno stretto legame tra la banda e il SISMI.
La Banda della Magliana, a differenza di altre organizzazioni criminali ad estensione territoriale quali la Camorra o Cosa Nostra, non presentava un’organizzazione piramidale, non era presente infatti la figura di un “capo”, conclamato o delegato, né parimenti era presente una “commissione” in grado di prendere decisioni vincolanti per le diverse zone; la struttura della banda era la costituzione e l’unione di diversi gruppi o batterie, ognuno responsabile della propria zona e disponibile a dividere i proventi delle singole attività con gli altri gruppi della città. I gruppi possedevano tuttavia la “licenza” di agire autonomamente e senza condividere le informazioni sulle rispettive azioni e questa sorta di “dispersione” comportò l’effetto di consentire ad entità esterne di collaborare con la banda, o di ottenerne la collaborazione, e di farne anche uso per scopi che travalicavano il semplice ordine pubblico, quali, come è stato di recente ritenuto, le branche deviate dei servizi segreti.
Amplia la bibliografia su queste pagine oscure della Storia Italiana, e anche romanzi e films. Uno per tutti Romanzo criminale.

 

 

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