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3feb/19Off

Accadde oggi: trasmesso in TV il primo Carosello

03 febbraio

1957 – Nasce a va in onda Carosello, trasmissione di travolgente successo della televisione italiana. Simbolo del consumismo e della modernizzazione dell’Italia, specchio della società anche nell’uso del linguaggio, è andata in onda sul “Programma Nazionale“, l’attuale Rai 1, fino al ‘77.
Consisteva in una serie di messaggi pubblicitari accompagnati da sketch comici sullo stile del teatro leggero o intermezzi musicali. Divenne un’istituzione per la televisione come trasmissione rigida e congegnata in maniera da funzionare impeccabilmente, senza interruzioni né errori per circa vent’anni. (In fondo potrai vedere 3 Caroselli: il primo del ’58 con Dario Fo, il secondo del ’59 con Ugo Tognazzi e il terzo del ’67 con Aldo Fabrizi)
Omino coi baffiVeniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00, tranne il Venerdì santo e il 2 novembre. Fu sospeso per una settimana tra il 31 maggio ed il 6 giugno 1963 per l’agonia e la morte di papa Giovanni XXIII e per tre giorni nel1969, quando il Paese fu scosso dalla strage di Piazza Fontana. Altre sospensioni più brevi si ebbero per la morte di papa Pio XII (1958), per le uccisioni dei fratelli John Kennedy (22 novembre 1963) e Bob Kennedy (5 giugno 1968) e, a seguito di un improrogabile collegamento via satellite per l’ammaraggio della navicella spaziale Apollo 14, il 9 febbraio 1971. In totale furono trasmessi 7.261 episodi.
Carosello non era e non poteva essere solo un contenitore di messaggi pubblicitari. Per una legge allora vigente, infatti, non era concesso fare della pubblicità in un alcuno spettacolo televisivo serale, prima di un intervallo di novanta secondi dall’inizio del medesimo. Tuttavia, sporadicamente, qualche sketch era preceduto da una brevissima presentazione dell’azienda committente. Alla realizzazione di Carosello parteciparono in veste di registi nomi illustri come Luciano Emmer (che ne è considerato l’inventore), Age e Scarpelli, Magni, Pontecorvo, Olmi, Sergio Leone, Ugo Gregoretti, Pupi Avati, e l’americano Richard Lester. In qualità di attori Totò, Erminio Macario, Gilberto Govi, Vittorio Gassman, Dario Fo, Mina, Ernesto Calindri, Nino Manfredi, Virna Lisi, Gino Bramieri, Raimondo Vianello, Gino Cervi e persino Fernandel, Eduardo De Filippo e Jerry Lewis.
AngelinoLa pubblicizzazione di un certo prodotto seguiva un ciclo di quattro sketch (in seguito aumentati a cinque) con cadenza settimanale, diversi l’uno dall’altro sebbene con soggetto comune. Nella sigla di chiusura infatti, la speaker annunciava la data della successiva messa in onda. Memorabile uno spot contenitore di una sorta di mini serie a puntate, ovviamente a lieto fine, con protagonista un giovane vittima del furto del proprio scooter di una nota marca. I lettori del Radiocorriere TV, proprietà dell’ente RAI, potevano conoscere in anticipo gli spot inclusi nel palinsesto.
Carosello rimase per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate, venendo a rappresentare un tipico appuntamento della famiglia italiana, tanto che ancora oggi la frase “a letto dopo Carosello” è rimasta parte del linguaggio parlato. Oltre a introdurre l’innovazione della réclame, e a farlo inserendola in un contesto che aveva il pregio di renderla gradevole (in effetti amata) dal pubblico, Carosello portò anche una serie di innovazioni nel linguaggio televisivo in generale. La sua caratteristica più peculiare era l’inedita brevità (non solo degli spot ma anche degli altri “siparietti”); per questo, gli stacchi teatrali dovevano essere diretti, semplici, attingendo spesso a luoghi comuni e rimanendo molto vicini alla cultura popolare.
carmencitaUn motivo di novità fu certamente l’introduzione dell’animazione. La presenza di Carosello ha certamente contribuito a (ri)lanciare la scuola di animazione italiana, infatti parecchi degli spot diventati più noti e apprezzati vennero realizzati da studi grafici italiani cresciuti proprio in quegli anni, come la Gamma Film di Gino e Roberto Gavioli, la modenese Paul Film di Paul Campani, lo studio Pagot ed altri. Da menzionare anche Guido De Maria che, oltre a svariati spot, creerà, verso la fine degli anni settanta, un memorabile programma di intrattenimento di sola animazione: Supergulp!.
calimeroUn’attuale rilettura evidenzierebbe centralità socio culturale localizzata nelle regioni del Nord Ovest italiano: Milano e Torino, poli della rinascita economica e meta preferenziale dell’emigrazione. Troviamo infatti lo stereotipo della massaia moderna ed avveduta, da uno spiccato accento milanese. In contropartita osserviamo la persona semplice e sprovveduta, sia attore che personaggio d’animazione come il pulcino di Calimero, entrambi con spiccato accento veneto, regione allora depressa e serbatoio di emigrazione. Potrebbe indurre il sospetto di un velato “razzismo” l’apporre tale dialetto al personaggio di una colf di colore, ma tuttavia si tendeva ad evidenziare la differenza tra metropoli e provincia, l’ingresso o meno degli Italiani nella cultura consumistica. Un buon esempio sono le avventure di un contadino in un negozio di casalinghi, alla ricerca di “una cosa cittadina”. Inorridito davanti a degli elettrodomestici messi in prova da un commesso, l’uomo può rassicurarsi, riconoscendo il marchio del prodotto richiesto, una comune lametta da barba.
condorRispetto alla pubblicità moderna, la più lampante differenza rimane proprio il tentativo della RAI di integrare le novità di una nascente società dei consumi in un contesto legato alla tradizione nazionale popolare. Il messaggio pretendeva essere rassicurante e a tratti con pretese persino pedagogiche (sebbene certamente caratterizzato da elementi che si potrebbero definire kitsch). Attraverso lo slogan si elargiva una promessa delle qualità di un prodotto. Definito da una certa cultura “diseducativo”, di fatto poco pratico e dispendioso per la committenza, data l’eccessiva durata dello sketch, nel giorno di Capodanno del 1977 andò in onda l’ultima puntata di Carosello.
la lineaI “corti” trasmessi da carosello spaziavano da filmati prodotti con la classica tecnica dei cartoni animati a filmati realizzati con la tecnica del Passo uno. I primi cartoni animati compariranno nel 1958, sono “Angelino” e “l’Omino coi baffi” (caffettiera Bialetti), entrambi inventati da Paul Campani, a cui seguono il “Vigile e il foresto” (brodo Lombardi) e “Ulisse e l’ombra” (caffè Hag), realizzati da ideati dai fratelli Gavioli. Nel 1965 iniziò la serie di “Salomone pirata pacioccone” per pubblicizzare i prodotti dolciari della Fabbri. Tra i più famosi, che proseguirono ad essere prodotti dopo la fine di Carosello, per scopi commerciali ed anche in serie di puro entertainment si ricordano “Calimero” (Mira Lanza) e “La linea” (pentole Lagostina) di Osvaldo Cavandoli.
Curiosità da ricordare:

  • l’ex nuotatore Fioravante Palestini, figura dal fisico scultoreo che appare di spalle divenendo icona di una linea di alimenti per bambini. Conosciuto come L’Uomo Plasmon e dimenticato, Palestini riapparve in cronaca intorno al 2000, in un’intervista da un carcere egiziano, dove stava scontando una condanna a 25 anni per traffico di stupefacenti, e dal quale uscì nel 2003.
  • Cesare Polacco (per la brillantina Linetti), attore teatrale, nel ruolo di un detective americano non proprio infallibile, avendo optato per una brillantina inadatta che gli ha causato la calvizie.
  • Franco Cerri (per il detersivo Biopresto), noto chitarrista jazz, conosciuto come l’Uomo in ammollo, il quale sperimenta un detersivo sulla propria camicia sempre indosso, affermando che “non esiste sporco impossibile!”. Cerri per lungo tempo appare nel solo codino per essere proposto nelle ultime stagioni quale protagonista dell’intero sketch

 

 

 

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