Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

5feb/19Off

Accadde oggi: la strage nel mercato di Markale

05 febbraio

1994 – Alcune granate serbe cadono su una folla di civili nel mercato di Markale, nel centro di Sarajevo, provocando 68 morti e 200 feriti. E’ la prima strage al mercato di Markale.
Una seconda strage ci fu nello stesso mercato il 28 agosto del 1995, con le stesse dinamiche. I responsabili, al Tribunale Internazionale dell’Aja, negarono le ragioni politiche e le loro responsabilità, affermando che la strage era stata provocata dai mussulmani ed era stata una messa in scena, ad uso della stampa occidentale. (In fondo si potrà vedere un servizio della BBC con tragiche sequenze dei soccorsi dopo il massacro e un’intervista a Bill Clinton)
E’ tempo di commemorazioni in Bosnia Erzegovina. Da 15 anni si ricordano le più grandi stragi compiute durante la guerra: il massacro alla fila per il pane (26 morti, 108 feriti), le stragi al mercato di Markale, l’uccisione dei ragazzi di Dobrinja mentre giocavano a calcio:16 morti, i morti nella fila per l’acqua, il massacro dei giovani di Tuzla: 71 vittime. Markale 2 avvenne nell’agosto 1995: l’ultimo di cinque colpi di mortaio causò la morte di 37 civili e il ferimento di 90.
34859La manipolazione politica della seconda strage di Markale è cominciata lo stesso giorno del massacro e, a quanto pare, dura ancora oggi. Il governo bosniaco, dopo la strage, ha richiesto un intervento militare della NATO. Le autorità serbe hanno negato la responsabilità, accusando il governo bosniaco di aver bombardato la propria gente, per suscitare lo sdegno internazionale e il possibile intervento NATO. Il comandante delle Nazioni Unite d’allora, aveva dichiarato che “non si sapeva chi avesse causato il massacro di Markale 2“.
markale_market_massacre_victims_in_sarajevo.l6tg5viqw1co0wk40480kg4s.1n4kr7rgh18gs08gcg0csw4kg.thL’ex presidente della Serbia Radovan Karadžić, ha affermato che a Markale “è stato tutto una messa in scena e una frode“. Il giorno dopo il massacro, Karadžić ha inviato una lettera ai presidenti di Russia e Stati Uniti, Eltsin e Clinton, affermando: “Dalle immagini TV si vede chiaramente che i cadaveri sono stati manipolati, e che tra i ‘cadaveri’ ci sono anche pupazzi di stoffa e plastica”. Lo spettacolo del giornalista serbo bosniaco Risto Džiogo rappresentò un ulteriore scempio. Nello studio della televisione di Pale, Džiogo aveva messo per terra dei pupazzi di plastica e di stoffa sdraiandovisi accanto e fingendo di essere uno dei serbi morti che sarebbero stati utilizzati nella messa in scena a Markale. Nei giorni successivi alla strage, il regime di Slobodan Milošević e i media serbi hanno cominciato a produrre “spiegazioni” e “retroscena” del massacro, a promuovere teorie del complotto per spiegare il crimine.
Nel ’95 il ministero dell’Informazione della Repubblica di Serbia ha emesso un documento chiamato “Dossier Markale Market“ con il quale faceva esattamente ciò che il primo documento condannava. Gli autori dell’opuscolo spiegavano che la “auto-vittimizzazione” dei musulmani proveniva dalla stessa “mentalità islamica” e che faceva parte dell’assioma per cui “è un onore morire per l’Islam”. Queste affermazioni sono seguite da una serie di speculazioni sui possibili autori del delitto. Si citano documenti segreti, si pubblicano “prove storiche”, si fa riferimento ad un testimone anonimo che diceva che “la notte prima del massacro sul mercato sono stati portati i cadaveri, e che la maggior parte dei feriti musulmani proveniva dai campi di battaglia di Mostar e Vitez”. Un quotidiano di Belgrado, “Kurir”, nel 2009 scriveva che “i servizi segreti albanesi del Kosovo possiedono una copia del piano dei bosniaci che prova la teoria secondo cui la strage di Markale fu tutta una messa in scena del governo di Sarajevo”. Nel suo processo davanti al Tribunale dell’Aja, l’ex presidente dei serbo bosniaci Karadžić ha ripetuto quello che diceva 15 anni fa: “Il massacro al mercato di Markale 2 è stato organizzato dalle forze governative bosniache, e la maggior parte dei corpi ritrovati erano vecchi cadaveri e manichini“. La gente comune ripete quello che ha sentito o letto e – non va a cercare la verità o a controllare. I politici, i fautori delle guerre, i capi nazionalisti, che insistono e ripetono falsità, si fidano della nostra ignoranza e pigrizia. Gli scopi sono ben precisi, ignoranza, ma descritti in passato da George Orwell: “Il linguaggio politico è progettato per rendere la bugia veritiera, l’omicidio rispettabile, e per dare al vento un aspetto solido”.

Cliccando qui sotto potrai leggere un articolo di Adriano Sofri, comparso su Repubblica nel 1999, in cui l’autore ricorda la sua presenza a Sarajevo il giorno del massacro.

Sarajevo, il passato che ritorna di Adriano Sofri

 

Commenti (0) Trackback (0)

Spiacenti, il modulo dei commenti è chiuso per ora.

I trackback sono disattivati.