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6feb/19Off

Accadde oggi: muore Carlo Cattaneo

06 febbraio

1869 – Muore a Castagnola, oggi Lugano, Carlo Cattaneo, patriota, pensatore risorgimentale, protagonista delle 5 giornate di Milano.
Il suo pensiero politico è fondamentale, insieme a quello di Ferrari, nel panorama risorgimentale, perché pone le basi teoriche di una concezione federalistica, laica e democratica dello Stato Italiano. Ancora oggi Cattaneo viene visto come l’iniziatore della corrente di pensiero federalista in Italia.
La libertà è una pianta dalle molte radici e nessuna di queste radici va tagliata sennò la pianta muore. La libertà economica necessita di uguaglianza di condizioni, le disparità ci saranno ma solo dopo che tutti avranno avuto la possibilità di confrontarsi.
(In fondo si potrà vedere un breve servizio filmato della RAI che ricorda Carlo Cattaneo)
Pur essendo più volte eletto in Italia come deputato del Parlamento dell’Italia unificata, rifiutò sempre di andarci per non giurare fedeltà ai Savoia.
Già durante gli studi superiori, Cattaneo iniziò a nutrire interessi di carattere scientifico e storico. Furono fondamentali, per la sua formazione intellettuale, le letture presso la Biblioteca di Brera, e il contatto con il cugino paterno Gaetano Cattaneo, farmacista e studioso di chimica che, oltre ad essere direttore del Gabinetto numismatico, era anche un importante esponente del mondo intellettuale milanese di inizio secolo.
Risale al 1822 la sua prima pubblicazione data alla stampa e apparsa sulla Antologia, si tratta di una recensione all’Assunto primo della scienza del diritto naturale di Romagnosi. Tra il 1824 ed il 1826 diede alla pubblicazione le sue traduzioni dal tedesco di opere divulgative di carattere storico e geografico, frutto di una commissione governativa.
ritratto42Nel 1848 a Milano Cattaneo ottenne alcune concessioni dal vicegovernatore austriaco, subito annullate dal generale austriaco Josef Radetzky. Nel 1849 Cattaneo e i suoi insorsero, iniziando le cinque giornate di Milano. Ma dopo di esse, Cattaneo rifiutò l’intervento piemontese, perché considerava il Piemonte meno sviluppato della Lombardia e non democratico. La conclusione sanguinosa dei moti lo portò in esilio in Svizzera a Castagnola, presso Lugano.
ritratto18Qui ebbe modo di stringere maggiormente la sua amicizia con Stefano Franscini, potente politico ticinese, e a partecipare alla vita politica del Cantone e della città. Qui fu uno dei fondatori del Liceo di Lugano che volle fortemente per creare un’istruzione laica libera dal giogo della Chiesa, al fine di formare quella classe borghese liberale e laica che sarà alla base dello sviluppo economico del resto della Svizzera.
Cattaneo viene ricordato per le sue idee federaliste improntate su un forte liberalismo e laicismo. All’alba dell’Unificazione italiana, Cattaneo era fautore di un sistema politico basato su una confederazione di stati italiani sullo stile della Svizzera. Egli, infatti, aveva ammirato nei suoi viaggi l’organizzazione e lo sviluppo economico della Svizzera interna che imputava proprio a questa forma di governo. Cattaneo è più pragmatico di Giuseppe Mazzini, è un figlio dell’Illuminismo, in lui è forte la fede nella ragione che si mette al servizio di una vasta opera di rinnovamento della società.
Pur essendogli state dedicate numerose logge massoniche ed un monumento realizzato a Milano dal massone Ettore Ferrari, una sua lettera del 1867 consente di escludere la sua appartenenza alla massoneria, per sua esplicita dichiarazione.
Per Cattaneo scienza e giustizia devono guidare il progresso della società, tramite esse l’uomo ha compreso l’assoluto valore della libertà di pensiero; il progresso umano non deve essere individuale ma collettivo, attraverso un continuo confronto con gli altri. La partecipazione alla vita della società è un fattore fondamentale nella formazione dell’individuo: il progresso può avvenire solo attraverso il confronto collettivo. Il progresso non deve avvenire per forza; se avviene, avverrà compatibilmente con i tempi; sono gli uomini che scandiscono le tappe del progresso.
ritratto36Cattaneo nega l’idea di contratto sociale, gli uomini si sono associati per istinto: “la società è un fatto naturale, primitivo, necessario, permanente, universale…“; è sempre esistito un “federalismo delle intelligenze umane“: è sorto perché è un elemento necessario delle menti individuali. Pur riconoscendo il valore della singola intelligenza, afferma però, che più scambio e confronto ci sono, più la singola intelligenza diventa tollerante; in questo modo anche la società sarà più tollerante: i sistemi cognitivi dell’individuo devono essere sempre aperti, bisogna essere sempre pronti ad analizzare nuove verità. Così come le menti si devono federare, lo stesso devono fare gli stati europei che hanno interessi di fondo comuni; attraverso il federalismo i popoli possono gestire meglio la loro partecipazione alla cosa pubblica: “il popolo deve tenere le mani sulla propria libertà“, il popolo non deve delegare la propria libertà ad un popolo lontano dalle proprie esigenze. La libertà economica è fondamentale per Cattaneo, è la prosecuzione della libertà di fare. La libertà economica necessita di uguaglianza di condizioni, le disparità ci saranno ma solo dopo che tutti avranno avuto la possibilità di confrontarsi.
Cattaneo è repubblicano e una volta eletto addirittura rinuncia ad entrare in parlamento perché rifiuta di giurare dinnanzi al Re.

 

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