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18feb/19Off

Accadde oggi: muore Robert Oppenheimer

18 febbraio copia « Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi. »

Il suo nome e la sua fama sono legati soprattutto alla costruzione della prima bomba atomica e alla crisi di coscienza che lo indusse a rifiutare quella della bomba all’idrogeno. Fu sottoposto ad inchiesta per questo negli USA, e gli fu vietato l’accesso ai segreti atomici negli anni della guerra fredda.

E’ stato il primo fisico a capire l’effetto tunnel quantistico, con le sue ricerche si è avvicinato alla scoperta del positrone, portò avanti la teoria sulle piogge di raggi cosmici, e verificò il collassamento di grandi stelle causato dalla forza gravitazionale. I suoi studi si svolsero negli Usa e in Europa, nel 1939 pubblicò La contrazione gravitazionale dove gettò le basi teoriche sulle ultime fasi dei processi stellari, ipotizzando la presenza delle stelle di neutroni e dei buchi neri. Oppenheimer eccelleva per chiarezza di idee, capacità di sintesi, intuizione e doti organizzative. Perciò, nel 1942, il Governo degli Stati Uniti lo chiamò a dirigere il Progetto Manhattan. A tal fine, Oppenheimer si circondò dei migliori fisici nucleari del mondo, costituendo il gruppo di ricerca più importante che sia mai esistito in tutta la storia della scienza. Ma, a differenza di molti suoi colleghi, fu sempre consapevole della propria parte di responsabilità per il lancio dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki. I fisici hanno conosciuto il peccato fu il suo sconsolato commento dopo l’esplosione della bomba di Hiroshima.
(Alla fine un breve filmato con  intervista, in inglese, a Oppenheimer). oppenh1
Appena venti giorni prima, durante i test nucleari condotti ad Alamogordo a metà luglio del 1945, aveva pronunciato un’altra terribile frase, ripresa dal Bhagavadgita: Sono diventato Morte, il distruttore di mondi. Il suo dramma si manifestò nel dopoguerra quando, come presidente del comitato consultivo della commissione per l’energia atomica, si oppose alla costruzione della bomba all’idrogeno. La crisi di coscienza del fisico, insieme al suicidio del pilota che guidava l’aereo che materialmente sganciò la bomba atomica su Hiroschima e Nagasachi furono molto significative ed ebbero una risonanza mondiale sui temi delle pace e sul rifiuto dell’utilizzo a scopi bellici del nucleare. Queste prese di posizione e gravi dubbi etici investirono tutta la comunità scientifica statunitense ed europea a conclusione della seconda guerra mondiale e all’avvio della Guerra fredda. Oppenheimer, riteneva infatti che la realizzazione di un’arma di distruzione di massa di tale potenza non avrebbe risolto i problemi strategici degli USA e piuttosto ne avrebbe abbassato il livello etico. Sosteneva invece l’utilità della realizzazione di armi nucleari tattiche. Le posizioni di Oppenheimer erano in antitesi con l’indirizzo dell’USAF, la cui componente prevalente era l’aviazione oppenh2strategica e si scontravano anche con le ambizioni degli scienziati che intendevano realizzare la fusione. Prevalsero le tesi dei sostenitori  della bomba all’idrogeno. I suoi due maggiori avversari furono il fisico Edward Teller, che diventò poi il padre della bomba all’idrogeno americana, e il senatore Joseph McCarthy, persecutore fanatico di “attività antiamericane” per conto del Senato statunitense e la cui azione inquisitoria colpì anche Oppenheimer, che in passato aveva manifestato simpatie per le idee comuniste. Nel 1954 Oppenheimer venne sottoposto ad un’inchiesta al termine della quale gli fu vietato l’accesso ai segreti atomici. La comunità scientifica insorse per questa decisione e Albert Einstein guidò il gruppo di sostenitori di Oppenheimer, riuscendo, nel giro di pochi mesi, a confermarlo nel ruolo di direttore e professore dell’Institute for Advanced Studies di Princeton, carica che mantenne fino alla morte. Il Premio Enrico Fermi, conferitogli nel 1963, volle essere il segno di una “riabilitazione” ufficiale, anche se tardiva, che gli Stati Uniti d’America concedevano allo scienziato che più di ogni altro aveva mostrato le contraddizioni laceranti dell’uomo di scienza di fronte all’impiego bellico dell’energia nucleare.

 

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