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24feb/19Off

Accadde oggi: la Germania invade l’Estonia

24 febbraio copia Nel febbraio 1919 i capi dell’esercito dichiararono il territorio libero dal nemico: il 2 febbraio 1920 Estonia e Russia siglarono il trattato di Tartu che sanciva l’indipendenza della Repubblica d’Estonia. I termini dell’accordo prevedevano che la Russia rinunciasse per sempre ad ogni diritto sul territorio estone. La Repubblica d’Estonia ottenne riconoscimento internazionale ed entrò nella Società delle Nazioni nel 1921. L’indipendenza durò 22 anni. In questo periodo fu intrapresa una stagione riformistica per adeguarsi agli standard europei per uno stato sovrano: la più importante fu la riforma agraria del 1919, con cui furono ridistribuite le terre appartenenti alla nobiltà al popolo, in particolare ai volontari durante la guerra di liberazione.  La prima Costituzione, adottata nel 1920, stabilì una forma di governo parlamentare. (Continuando, il filmato “Madrigali a Tallin“)estonia4
Il parlamento (Riigikogu) constava di cento membri eletti ogni tre anni. Il periodo dell’indipendenza segnò un fiorente sviluppo culturale: furono erette scuole in lingua estone e le arti in generale fiorirono. Una delle azioni più importanti in questo senso fu il riconoscimento dell’autonomia culturale delle minoranze che contassero almeno 3.000 persone, compresi gli ebrei: fu un provvedimento assolutamente unico nell’Europa del 1925. La politica estera dell’Estonia era improntata sulla neutralità, ma ciò non ebbe rilevanza quando la Germania Nazionalsocialista stipulò, il 23 agosto 1939, con l’Unione Sovietica il patto Molotov-Ribbentrop, con cui definirono le sfere di influenza delle due potenze: i tre stati baltici furono costretti alla firma del “patto di assistenza e mutua difesa”, che consentiva l’accesso militare ai sovietici. Nel 1940 le truppe sovietiche varcarono il confine e occuparono l’Estonia, insediando un nuovo governo-fantoccio filosovietico: similmente alle cugine Lituania e Lettonia, anche in Estonia si estoniatennero le elezioni parlamentari alle quali tutti i partiti, ad eccezione di quelli filocomunisti, erano banditi. Il governo così eletto proclamò il 21 luglio 1940 la costituzione della Repubblica Socialista Sovietica di Estonia e richiese all’unanimità l’annessione all’URSS. L’annessione e l’occupazione estone, come per le altre repubbliche baltiche, non incontrò mai il riconoscimento da parte delle potenze occidentali, in accordo alla dottrina Stimson. Le autorità sovietiche , dal canto loro, avendo ottenuto il totale controllo del territorio, instaurarono subito un regime del terrore: solo nel primo anno di occupazione furono arrestate oltre ottomila estoni, tra cui i vertici dell’esercito e dei partiti. Circa duemila e duecento degli arrestati furono giustiziati mentre il più dei rimanenti estoni furono deportati nei campi di concentramento in Russia, da cui ben pochi tornarono a casa. Nel 1941, quando iniziarono le grandi deportazioni di massa in tutti e tre gli stati baltici, circa diecimila civili estoni furono trasferiti in Siberia, o in altre remote aree dell’URSS, nelle quali quasi la metà di essi morì. Sotto il pretesto della leva obbligatoria dovuta all’Operazione Barbarossa lanciata dai tedeschi, trentaduemilacento uomini estoni furono trasferiti forzatamente in Russia nel 1941: quasi il 40% perì entro l’anno venturo per fame, freddo e troppo lavoro. Stalin proseguì nella politica di “russificazione” del territorio e di deportazione dei dissidenti estoni in Siberia. I estonia1Sovietici imposero una sistematica politica di spersonalizzazione del popolo estone: ogni manifestazione esteriore dell’identità culturale estone venne proibita (es: indossare abbigliamento con i colori nazionali era fuori legge), il patrimonio artistico e tutto ciò che poteva ricordare altre culture, specie se tedesca, fu depauperato. Solo il 20 agosto 1991, con il difacimento dell’Urss, l’Estonia ebbe riconosciuti i suoi diritti. Vennero ammessi e resi pubblici, anche dai russi, l’aggressione e l’accordo segreto coi nazisti del 1939, e la nazione dichiarò quindi ritrovata e restaurata l’ indipendenza del 1918, secondo il principio giuridico della continuità (ossia che il paese ugro-finnico non avesse mai cessato di sussistere e che l’era sovietica fosse semplicemente da considerarsi come un periodo di occupazione straniera). Nello stesso anno si concluse con l’Urss il trattato che avrebbe portato le truppe armate sovietiche ad abbandonare definitivamente il Paese. Tema fondamentale della storia estone , insieme alle altre repubbliche baltiche è stato sempre quello dell’identità nazionale, della lingua, delle libertà civili. Tra le più importanti conquiste sul fronte internazionale ci fu l’adesione all’Unione Europea promossa nel 1998 e l’entrata nella NATO, avvenuta nel 2004.L’ adozione della moneta unica Euro, visto il virtuoso recupero economico estone, è fissata per il 1 gennaio 2011.

 

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