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25feb/20Off

Accadde oggi: nasce Benedetto Croce

25 febbraio

1866 – Nasce a Pescasseroli, in Abruzzo, Benedetto Croce, filosofo, storico, scrittore e politico italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano e “rifondatore” del Partito Liberale.
Ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti, elaborò una riforma della pubblica istruzione che fu poi ripresa ed attuata da Giovanni Gentile.
Ruppe definitivamente col fascismo, dopo il delitto Matteotti (10 giugno 1924). Nello stesso anno interruppe la sua amicizia con Giovanni Gentile, per discrepanze filosofiche e soprattutto politiche. Gentile infatti, con la pubblicazione del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, si era infatti schierato definitivamente dalla parte del fascismo.
Croce rispose aderendo all'invito di Giovanni Amendola, pubblicando a sua volta su "Il Mondo" il 1º maggio 1925, il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel quale veniva denunciata la violenza e la soppressione della libertà di stampa da parte del regime.
(In fondo in un filmato Toni Servillo legge alcuni brani da Alessandro Manzoni e da Benedetto Croce)
BenedettoCroce3Dopo un breve appoggio al movimento antifascista Alleanza Nazionale (1930), si allontanò dalla vita politica, continuando peraltro ad esprimere liberamente le sue idee politiche, senza che il regime fascista lo censurasse.
In effetti il fascismo riteneva Croce un avversario poco temibile, sostenitore com'era di un fascismo inteso come "malattia morale" inevitabilmente superata dal progresso della storia.
Inoltre la fama di Croce presso l'opinione pubblica europea lo proteggeva da interventi oppressivi da parte del regime.
Nel 1938 il regime varò la legislazione antisemita. Il governo inviò a tutti i professori universitari un questionario da compilare ai fini della classificazione "razziale". Tutti gli interpellati risposero.
L'unico intellettuale non ebreo che rifiutò di compilare il questionario fu Croce. Il filosofo, invece di restituire compilata la scheda, inviò una lettera al presidente dell'Istituto Veneto di Scienze, in cui scrisse sarcasticamente: « Gentilissimo collega, ricevo oggi qui il questionario che avrei dovuto rimandare prima del 20. In ogni caso, io non l'avrei riempito, preferendo di farmi escludere come supposto ebreo. Ha senso domandare a un uomo che ha circa sessant'anni di attività letteraria e ha partecipato alla vita politica del suo paese, dove e quando esso sia nato e altre simili cose? »
Dopo la caduta del regime Croce rientrò in politica, accettando la nomina a presidente del Partito Liberale. Durante la Resistenza cercò di mediare tra i vari partiti antifascisti.
Nel 1944 fu Ministro senza portafoglio nel secondo governo Badoglio. Subito dopo la liberazione di Roma (giugno 1944) entrò a far parte del secondo governo Bonomi, sempre come ministro senza portafoglio, ma diede le dimissioni qualche mese dopo, il 27 luglio.
Eletto all'Assemblea Costituente, non accettò la proposta di essere candidato a presidente provvisorio della Repubblica, così come avrebbe in seguito rifiutato la proposta, avanzata da Luigi Einaudi, di nomina a senatore a vita.
Nel 1946 fondò a Napoli l'Istituto Italiano per gli Studi Storici destinando per la sede un appartamento di sua proprietà, accanto alla propria abitazione e biblioteca, nel Palazzo Filomarino.
Per un ictus cerebrale, sopravvenuto nel 1949, semiparalizzato si ritirò in casa continuando a studiare: morì seduto in poltrona nella sua biblioteca il 20 novembre 1952.
Per quanto riguarda i suoi rapporti con la cultura cattolica, Croce fu contrario al Concordato e dichiarò apertamente in Senato che «accanto o di fronte ad uomini che stimano Parigi valer bene una messa, sono altri per i quali l’ascoltare o no una messa è cosa che vale infinitamente più di Parigi, perché è affare di coscienza.»
Quando Croce scriverà la Storia d’Europa nel secolo decimonono, il Vaticano criticherà aspramente Croce che difendeva le filosofie esaltanti una religione della libertà senza Dio.
Dapprima il Sant’Uffizio pose all’Indice nel 1932 questo libro, e non raggiungendo negli anni successivi una qualche riconciliazione con Croce, nel 1934 inserì nell’elenco dei libri proibiti tutti i suoi scritti.

Cliccando qui sotto potrai leggere il Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce.

Manifesto degli intellettuali antifascisti

 

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