Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

21feb/16Off

La Riforma italiana

Articolo di Sergio Luzzatto (Sole 21.2.16) sul libro di Massimo Firpo "Juan De Valdès e la Riforma nell'Italia del Cinquecento" Laterza, pag 292 euro 28 "Massimo Firpo racconta gli albori del movimento di Valdès, poi consegnato all'Inquisizione, che si proponeva di rinnovare il cristianesimo in profondità"

""Della chiesa di san Paolo, nel centro di Napoli, avevano pensato bene di imbiancare i muri. «Hanno imbianchita la ecclesia dove de primo ce erano depinte molte figure de sancti et sancte». Volevano un luogo nudo e spoglio, dove frate Bernardino – il senese Bernardino Ochino, predicatore fra i più gettonati d’Italia – potesse spandere senza distrazioni la sua parola di pietà. Parola severa, tutta incentrata sulla passione e sul «beneficio» di Cristo: secondo le dritte che Ochino riceveva da Juan de Valdés, il gentiluomo spagnolo arrivato da poco in città. «Faceva professione di pigliare quasi il thema di molte sue prediche da Valdesio, mediante una carticella che lui li mandava la sera inanzi alla matina che doveva predicare».
Nella Napoli del 1536, si diceva che le prediche quaresimali di Ochino avessero toccato fino alle lacrime l’imperatore in persona, Carlo V d’Asburgo, di stanza in città dopo la vittoriosa spedizione di Tunisi. Sicuramente, il cuore di fra Bernardino era stato toccato dall’incontro e dagli scambi con Valdés. Quarantenne in fuga dall’Inquisizione di Spagna, dopo avere lavorato a Roma come agente segreto di Carlo V il carismatico hidalgo si era allontanato dagli intrighi della Curia per vivere a Napoli una vita tutta spirituale. Meritando agli uomini (e alle donne) della sua cerchia proprio quell’appellativo, gli «spirituali», che a lungo li avrebbe accompagnati dopo la prematura morte di Valdés: fino a quando l’Inquisizione di Roma non avrebbe riconosciuto in loro altrettanti eretici, e in quanto tali li avrebbe perseguitati, processati, costretti all’abiura o bruciati sul rogo.

21feb/16Off

E l’Indice dei libri fini’ all’indice

Articolo di Marco Ventura (Corriere 21.2.16) "Storia Tutto iniziò nella prima metà del XVI secolo, nelle università e poi al Concilio di Trento. Nell’elenco finirono migliaia di nomi (compresi Dante, Kant, Leopardi, Moravia) Il 13 aprile 1966 il cardinale Alfredo Ottaviani annunciò la soppressione della lista dei volumi che diffondevano una «dottrina impura»"

""Il Papa è alla porta del paradiso. Armeggia con la chiave. «Che accidenti è questo? La porta non si apre. Devono aver cambiato la serratura. Oppure è guasta». Il Papa s’infuria, prende l’uscio a pugni e a calci: «Mi ribolle la bile! Ohé! Qualcuno apra questa porta all’istante!». Pietro, dall’interno, si rifiuta: «In nome di Dio, che fetore sento? Non converrà aprire subito la porta. Mi farò un’idea di chi sia questo flagello da qui, guardando fuori da questa feritoia». Il guardiano del paradiso osserva il suo successore. La chiave d’argento, pensa, è «molto diversa da quelle che mi affidò il pastore della Chiesa, quello vero, Cristo». Lo disgustano la corona, il manto imperiale tempestato d’oro e gemme, le truppe al seguito. Inizia così un dialogo al vetriolo tra Pietro e Papa Giulio II.
Testi come questo, datato 1513, rivoluzionarono il cristianesimo: portarono un attacco radicale all’autorità romana, ai fondamenti della teologia, del diritto canonico, del rapporto tra potere temporale e spirituale. Più ancora, testi come questo rivoluzionarono il modo in cui circolavano le idee. Non erano più manoscritti, ma libri a stampa. Viaggiavano veloci, raggiungevano più persone, costavano meno e fruttavano meglio. Con la conquista di un nuovo pubblico si rinnovava la lingua. Il dialogo del 1513 tra Pietro e Giulio II è ancora in latino, ma i protestanti pubblicheranno presto bibbie in francese, in olandese, in tedesco e in inglese.

28gen/16Off

Un rogo che ha illuminato la Storia

Aricolo di Andrea Comincini (manifesto 28.1.16)"Saggi.«Giordano Bruno» di Anna Foa per il Mulino. La libertà dei moderni contro l’arbitrio della Chiesa. Una vicenda che attraversa i secoli fino all’edificazione della statua del Nolano

""È il 9 giugno 1889 quando un grande telo bianco viene rimosso, e la statua di Giordano Bruno, il filosofo nolano bruciato in Campo de’ fiori il 17 febbraio del 1600, viene accolta da una platea numerosissima e festante. Alla base della scultura, otto effigi, raffiguranti altri «martiri del libero pensiero»: Hus, Wycliff, Serveto, Aonio Paleario, Vanini, Ramus, Campanella e P. Sarpi. Una scritta riassume non solo la tragica vicenda, ma diventa sintomatica del clima di quegli anni, e sarà premonitrice del futuro: «A Bruno, il secolo da lui divinato». In Giordano Bruno, edito dal Mulino (pp. 110, euro 9), Anna Foa racconta la vita in pellegrinaggio del pensatore, le disavventure processuali, e definisce in maniera limpida la grande questione che lo vide suo malgrado fare da spartiacque: tracciare il confine ideale tra la libertà dei moderni e l’autorità della Chiesa.
Il testo si apre con il resoconto delle vicende che riguardano l’erezione di una delle statue più famose d’Italia, e dimostra come la fiamma che si elevò nel 1600 non era stata ancora dimenticata, da entrambe le parti. Da un lato il Vaticano, dall’altra liberali, massoni, socialisti, e anticlericali. I giornali cattolici definirono «orgia satanica» il grande raduno inaugurale, e il soglio pontificio intero si scatenò con una collera di rara intensità.

28nov/15Off

Feudalesimo

Lettere a Repubblica 28.11.15 "Quel processo in Vaticano" risponde Corrado Augias

""Gentile Augias, confesso una mia debolezza, seguo distrattamente la vicenda del processo detto “Vatileaks II” a carico di religiosi, una donna e due giornalisti. L’iter e l’esito dipendono da un Codice che non conosco, ma se è già prevista la conclusione prima dell’8 dicembre (Immacolata Concezione e inizio del Giubileo), si può considerare il processo una specie di bomba a orologeria a fin di bene (o un buttare i soldi dalla finestra, pochi comunque). La libertà di stampa non mi pare in pericolo. I libri pubblicati sono in libera vendita (forse anche in Vaticano). La difesa dei due giornalisti è stata lesa in modo inaccettabile? Credo di sì, ma che cambia? Per una pena detentiva e/o pecuniaria occorrerebbe un’estradizione o una richiesta di risarcimento. Impensabile che la Repubblica italiana acconsenta. Dice: ma si dimostra che lo Stato Vaticano è retto da un potere assoluto. “E nun ce lo sapevo?”, direbbe Pasquino. D’altronde, come ha dichiarato il portavoce padre Lombardi, erano “cose già note al Papa”. Giovanni Moschini — g.moschini@yahoo.it

Augias: Il punto di vista del signor Moschini è una possibile spiegazione del perché si sono dovuti strattonare rudemente i politici per fargli esprimere un po’ di solidarietà ai due giornalisti incriminati.

23nov/15Off

Processo alla liberta’ di stampa

La lettera di Fittipaldi, mandato alla sbarra e processato davanti ai giudici pontifici per aver scritto “Avarizia” (Repubblica 23.11.15)

""Caro direttore, mentre scrivevo Avarizia, il libro-inchiesta in cui racconto gli scandali economici e i segreti finanziari del Vaticano, mai avrei immaginato che dopo la sua pubblicazione sarei finito sotto inchiesta, mandato alla sbarra e processato davanti ai giudici pontifici. Processato perché accusato di un reato che prevede una pena che va dai 4 agli 8 anni di carcere. Secondo la dottrina cattolica l’avarizia è uno dei sette vizi capitali che allontanano l’uomo da Dio. Ero certo che aver intitolato così il volume non avrebbe fatto saltar dalla gioia le gerarchie della curia romana, le cui malefatte e il cui ambiguo rapporto con il denaro sono al centro della mia inchiesta giornalistica. Sapevo perfettamente che svelare che l’appartamento del cardinal Bertone è stato ristrutturato con i soldi della Fondazione del Bambin Gesù – ente destinato alla cura dei bambini malati – avrebbe innervosito coloro che conoscevano da anni la vicenda, e la tenevano nascosta. E prevedevo che descrivere i fondi milionari riempiti con beneficenza dei fedeli e usati per le necessità dei cardinali avrebbe messo in grave imbarazzo chi, tra prelati e monsignori, preferisce alla trasparenza invocata da Bergoglio l’antica consuetudine di lavare i panni sporchi al riparo delle mura leonine. Però speravo che il libro, invece di essere messo all’indice come ai tempi del Sant’Uffizio, provocasse anche una reazione costruttiva da parte del mondo ecclesiastico, un dibattito sulle difficoltà che papa Francesco sta incontrando nel cammino da lui intrapreso per «una Chiesa povera e per i poveri». È invece accaduto il contrario:

14lug/15Off

Il protettorato in maschera

Articolo di Lucio Caracciolo (Repubblica 14.7.15)

""La Grecia ha cessato di esistere come Stato indipendente. Restano i greci. Chiamati a sopportare non solo devastanti sacrifici economici, ma anche l’umiliazione di vedersi trattati da minori cui è interdetta la gestione dei propri affari. La patria potestà è affidata pro forma a Bruxelles e Francoforte, di fatto a Berlino. Padre severo, tentato dall’idea di disconoscere il pargolo. Infine convinto a sceneggiare, per ora, la finzione di una residua sovranità ellenica.
ONDE evitare che, con la dichiarazione di morte dello Stato messo sotto tutela, si materializzi l’implosione dell’euro. Ovvero dell’Unione Europea.
Scelta non spontanea, che molto deve alle materne insistenze di Obama e di Hollande, oltre che alle resistenze di Draghi di fronte all’enormità di rischiare la vita dell’euro e i paradigmi finanziari globali pur di sbarazzarsi della piccola ma incorreggibile Grecia. Al parlamento di Atene il compito di tradurre in accettabile neogreco leggi scritte dagli eurocrati o direttamente dai burocrati nazionali tedeschi e francesi, che provvederanno a correggere eventuali refusi. Destino dei protettorati in maschera.

4lug/15Off

Nei libri all’Indice per il gender anche i capolavori dell’infanzia

Articolo di Maria Novella De Luca (Repubblica 4.7.15) "Scrittori e genitori si ribellano alle liste di proscrizione del sindaco di Venezia, che comprendono testi su adozione e bullismo. E la Giunta ora sembra poterci ripensare."

""I libri proibiti adesso sono chiusi in scatoloni sigillati e pronti per essere nascosti chissà dove. Così come aveva ordinato il nuovo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non appena insediato. La censura ha colpito con solerzia. Via dalle scuole della laguna tutti i libri che parlano di “gender, o di genitore 1 e genitore 2” diceva frettolosamente la breve circolare inviata ai dirigenti scolastici. Strana definizione per albi illustrati destinati ai bambini dei nidi e delle materne, liberamente in vendita in tutte le librerie italiane, e dove i protagonisti sono oche, orsi, topi, principesse, elefanti, gatti, famiglie, madri e padri. Ma il risultato, grottesco, e già finito sui giornali stranieri, è che sotto la scure del presunto “gender” sono finiti ben 49 titoli delle migliori case editrici per ragazzi.

23giu/15Off

Dall’accusa di eresia ai massacri quegli “atti inumani” contro i protestanti

Articolo di Agostino Paravicini Bagliani (Repubblica 23.6.15) "Repressioni sistematiche ed eccidi anche al Sud, nello stesso periodo degli Ugonotti in Francia. Il voto di povertà di un mercante francese, la riforma calvinista: così gli evangelici subirono arresti, torture e stragi compiute in accordo col Vaticano

""Francesco ha visitato ieri il tempio valdese a Torino: un’altra importante novità del suo pontificato. Nessun papa prima di lui era entrato in una chiesa valdese. Così la rivisitazione critica del passato da parte del Vaticano continua: trent’anni fa (1986) Giovanni Paolo II, aveva visitato per la prima volta una sinagoga.
Rivolgendosi ai valdesi, il papa ha chiesto perdono «da parte della Chiesa cattolica» per «gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi».
Atteggiamenti non cristiani, contese e violenze costituiscono di fatto la trama centrale della lunga secolare storia dei rapporti tra Chiesa cattolica e Valdesi. Il fondatore del movimento, quel ricco mercante di Lione di nome Valdo che nel 1173 decise di vendere tutti i suoi beni per vivere con i suoi seguaci una vita cristiana intensa, fondata su concetti chiave come la lettura della Bibbia, era in ottimi rapporti con l’arcivescovo di Lione, Guichard.

24apr/15Off

Da Verri ad Amnesty la lotta al cuore antico della tortura moderna

Articolo di Adriano Prosperi (Repubblica 24.4.15)

""LA PAROLA “tortura” è antica, la pratica anche. E vastissima è stata nel passato la letteratura giuridica per definirne i limiti, indicare i rischi e moltiplicare le cautele: basta sfogliare il classico, insuperato libro di Piero Fiorelli sulla tortura giudiziaria nel diritto comune o le ricerche di Mario Sbriccoli per averne un’idea. Ma tra il senso antico della parola e la pratica si è aperto un ampio e per lo più inesplorato territorio: quello dell’arbitrio del potere, in antico mediato dalla funzione del giudice ma in seguito, fin dall’età dell’assolutismo, sempre più affidato alla polizia, il “braccio violento della legge”, ritraendosi nell’ombra la funzione del giurista e scomparendo la sacralità del giuramento (parole e atti che fanno parte del patrimonio comune indoeuropeo, come ha spiegato Emile Benveniste). Tanto più vasto e oscuro si è fatto intanto quel territorio quanto più la luce della definizione giuridica ha abbandonato il campo, un tempo oggetto di una attentissima normativa e di elaborazioni sottili da parte dei penalisti.

14feb/15Off

La lezione delle Crociate per capire gli orrori dell’Is

Articolo di Adam Gopnik (Repubblica 14.2.15). Articolo uscito sul “ New Yorker” di cui Gopnik è una delle firme più autorevoli.

""«La storia semplifica tutto», scrisse 30 anni fa il grande esperto di baseball Bill James. «Ma non sai mai in che modo». All’epoca, stava scrivendo la biografia di Dave Parker, il grande “esterno” dei Pittsburgh Pirates che sembrava destinato alla Hall of Fame, fin quando degli scandali per problemi di cocaina lo hanno preso per la gola, anzi, per il naso, agli inizi degli anni ‘80. La storia lo obnubilerà ricordando i suoi trascorsi di droga, o dimenticherà gli scandali in nome dei suoi autentici record? La Hall of Fame non gli ha ancora aperto le porte. Ma l’aforisma di James vale anche per storie più importanti: è vero che la storia semplifica tutto e la trappola, insidiosa, è che ripristinare la complessità non sempre rende le cose più chiare.
Faccio questa riflessione dopo una recente dichiarazione del Presidente Obama, in occasione della National Prayer Breakfast, in merito alle orrende uccisioni di prigionieri inermi da parte dell’Is. Il suo commento era apparentemente ovvio e inconfutabile: che nella loro storia, quasi tutte le religioni (a parte forse alcune forme di Buddismo, Giainismo e simili), compresa la sua religione cristiana, siano state la concausa di orrendità. «Ai tempi delle Crociate e dell’Inquisizione, si commettevano atti terribili in nome di Cristo», ha osservato, dicendo una verità che solo un seminfermo di mente metterebbe in discussione.